\

 

Il diritto penale, vale a dire il catalogo di tutti i comportamenti soggetti a repressione in una data società, non smette mai di crescere... Come interpretare l'esplosione dei procedimenti penali nel corso degli ultimi cinquant'anni? Come affrontare un fenomeno così multiforme, insaziabile e ambiguo, in cui la passione per il diritto si mescola a una mitologia redentrice?... Tale inflazione è multipla: essa corrisponde innanzitutto all'estensione della legge penale a "nuovi giudicabili", ma anche, in maniera meno visibile, a un intensificarsi della repressione classica e, più in profondo, all'emergere di un nuovo linguaggio con cui la società democratica esorcizza le proprie difficoltà (Antoine Garapon, Denis Salas).

 

Il formalismo comincia dove il diritto finisce (Salvatore Satta)

 

 

diritto | diritti «Justice cannot stop at the prison gate» (ECHR, Campbell and Fell v. UK, 28 june 1984) | 1260 documenti

Costituzione | Sentenze C. Cost. | Regole... Convenzioni internazionali

 

 

Ma si sa oggi, e l'Amministrazione ne è perfettamente cosciente, che la prigione non produce niente di questo genere. Che essa non produce niente di niente. Che si tratta unicamente di uno straordinario gioco di destrezza, di un meccanismo del tutto singolare di eliminazione circolare: la società elimina spedendole in prigione delle persone che la prigione spezza, schiaccia, elimina fisicamente: una volta che queste persone sono state spezzate, la prigione le elimina liberandole, rimandandole nella società; qui la loro vita in prigione, il trattamento che hanno subìto, lo stato in cui ne sono usciti, tutto concorre a fare sì che immancabilmente la società li elimini di nuovo, rispedendoli in prigione, la quale eccetera. Attica è una macchina per eliminare, una specie di enorme stomaco, un rene che consuma, distrugge, macina e poi rigetta - e che consuma al fine di eliminare quello che è già stato eliminato. Michel Foucault on Attica, «Telos», n. 19, 1974.

 

 

Antigone

# Venti proposte per un nuovo sistema penitenziario

Agosto 2017

 

Aldo Masullo
# I dannati di agosto a Poggioreale
www.ilmattino.it/ Giovedì 3 Agosto 2017
Oggi in nessun altro luogo del mondo, io credo, come nelle carceri italiane, si sviluppa e si mette alla prova la coscienza popolare che lo Stato o è stato di diritto, oppure non ha alcuna legittimazione... Il diritto nelle carceri è oggettivamente tra le cocenti questioni che invocano il pieno  compimento dello Stato di diritto.

 

Ilaria Marchi
# Il delitto di tortura: prime riflessioni a margine del nuovo art. 613-bis c.p.
www.penalecontemporaneo.it/ 31 luglio 2017
1. Introduzione: contesto internazionale e obbligo di penalizzazione – 2. La struttura della nuova legge – 3. Art. 613-bis c.p.: la nozione di tortura accolta dal nostro ordinamento – 3.1. La tortura commessa dal soggetto qualificato – 3.2. Il rompicapo introdotto dal terzo comma – 3.3. La condotta – 3.4. L’evento – 3.5. L’elemento soggettivo – 3.6. Le aggravanti – 4. Considerazioni finali

 

Silvia Filippi
# Il “diritto alla speranza” è l’ultimo a morire? L’art. 3 della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo nella giurisprudenza della Grande Chambre, da Vinter and others v. United Kingdom a Hutchinson v. United Kingdom
www.diritticomparati.it/ July 24, 2017
Il 17 gennaio 2017 la Grande Chambre ha rigettato il ricorso n. 57592/08, # Hutchinson v. United Kingdom, proposto da un condannato all’ergastolo, che lamentava, in relazione alla pena comminatagli, la violazione dell’art. 3 della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo. Pur con tre dissenting opinions, i giudici di Strasburgo dichiaravano l’insussistenza dell’inosservanza del divieto di trattamenti degradanti e inumani, ribaltando così i principi stabiliti nel caso # Vinter and others v. United Kingdom (ricorso n. 66069/09).  Con la sentenza del 9 luglio 2013, la Grande Chambre aveva infatti affermato che il carcere a vitasenza alcuna possibilità di rilascio (life imprisonment without parole), costituiva di per sé una violazione dell’art. 3 della Convenzione.

 

Glauco Giostra, Pasquale Bronzo (a cura di)
# Proposte per l'attuazione della delega penitenziaria

Sapienza Università Ed., Luglio 2017
... Mentre diamo alle stampe questo volume, l’an e il quomodo dell’esercizio della delega per la riforma dell’ordinamento penitenziario sono ancora sotto il segno dell’incertezza, e con essi, naturalmente, l’utilizzo delle proposte che vi sono raccolte. Di sicuro, però, queste resteranno rincuorante testimonianza di come qualificatissime e disinteressate energie siano pronte a mobilitarsi per l’ideale di una esecuzione della pena meno indegna dell’uomo e di uno Stato di diritto

 

Giovanni Tamburini
# Detenzione domiciliare e delitto di evasione nella recente giurisprudenza della Corte di Cassazione
www.giurisprudenzapenale.com/ 16 luglio 2017

1. Il rapporto tra la detenzione domiciliare e il delitto di evasione: gli orientamenti della Suprema Corte – 2. Focus su #  Cass. pen. 19 aprile 2016, n. 19005: il problema dello spostamento – 3. Evasione e “particolare tenuità del fatto”: applicazioni giurisprudenziali - 4. Conclusioni

 

Marco Nestola
# L’articolo 41-bis O.P.: fino a che punto il bisogno di sicurezza può legittimare il regime detentivo speciale?
www.giurisprudenzapenale.com/ Luglio 2017
1. Premessa. – 1.1 L’oggetto della dichiarazione di incostituzionalità. – 1.2 La sentenza n. 143 del 2013 della Corte Costituzionale e il bilanciamento tra diritti costituzionalmente garantiti. – 1.3 (segue) Il bilanciamento: lo scopo dell’istituto come criterio di interpretazione del 41-bis. – 1.4 (segue) Il bilanciamento: alle prese con l’inviolabile diritto alla corrispondenza. – 2. Un legittimo sospetto. – 2.1 Gli stati generali dell’esecuzione penale ed il caso Riina. – 2.2 41-bis e clima politico. – 2.3 Le reali finalità di questo speciale regime carcerario. – 3. Conclusioni

 

Adriano Martufi
# Il differimento facoltativo della pena per grave infermità fisica: tra “orizzonte di scopo” della pena carceraria e dignità del detenuto

www.giurisprudenzapenale.com/ 16 luglio 2017
Sommario: 1. Diritto alla salute e differimento (facoltativo) dell'esecuzione in carcere – 2. Il caso di specie: ambiguità dell'accertamento peritale e onere motivazionale del giudice – 3. L'ambito cognitivo del giudice e il requisito della “grave infermità fisica”: verso il superamento di una concezione soltanto relativistica? – 4. Conclusione: l'incerta discrezionalità della magistratura di sorveglianza e la necessità di riformare i rimedi a tutela della salute dei ristretti
# Cassazione Penale, Sez. I, 26 aprile 2017 (Ud. 29 Marzo 2017), n. 19677, Presidente Novik, Relatore Boni

 

# Errico Novi, Flick con Cantone: «Il Codice antimafia così non funziona», Il Dubbio 4 luglio 2017
... Sono molto preoccupato per una ragione di metodo: in particolare perché vedo l’utilizzo sistematico dell’emergenza come strumento ordinario di risposta al crimine... Ciò che è pensato per essere eccezionale dovrebbe rimanere tale. Non mi riferisco solo a misure come i sequestri. Il paradigma è stato offerto dall’ordinamento penitenziario: penso all’applicazione sempre più ampia del 41 bis e dell’articolo 4 bis, ossia la norma che prevede l’esclusione degli autori di determinati reati dalle misure alternative e dunque da un modello trattamentale fedele al dettato dell’articolo 27 della Costituzione. Tale esclusione inizialmente riguardava solo la criminalità di stampo mafioso, poi è stata estesa a un ventaglio di reati disomogeneo e disorganico che avevano un comune denominatore: suscitare un forte allarme sociale

 

Stefania Amato
# Un messaggio nella bottiglia (e un’occasione perduta)
Giurisprudenza Penale Web, 7-8, 2017
# Corte Cosituzionale, sentenza n. 122 del 2017

 

European Court of Human Rights | Cour Européenne des Droits de l'Homme
# Bartesaghi, Gallo et autres c. Italie (Requêtes nos 12131/13 et 43390/13)
Strasbourg, 22 juin 2017

# Francesca Cancellaro, Tortura: nuova condanna dell'Italia a Strasburgo, mentre prosegue l'iter parlamentare per l'introduzione del reato, www.penalecontemporaneo.it, 29 giugno 2017

 

Andrea Pugiotto
# I nodi da sciogliere del 41 bis
Il Sole 24 Ore, 16 giugno 2017
Si è alzata l'invocazione a un uso simbolico del diritto penale nei confronti dei rei di grande spessore criminale. Il simbolico e il diritto abitano mondi diversi... È emersa, inoltre, l'idea che il divieto di pene contrarie al senso di umanità sia derogabile in base alla gravità delle colpe accertate...

 

Guglielmo Leo
# Un nuovo passo della Consulta per la tutela dei minori con genitori condannati a pene detentive, e contro gli automatismi preclusivi nell’ordinamento penitenziario.
Nota a
# Corte cost., sent. 8 marzo 2017 (dep. 12 aprile 2017), n. 76, Pres. Grossi, Rel. Zanon
www.penalecontemporaneo.it/ 8 maggio 2017

 

Angela Della Bella
# La Corte Costituzionale si pronuncia nuovamente sull’art. 35 ter o.p.: anche gli internati, oltre agli ergastolani, hanno diritto ai rimedi risarcitori in caso di detenzione inumana
www.penalecontemporaneo.it/ 2 maggio 2017 
 # Sentenza n. 83 del 2017

Rimane però ferma la fruibilità, per l’internato, del rimedio risarcitorio, e assieme l’affermazione in questa sentenza di un principio importante, quello cioè della doverosità di un’interpretazione delle norme tesa a garantire quanto più possibile la tutela della dignità della persona detenuta, indipendentemente dal titolo per il quale è intervenuta la privazione della libertà, in linea con quanto affermato dalla giurisprudenza europea.

 

Francesco Menditto
# La sentenza De Tommaso c. Italia: verso la piena modernizzazione e la compatibilità convenzionale del sistema della prevenzione
www.penalecontemporaneo.it/ 26 aprile 2017

L’importanza della sentenza in esame discende, dalla rilevata violazione dell’art. 2 del protocollo addizionale n. 4 a causa della mancanza di prevedibilità della legge. La legge n. 1423/1956, che rappresenta lo strumento legale che forma la base delle misure preventive imposte, rispondeva ai diversi requisiti previsti dall’art. 2   del protocollo n. 4 a eccezione della prevedibilità perché la legge offriva al giudice un ampio potere discrezionale senza fornire una chiara indicazione della portata e modalità di esercizio di tale discrezionalità. L’imposizione di misure di prevenzione non era stata sufficientemente dettagliata e non era stata accompagnata da adeguate misure contro possibili abusi. Essendo stata formulata in termini vaghi e troppo ampi, la legge non ha soddisfatto i requisiti di specificità stabiliti dalla giurisprudenza della Corte

 

Marco Noci
# Tribunali e immigrati, verso il debutto per 26 sezioni specializzate
Il Sole 24 Ore, 26 aprile 2017

# Testo del decreto-legge 17 febbraio 2017, n. 13 (in Gazzetta Ufficiale - Serie generale - n. 40 del 17 febbraio 2017), coordinato con la legge di conversione 13 aprile 2017, n. 46 (in questa stessa Gazzetta Ufficiale - alla pag. 1) recante: «Disposizioni urgenti per l'accelerazione dei procedimenti in materia di protezione internazionale, nonché per il contrasto dell'immigrazione illegale.». 

 

Comitato Promotore Referendum Separazione delle Carriere
# Relazione Illustrativa. Proposta di legge costituzionale di iniziativa popolare “Separazione delle carriere”
# Proposta di Legge Costituzionale
www.separazionedellecarriere.it/ 2017

 

Angelo Costa
# Impugnazioni pro imputato: il sistema resta favorevole, ma occhio alla procedura
Italia Oggi, 3 aprile 2017
Tra i valori fondamentali a cui la legge attribuisce priorità, rispetto alla regola della intangibilità del giudicato, vi è la "necessità dell'eliminazione dell'errore giudiziario, dato che corrisponde alle più profonde radici etiche di qualsiasi società civile il principio del favor innocentiae, da cui deriva a corollario che non vale invocare alcuna esigenza pratica - quali che siano le ragioni di opportunità e di utilità sociale ad essa sottostanti - per impedire la riapertura del processo allorché sia riscontrata la presenza di specifiche situazioni ritenute dalla legge sintomatiche della probabilità di errore giudiziario" (Sez. U, n. 624 del 26/9/2001).

 

Vincenzo Ciliberti

# La Corte di cassazione sulla continuazione in esecuzione: il comune senso di giustizia e altri argomenti “in favorem rei”

www.giurisprudenzapenale.com/ 1 aprile 2017
Cassazione Penale, Sezioni Unite, 10 febbraio 2017 (ud. 24 novembre 2016), n. 6296 Presidente Canzio, Relatore Bonito | La massima: Il giudice dell’esecuzione, in sede di applicazione della disciplina del reato continuato, non può quantificare gli aumenti di pena per i reati-satellite in misura superiore a quelli fissati dal giudice della cognizione con la sentenza irrevocabile di condanna

 

Francesco Viganò
# Illegittime le misure di prevenzione personali e patrimoniali fondate su fattispecie di pericolosità generica? Una prima ricaduta interna della sentenza de Tommaso - Corte d’appello di Napoli, VIII Sez. pen. – misure di prevenzione, ord. 14 marzo 2017, Pres.  Grasso, Est. Cioffi
www.penalecontemporaneo.it/ marzo 2017

 

Carlo Bray

# Illegittima la pena minima per il traffico di droghe 'pesanti'? Tre questioni all'esame della Consulta

www.penalecontemporaneo.it/ 24 marzo 2017

Nota a tre ordinanze di rimessione alla Corte costituzionale sulla legittimità dell’art. 73, comma primo, d.P.R. 309/1990: Trib. Ferrara, ord. 18 novembre 2015; Trib. Rovereto, ord. 9 marzo 2016; Cass., sez. VI, ord. 12 gennaio 2017, n. 1418

 

Raffaello Magi # Per uno statuto unitario dell’apprezzamento della pericolosità sociale. Le misure di prevenzione a metà del guado? www.penalecontemporaneo.it/ 13 marzo 2017

Francesco Viganò # La Corte di Strasburgo assesta un duro colpo alla disciplina italiana delle misure di prevenzione personali www.penalecontemporaneo.it/ 3 marzo 2017

Francesco Menditto # Prime riflessioni sulla sentenza della Corte Edu De Tommaso c. Italia www.questionegiustizia.it/ 3 marzo 2017

Anna Maria Maugeri # Misure di prevenzione e fattispecie a pericolosità generica_ la Corte Europea condanna l'Italia per la mancanza di qualità della "legge", ma una rondine non fa primavera. Nota a Corte EDU, Grande Camera, sent. 23 febbraio 2017, de Tommaso c. Italia www.penalecontemporaneo.it/ 6 marzo 2017
# Corte Edu, Grande Camera, sent. 23 febbraio 2017, de Tommaso c. Italia  # fr

 

Carlo Ruga Riva
# Il d.l. in materia di sicurezza delle città: verso una repressione urbi et orbi? Prima lettura del D.L. 20 febbraio 2017, n. 14  # Disegno di Legge - Conversione in legge del decreto-legge 20 febbraio 2017, n. 14, recante disposizioni urgenti in materia di sicurezza delle città, presentato il 20 febbraio 2017
www.penalecontemporaneo.it/ 9 marzo 2017
La sicurezza urbana si atteggia come bene giuridico onnivoro, tanto ampio da promettere scarsissima capacità selettiva rispetto a comportamenti predeterminati, e non privo di venature estetiche (il “decoro delle città”) e soggettivo-emozionali (la “vivibilità”). Nel concetto di sicurezza, come sottolineato nella relazione al disegno di legge n. 4310 presentato alla Camera dei Deputati (p. 2), convergono un’idea di sicurezza primaria (prevenzione e repressione dei reati) ed un’idea di sicurezza secondaria, volta alla “prevenzione situazionale” di situazioni di degrado e di promozione di fattori di coesione sociale...

 

Domenico Pulitanò
# La misura delle pene, fra discrezionalità politica e vincoli costituzionali
www.penalecontemporaneo.it/ 13 febbraio 2017
Di fondamentale importanza mi sembra la considerazione dei tempi di vita delle persone. Le misure di pena detentiva dovrebbero lasciare aperta la possibilità di reinserimento anche all’autore di un delitto dignum horribili flagello (fuor di metafora, un delitto della massima fascia di gravità, di per sé meritevole – dignum – di pena severa). Rispetto alle tariffe penali attuali del legislatore italiano, la considerazione dei tempi di vita dovrebbe portare a un drastico abbassamento. Di fatto, abbiamo a livello legislativo un sistema di pene detentive che, ove mai venissero eseguite, verrebbero  ragionevolmente valutate da molti come un carico insostenibile.

 

Cour Européenne des Droits de l'Homme
# Affaire Talpis c. Italie (Requete n° 41237/14)
Strasbourg, 2 mars 2017

Cet arrêt deviendra définitif dans les conditions définies à l’article 44 § 2 de la Convention. Il peut subir des retouches de forme

# Nazioni Unite - Convenzione per l'eliminazione di tutte le forme di discriminazione contro le donne (CEDAW) + # altri documenti

 

Mag. Sorveglianza Udine, 9 febbraio 2017, Est. Fiorentin
# Reclamo risarcitorio ex art. 35 ter L. 354/1975
Udine, 9 febbraio 2017

# Davide Galliani, Commento...

 

Michele Passione

# La “cultura” della giurisdizione. Nuove considerazioni in materia di libri e 41 bis
questionegiustizia.it, 20 gennaio 2017

Con la notissima sentenza n. 351 del 1996, a seguito di tre incidenti promossi dal Tribunale di Sorveglianza di Firenze (il cui estensore era l'indimenticato, e indimenticabile, Sandro Margara), la Corte affermava che “non vi è dubbio che il sindacato giurisdizionale sulle determinazioni dell'amministrazione, per esplicare pienamente la sua funzione a tutela dei diritti dei detenuti, debba estendersi non solo alla sussistenza dei presupposti per l'adozione del provvedimento, ma anche al rispetto dei limiti posti dalla legge e dalla Costituzione in ordine al contenuto di questo”, tanto che “eventuali misure illegittime, lesive dei diritti del detenuto, dovranno perciò essere a questi fini disattese, secondo la regola generale per cui il giudice dei diritti applica i regolamenti e gli atti dell'amministrazione solo in quanto legittimi (art. 5 della legge 20 marzo 1865, n. 2248, all. E)”.

 

Cassazione, Sesta sezione penale
# Ordinanza 1418/17 -- 13 dicembre 2016 - 12 gennaio 2017

www.italgiure.giustizia.it/
Conclusivamente, questa Corte chiede che la Corte costituzionale dichiari costituzionalmente illegittima, per violazione  egli artt. 25, comma secondo, 3 e 27 Cost. la norma di cui all'art. 73, comma 1, d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309, nella parte in cui prevede quale minimo della pena detentiva la reclusione di otto anni anziché di sei anni. 

 

Giovanni Maria Flick
# Una nuova cultura della pena?
www.rivistaaic.it/ 21.12.2016
1. L’insegnamento di Sandro Margara sul carcere. – 2. Le conclusioni del Ministro della Giustizia sugli Stati Generali dell’esecuzione penale. – 3. Il carcere e la Costituzione tradita. – 4. I paradossi del carcere. – 5. Verso una giustizia riparativa? – 6. La proporzionalità della pena al reato secondo la Corte Costituzionale: un passo verso la svolta.

 

Stefano Anastasia, Valentina Calderone, Lorenzo Fanoli (a cura di)
# L’articolo 3. Rapporto sullo stato dei diritti in Italia. Aggiornamento 2016
www.rapportodiritti.it/ dicembre 2016
Il progetto di L’articolo 3, richiamando il principio di uguaglianza iscritto nella Costituzione, si propone di valutare e in qualche modo «misurare» il riconoscimento o il mancato riconoscimento, l’effettiva attuazione o l’inosservanza, dei diritti e delle garanzie correlati al pieno esercizio delle prerogative fondamentali della persona: dalla libertà personale alla libertà di movimento, dalla libertà religiosa alla libertà sessuale, alla libertà dalle discriminazioni di qualunque origine e dalle violenze comunque motivate.

 

Carlo Sotis, Domenico Pulitanò, Sergio Bonini, Tommaso Guerini, Gaetano Insolera, Antonino Sessa, Adelmo Manna, Lucia Risicato, Nicola Mazzacuva
# La società punitiva. Populismo, diritto penale simbolico e ruolo del penalista
www.penalecontemporaneo.it/ 21 dicembre 2016
"Introduzione" di Lucia Risicato | "Intervento" di Domenico Pulitanò | "Alcuni recenti esempi di legislazione penale compulsiva e di ricorrenti tentazioni circa l’utilizzazione di un diritto penale simbolico" di Adelmo Manna | "Intervento" di Carlo Sotis | "Ostinata criminalizzazione della clandestinità e tenuta democratica del sistema: fondamento e limiti alle opzioni della politica criminale simbolica" di Antonino Sessa | "Funzione «strumentale» e funzione «simbolica» del diritto penale, fra discorsività «critica» e discorsività «dialogica»" di Sergio Bonini | "Trascrizioni del Seminario Lavori in corso (Università di Bologna, 17 marzo 2016)" a cura di Gaetano Insolera, Nicola Mazzacuva e Tommaso Guerini

 

Andrea Baiguera Altieri
# Le alternative al carcere nella criminologia contemporanea
www.diritto.it/ Diritto penale, 19/12/2016
Ormai, nel Diritto Processuale Penale europeo e nord-americano, si è compreso che oggi necessita un Sistema Penale diverso, attento alle legittime istanze della Parte Lesa e, in buona sostanza, meno autoritario e categorico rispetto a quanto accadeva nella Giuspenalistica onnipresente ed onnipotente del Novecento. Questo non significa legittimare passivamente e recepire senza critiche l’Abolizionismo radicale, ma, senza dubbio, non si può immaginare una pace sociale senza che sia trovato e concretizzato il giusto equilibrio tra rieducazione del carcerato e riparazione dei danni subiti dal soggetto danneggiato...

 

Francesco Maisto
# La Legge Gozzini: le innovazioni, la controriforma, l'attualità
S. Vittore 14 dicembre 2016
Mario Gozzini... ricordava più volte, un episodio di una delle sue prime visite al carcere fiorentino delle Murate, agli esordi della sua lunga pratica carceraria di parlamentare. C’era un detenuto che si preparava a tornare in libertà il giorno dopo. Alla domanda su cosa avrebbe fatto il giorno dopo, rispose:” Ritrovo la mia vita, le cose non sono cambiate, rifarò quello che ho già fatto e, prima o poi, tornerò qui”. “Ecco il carcere inutile”, chiosava .

 

Giuliano Pisapia
# La violenza e gli abusi di potere sul corpo di Stefano Cucchi.
www.repubblica.it
Fondamentale, oltre alla presunzione d'innocenza, anche la rigorosa applicazione delle garanzie processuali, l'habeas corpus, l'integrità fisica e psicologica di chi è accusato di un reato". Per imputati e vittime. Perché se Cucchi avesse potuto parlare con il suo avvocato o incontrare un suo familiare, come era suo diritto; se fossero state rispettate le regole e le garanzie, oggi lui e non solo il suo corpo potrebbe essere testimone di verità.

«Ho visto il volto di mio figlio diventato piccolo, piccolo, piccolo. In quel volto ho visto tutto il male del mondo» (Paola Regeni)

 

Andrea Baiguera Altieri
# L'abolizionismo carcerario contemporaneo. Gli Stati Uniti d’ America, ovvero l’Anti-abolizionismo per antonomasia
Diritto internazionale, 21/11/2016

Gli Stati uniti d’ America spendono il 5 % delle loro entrate tributarie per il mantenimento dei Penitenziari, in cui è rinchiuso il 25 % della popolazione carceraria mondiale, con un totale di 2.300.000 detenuti nel 2010 (1.900.000 nel 2000), tra i quali più di 100.000 minorenni. A tale cifra vanno aggiunti 5.000.000 di soggetti sottoposti alla messa alla prova o al regime della liberazione condizionale. Ogni 100.000 residenti, si calcolano ben 785 detenuti in media, ovverosia il 3 % degli ultra-18.enni. Molte sono le discriminazioni razziali, giacché soltanto 1 bianco ogni 45 è o è stato in Penitenziario, mentre 1 nero su 11 ed un ispanico su 27 subiscono o hanno subito l’esperienza della reclusione

 

Francesco Viganò
# Un’importante pronuncia della Consulta sulla proporzionalità della pena
www.penalecontemporaneo.it/ 14 novembre 2016

# Corte cost., sent. 10 novembre 2016, n. 236, Pres. Grossi, Rel. Zanon
Il principio di proporzionalità della pena opera come limite alla potestà punitiva statale, esigendo una pena adeguata all’effettiva responsabilità personale, e in grado di essere percepita come “giusta” reazione all’illecito commesso dall’autore, giacché «[l]addove la proporzione tra sanzione e offesa difetti manifestamente... non ne potrà che discendere una compromissione ab initio del processo rieducativo, processo al quale il reo tenderà a non prestare adesione, già solo per la percezione di subire una condanna profondamente ingiusta (sentenze n. 251 e n. 68 del 2012), del tutto svincolata dalla gravità della propria condotta e dal disvalore da essa espressa».

 

Francesca Cancellaro
# Carcerazione in meno di 3 metri quadri: la Grande Camera sui criteri di accertamento della violazione dell'art. 3 Cedu
www.penalecontemporaneo.it/ 13 novembre 2016
Il 20 ottobre 2016 la Grande Camera della Corte europea dei diritti dell'uomo, ribaltando parzialmente la sentenza resa dalla Camera il 12 marzo 2015, ha condannato all'unanimità la Croazia per violazione dell'art. 3 Cedu in relazione alla detenzione del ricorrente in 2,62 m2 per 27 giorni consecutivi. La maggioranza del collegio ha invece confermato la pronuncia della Camera ritenendo non violato l'art. 3 Cedu tanto con riferimento alla detenzione del ricorrente in uno spazio inferiore a 3 m2 per periodi non consecutivi di più breve durata ed in presenza di cd.“fattori allevianti”, quali la libertà di movimento e lo svolgimento di attività all'esterno della cella (10 voti contro 7); quanto rispetto al periodo detentivo nel quale il ricorrente era stato ristretto in uno spazio compreso tra i 3 e i 4 m2 (13 voti contro 4).

 

European Court of Human Rights - Press Unit
# Detention conditions and treatment of prisoners
www.echr.coe.int/ October 2016
(Hygienic) condition of cells - Ill-treatment by prison officers - Personal space in multi-occupancy cell - Prison overcrowding - Repeated transfers - Solitary confinement - Strip searches of prisoners - Video surveillance of a cell

 

European Court of Human Rights
# Case of Muršić v. Croatia (Application no. 7334/13)

# Press Release
www.echr.coe.int/ 20 October 2016

 

Il Ministro della Giustizia

# Atto d'indirizzo politico-istituzionale per l'anno 2017

www.giustizia.it/ 28 settembre 2016 | on line 13 ottobre 2016

 

Nicola Canestrini
# Rispetto dei diritti fondamentali in ambito europeo tra presunzioni ed effettività. Il decalogo italiano per rilevare nel procedimento MAE il rischio di trattamento carcerario inumano o degradante
Giurisprudenza Penale Web, 2016, 10
1. Premessa: la sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione europea Aranyosi – Caldararu. – 2. La giurisprudenza italiana: la presunzione di rispetto dei diritti fondamentali può essere vinta. – 3. Conclusione: è sempre intollerabile la violazione di diritti fondamentali. 

 

Giorgio Spangher
# La riforma Orlando. Della giustizia penale: prime riflessioni
www.penalecontemporaneo.it/ 5 ottobre 2016
Si ha la sensazione che, forse per effetto del perdurante e difficile momento socioeconomico e politico, connotato da un deficit di legalità, che vive il Paese, la giustizia penale non sappia superare la contingenza, dando la sensazione di essere in perenne affanno e di arrancare, incapace di superare una permanente precarietà. Manca un respiro comune e un orizzonte condiviso; restano troppo diversi gli approcci nel pianeta della giustizia penale.

 

Claudia Pecorella
# Sicurezza vs libertà? La risposta penale alle violenze sulle donne nel difficile equilibrio tra istanze repressive e interessi della vittima
www.penalecontemporaneo.it/ 5 ottobre 2016
All’interno delle modifiche introdotte nell’ambito del sistema penale, particolare attenzione ha suscitato la previsione della irrevocabilità della querela presentata per il delitto di stalking (rectius, atti persecutori: art. 612-bis c.p.), la cui realizzazione costituisce spesso un momento di passaggio nella escalation della violenza contro la donna, che prelude talvolta all’epilogo più tragico... 

 

Adriano Sofri
# Le armi, Trump, e quel sondaggio sulla pena di morte in America
www.ilfoglio.it/ 05 Ottobre 2016
L’ergastolo “ostativo” è una micidiale violenza fatta al dettato e allo spirito della Costituzione. Oggi lo denunciano prima di tutto con voci intelligenti e sconvolgenti molti di quegli ergastolani che hanno saputo riscattarsi in carcere e nonostante il carcere...

 

"Forse i progetti sono consentiti solo ai vecchi, che sono gli ultimi giovani (o illusi) rimasti. Non è possibile stare zitti, anche se parlare fosse solo consolatorio"

Ricordando Sandro Margara...   Repetita non juvant... 

"Per le mie idee, che sono quelle della legge penitenziaria, l’orizzonte mi sembra molto fosco"

Quel magistrato che del garantismo ha fatto una fede

Antonietta Fiorillo...

Francesco Maisto, Per Sandro Margara...

Sergio Segio, Addio a Margara...

Giovanni Maria Flick, Una nuova cultura della pena?

 

Jacopo Alberghi
# Le Sezioni Unite escludono l’autonoma impugnabilità del provvedimento di rigetto dell’istanza di sospensione con messa alla prova
www.giurisprudenzapenale.com/ Fascicolo 9, 2016
“L’ordinanza di rigetto della richiesta di messa alla prova non è immediatamente impugnabile, ma è appellabile unitamente alla sentenza di primo grado, ai sensi dell’art. 586 cod. proc. pen., in quanto l’art. 464-quater, comma 7, cod. proc. pen., nel prevedere il ricorso per cassazione, si riferisce unicamente al provvedimento con cui il giudice, in accoglimento della richiesta dell’imputato, abbia disposto la sospensione del procedimento con la messa alla prova”.

 

Davide Galliani
# The Reducible Life Imprisonment Standard from a Worldwide and European Perspective
www.lifeimprisonment.eu/ Global Jurist 2016
Life Imprisonment, unlike the death penalty, does not attract the attention of the doctrine. There are, however, significant developments in the European Court of Human Rights case law. In this paper, using a comparative methodology, we highlight the standard that, at international level, allows to consider Life Imprisonment compatible with human dignity-that is the right to a substantial judicial review. It is no longer acceptable that the ‘last word’ on the lifers’ early release is still entrusted to political power.

 

Fabio Alonzi
# La Direttiva UE sul diritto dell'imputato di partecipare al giudizio e la disciplina italiana sul processo in absentia
www.legislazionepenale.it/ 21.9.2016
1. Considerazioni introduttive. – 2. La decisione quadro 2009/299/GAI sui motivi di non riconoscimento delle decisioni pronunciate in absentia. – 3. Il contenuto del decreto legislativo n. 31 del 2016 attuativo della decisione quadro 2009/299/GAI. – 4. La direttiva UE 2016/343 sul diritto di partecipare al processo. – 5. Le ripercussioni della direttiva europea sulla disciplina italiana del processo in assenza.

 

Alessandro Monti
# Il Garante trascurato anti-tortura
Il Sole 24 Ore, 5 settembre 2016

# Delibera del 31 maggio 2016 - Adozione del Codice di Autoregolamentazione del Garante Nazionale dei diritti delle persone detenute o private della libertà personale

 

Alessandro Laurito
# Reclamo giurisdizionale e rimedi compensativi a tutela degli internati: gli ʻesclusi eccellenti’ della riforma
www.giurisprudenzapenale.com/ 13 luglio 2016
# Ordinanza Ufficio Sorveglianza di Messina, 8 gennaio 2016

 

Irene Guerini
# Più braccialetti (ma non necessariamente) meno carcere: le Sezioni Unite e la portata applicativa degli arresti domiciliari con la procedura di controllo del braccialetto elettronico
www.penalecontemporaneo.it/ 24 Giugno 2016
Nota a
# Cass. Sez. Un., 28 aprile 2016 (dep. 19 maggio 2016), n. 20769, pres. Canzio, rel. Riccialli, ric. Lovisi

 

Convegno carcere di Opera giugno 2016
# L'inferno della speranza. La strada per uscire dal "fine pena mai"
www.stradebianchelibri.com/millelirepersempre.html

 

Camilla Mostardini
# La Corte di Cassazione sull'applicabilità dello stato di necessità al furto per fame: qualche spunto di riflessione. Nota a Cass. pen., Sez. V, sent. 7 gennaio 2016 (dep. 2 maggio 2016), n. 18248, Pres. Fumo, Rel. Morelli.
www.penalecontemporaneo.it/ 8 giugno 2916

 

Andrea Baiguera Altieri
# Il riduzionismo e l'abolizionismo penitenziario
www.diritto.it/ 2 giugno 2016
Senza alcun dubbio, oggi, in tutta Europa, necessita con urgenza una radicale Riforma del Diritto Penale, della Procedura Penale nonché del Diritto Penitenziario. Si parla molto e senza rigore tecnico di Garantismo e Legalità, ma le condizioni trattamentali dei detenuti europei hanno raggiunto livelli ormai insostenibili. In buona sostanza, a prescindere dagli slogans elettorali, non vengono riconosciuti i diritti soggettivi e gli interessi legittimi della popolazione carceraria...

 

Marco Pelissero
# La politica penale delle interpolazioni. Osservazioni a margine del disegno di legge n. 2067 testo unificato
www.penalecontemporaneo.it/ 30 Maggio 2016
1. Il testo unificato: confluenza di diversi disegni di legge. - 2. Le condotte riparatorie. - 3. La politica degli aumenti di pena. - 4. La prescrizione del reato. - 5. L'ampliamento dei reati procedibili a querela. - 6. La delega sulla riforma delle misure di sicurezza. - 7. La delega sulla riforma dell'ordinamento penitenziario. - 8. La riserva di codice. - 9. Alcune considerazioni conclusive.

 

Unione delle Camere Penali Italiane - Osservatorio Europa
# La tenuta dell’ordinamento italiano: tra esigenze di giustizia e con-fusioni sistemiche
www.camerepenali.it/ 30 maggio 2016

 

Luisa Romano
# Non viola la Costituzione la fattispecie incriminatrice della coltivazione di cannabis per uso personale (rectius: la disposizione del t.u. stup. che non vi riconnette una rilevanza meramente amministrativa)
"Notarella" a
# Corte Costituzionale, sent. 20 maggio 2016, n. 109, Pres. Grossi, Red. Frigo
www.penalecontemporaneo.it/ 30 Maggio 2016

 

Carlo Bray
# Coltivazione di marijuana e (in)offensività della condotta nella recente giurisprudenza di legittimità: necessità di fare chiarezza
www.penalecontemporaneo.it/ 23 Maggio 2016
Nota a Cass. pen., sez. VI, 15 dicembre 2015, n. 49476; Cass. pen., sez. IV, 21 gennaio 2016, n. 2548; Cass. pen., sez. VI, 22 gennaio 2016, n. 3037; Cass. pen., sez. VI, 9 febbraio 2016, n. 5254... 1. Con le sentenze in commento, la Corte di cassazione torna a pronunciarsi sull'ostico tema della rilevanza del principio di offensività in relazione alla fattispecie di coltivazione di piante da cui sono estraibili sostanze stupefacenti ex art. 73 d.p.r. 309/1990 (t.u. stup.): un tema che resta attuale anche dopo la recentissima sentenza n. 109/2016 della Corte costituzionale...

 

Raffaele Bianchetti
# Gioco d'azzardo patologico e imputabilità. Note criminologiche alla luce della giurisprudenza di merito e di legittimità
www.penalecontemporaneo.it/ 22 maggio 2014
1. Il gioco d'azzardo: prospettive di analisi ed aspetti socio-istituzionali ambivalenti. - 2. Limiti e scopi della presente indagine. - 3. Il gioco d'azzardo patologico: apprezzamenti clinici e penalistici. - 3.1. L'eziopatogenesi, i problematic gamblers ed i pathological gamblers. - 3.2. L'inquadramento diagnostico del gioco d'azzardo patologico (G.A.P.). - 3.3. L'incidenza criminogenetica della dipendenza da gioco d'azzardo. - 3.4. La rilevanza clinico-forense e l'apprezzamento penalistico del gioco d'azzardo patologico. - 4. Il gioco d'azzardo patologico: le considerazioni giurisprudenziali. - 4.1. La giurisprudenza di merito. - 4.2. La giurisprudenza di legittimità. - 5. Alcune note conclusive di matrice criminologica. - 5.1. I risultati complessivi dell'indagine: limiti e rischi rilevati.

 

Luigi Ferrajoli
# Verso una Costituzione di minoranza per una democrazia dell'onnipotenza
www.qurstionegiustizia.it/ 2 maggio 2016
Dobbiamo decidere NON tanto se vogliamo la Costituzione del ’48 a causa del suo prestigio e del suo valore simbolico, ma dobbiamo decidere tra democrazia parlamentare e sistema sostanzialmente autocratico, monocratico, che non è una questione di forma: questa forma è funzionale a una governabilità indirizzata a dare mani libere in materia soprattutto di diritti sociali, di diritti fondamentali di uguaglianza. Del resto la crescita della disuguaglianza è un fatto sotto gli occhi di tutti che viene incoraggiato dalle politiche governative non solo in Italia. Il nostro voto è una scelta o a favore della democrazia pluralistica costituzionale oppure a favore di un’involuzione personalistica, verticalistica e autocratica del sistema politico.

 

Francesco Palazzo
# La riforma penale alza il tiro? Considerazioni sul disegno di legge A.S. 2067 e connessi
www.penalecontemporaneo.it/ 23 Maggio 2016

 

Commissione Giustizia del Senato
# DDL Delega: "Riforma del Codice penale, del Codice di procedura penale e dell'Ordinamento penitenziario"
5 gennaio 2016

 

Luisa Romano

# Ancora dubbi sulla legittimità costituzionale dell’art. 75-bis d.P.R. n. 309 del 1990

www.penalecontemporaneo.it/ 28 Aprile 2016

# Giud. di pace Chioggia, 14 dicembre 2015, ord. (G.U. n. 15 del 13.04.2016)

 

Giovanni Canzio
# La giurisdizione e la esecuzione della pena
www.penalecontemporaneo.it/ 26 Aprile 2016
1. La giurisdizione e la esecuzione della pena: la crisi di identità del giudice della esecuzione. -2. La tutela dei diritti fondamentali e la relativizzazione della distinzione fra cognizione ed esecuzione. - 3. La pena illegale. - 4. La pena illegale e l'intangibilità del giudicato. - 5. (segue). L'evoluzione del tema: le pronunce delle Sezioni unite "Jazouli", "Marcon", Basile e Butera del 2015. - 6. Gli scenari: la nuova dimensione della fase esecutiva. - 7. Il ruolo del giudice dell'esecuzione. - 8. La giurisdizione e la tutela dei diritti del detenuto: il ruolo della magistratura di sorveglianza.

 

Luca Marafioti

# Sinergie fra procedimento penale e procedimento di prevenzione
www.penalecontemporaneo.it/ 22 Aprile 2016
Relazione presentata al Convegno annuale della Associazione tra gli Studiosi del Processo Penale "La giustizia penale preventiva. Ricordando Giovanni Conso", Cagliari 29-30 ottobre 2015.| SOMMARIO: 1. Autonomia e sinergia: incerti confini di un binomio - 2. Pregiudizialità ed autonomia dalla fucina giurisprudenziale all'affermazione a livello legislativo - 3. Osmosi probatorie nella dinamica applicativa - 4. Rapporti sinergici, regole di giudizio e controlli a livello cautelare - 5. Forme di sinergia di tipo "tridimensionale" - 6. Le "grandi speranze" di un restyling sinergico.

 

# Stati Generali dell'Esecuzione Penale - Documento finale
# Glauco Giostra, Intervento del coordinatore del comitato di esperti per predisporre le linee di azione degli "Stati Generali sull'Esecuzione Penale" - Roma, 18 aprile 2016
# Andrea Orlando, Intervento del guardasigilli  alla prima giornata dell'evento conclusivo degli Stati generali dell'esecuzione penale - Roma, 18 aprile 2016
# Věra Jourová, L’orientamento europeo in materia di esecuzione delle pene - Roma, 18 aprile 2016
# Santi Consolo, Intervento del capo del Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria - Roma, 18 aprile 2016
# Francesco Cascini, Intervento del capo del Dipartimento per la Giustizia Minorile e di Comunità - Roma, 18 aprile 2016
# Gabriella Battaini-Dragoni, Intervento - Roma, 18 aprile 2016
# Assistenti Sociali Uepe - Comunicato - Roma, 18 aprile 2016

# Rassegna 18-19 aprile

# Donatella Stasio, Carcere, adesso anche il governo ci metta «la faccia», www.ilsole24ore.com/ 20 aprile 2016

 

Sergio Romice
# L'effettività della tutela preventiva dei diritti dei detenuti e degli internati. A proposito del reclamo giurisdizionale ex art. 35-bis o.p.
www.penalecontemporaneo.it/ 14 Aprile 2016
1. Introduzione. – 2. L’oggetto della tutela preventiva: il fatto illecito penitenziario. – 3. Gli elementi costitutivi del fatto illecito. – 3.1. La violazione della norma dell’ordinamento penitenziario. – 3.2. Il pregiudizio all’esercizio dei diritti. – 3.3. I diritti oggetto di tutela. – 3.4. L’estensione della tutela agli interessi legittimi. – 3.5. La gravità e l’attualità del pregiudizio. – 4. Il reclamo generico. – 5. Il diritto alla rieducazione. – 6. I diritti derivanti dalle prestazioni di lavoro. – 7. L’effettività delle decisioni del magistrato di sorveglianza: l’ottemperanza. 

 

Francesca Delvecchio
# La nuova fisionomia della vittima del reato dopo l'adeguamento dell'Italia alla Direttiva 2012/29/UE
www.penalecontemporaneo.it/ 11 Aprile 2016
Il Governo ha approvato il decreto legislativo di attuazione della direttiva 2012/29/UE che istituisce norme in materia di diritti, assistenza e protezione delle vittime di reato e che sostituisce la decisione quadro 2001/220/GAI. Tale decreto si propone di fornire una tutela reale alle persone offese, che si snodi attraverso l'implementazione di diritti dinamici, quali quelli all'informazione e alla partecipazione, creando, al contempo, una rete assistenziale e protettiva che le accompagni nel complesso iter processuale. Particolare attenzione viene riservata ai soggetti vulnerabili come, ad esempio, le donne, i minori, gli stranieri e a chi ha subito violenza. Il provvedimento mira non solo a recepire gli standards minimi imposti dall'Europa, ma, altresì, a rispondere alle esigenze solidaristiche di matrice costituzionale, che prescrivono l'inclusione della vittima nel processo con la stessa intensità desumibile dai richiami sovranazionali.

 

Commissione Europea
# Quadro di valutazione UE della giustizia 2016
http://ec.europa.eu/ Bruxelles, 11.4.2016
Il quadro di valutazione UE della giustizia è uno strumento informativo volto ad aiutare l'Unione europea e gli Stati membri a ottenere una giustizia più efficiente fornendo dati oggettivi, attendibili e comparabili sulla qualità, l'indipendenza e l'efficienza dei sistemi giudiziari di tutti gli Stati membri. Il quadro di valutazione contribuisce a individuare le possibili carenze, i possibili miglioramenti e le buone prassi, illustrando le tendenze del funzionamento dei sistemi giudiziari nazionali nel tempo. Pertanto non presenta una graduatoria unica generale, bensì una panoramica sul funzionamento di tutti i sistemi giudiziari in base a vari indicatori che presentano un interesse comune per tutti gli Stati membri.

 

Francesco Machina Grifeo
# Stupefacenti, la collaborazione del reo può prevalere sulla recidiva reiterata
Il Sole 24 Ore, 8 aprile 2016

# Corte Costituzionale, Sentenza n. 74 dep. 7 aprile 2016

 

Cassazione Penale Sez. 1

# Sentenza n. 14008 del  2016
Data Udienza: 13/01/2016 - dep. 7 aprile 2016
... Il DSM V introduce una nuova distinzione all'interno della categoria generale "disturbi da uso di sostanze", rielaborando i criteri per la diagnosi di questi disturbi, distinti attraverso la loro graduazione in lievi, moderati e gravi. Ne discende conclusivamente che le conclusioni alle quali è giunto il Tribunale di sorveglianza di Roma fanno riferimento a una versione superata del manuale diagnostico richiamato, imponendo un nuovo esame che tenga conto dell'evoluzione dei parametri nosografici applicabili alle ipotesi di abuso di sostanze stupefacenti, cui ci si è riferiti.

 

Marcello Daniele
# La triangolazione delle garanzie processuali fra diritto dell'Unione europea, CEDU e sistemi nazionali
www.penalecontemporaneo.it/ 6 Aprile 2016
1. Un diritto proteiforme. - 2. L'irruzione della giurisprudenza sul terreno dei bilanciamenti legislativi. - 3. La triangolazione degli standard di tutela dei diritti fondamentali postulata dall'art. 53 della Carta di Nizza. - 4. Le tecniche di triangolazione non consentite dall'Unione. - 5. Le tecniche di triangolazione consentite. - 5.1. La soccombenza degli standard eurounitari in conflitto con la CEDU. - 5.2. La prevalenza degli standard eurounitari analoghi a quelli convenzionali in caso di precisione del diritto dell'Unione. - 5.3. La prevalenza degli standard eurounitari più garantistici degli standard nazionali. - 5.4. Il bilanciamento degli standard in base al principio di proporzionalità. - 6. Il dovere di motivare il distacco dai canoni nazionali di proporzione. - 6.1. Il buon esempio di Lanigan. - 6.2. Il cattivo esempio di Taricco. - 7. La triangolazione in sintesi.

 

Corte di giustizia dell'Unione europea
# Arret de la Cour (grande chambre) | Pál Aranyosi (C‑404/15), Robert Căldăraru (C‑659/15 PPU)
http://curia.europa.eu/ 5 avril 2016

En présence d’éléments objectifs, fiables, précis et dûment actualisés témoignant de l’existence de défaillances soit systémiques ou généralisées, soit touchant certains groupes de personnes, soit encore certains centres de détention en ce qui concerne les conditions de détention dans l’État membre d’émission, l’autorité judiciaire d’exécution doit vérifier, de manière concrète et précise, s’il existe des motifs sérieux et avérés de croire que la personne concernée par un mandat d’arrêt européen émis aux fins de l’exercice de poursuites pénales ou de l’exécution d’une peine privative de liberté courra, en raison des conditions de sa détention dans cet État membre, un risque réel de traitement inhumain ou dégradant, au sens de l’article 4 de la charte des droits fondamentaux de l’Union européenne, en cas de remise audit État membre...

 

Ministero della Giustizia
# Misure Cautelari Personali (Relazione al Parlamento ex L- 16 aprile 2015, n. 47)
www.giustizia.it/ Marzo 2016

# Unione Camere Penali Italiane, Commento alla relazione sulle misure cautelari personali consegnata al Parlamento ai sensi dell'art. 15 della Legge 47/2015, 28 agosto 2016

 

Marco Ruotolo
# Gli Stati generali sull'esecuzione penale: finalità e obiettivi
www.penalecontemporaneo.it/ 11 Marzo 2016
L’iniziativa degli Stati generali sull’esecuzione penale1 nasce da un’ambizione alta, che mi pare ben si iscriva nell’orizzonte tracciato nell’opera di Igino Cappelli. Un orizzonte nel quale si colloca l’annosa questione circa il “senso della pena” e il reiterato auspicio al superamento dell’equazione pena=carcere. Sembra esserci su quest’ultimo punto una condivisione di fondo a livello del dibattito scientifico3, cui però non corrisponde altrettanta sintonia nell’opinione pubblica...

 

Carlo Bray
# Legittima la nuova formulazione dell'art. 73 co. 5 t.u. stup.: insindacabile la scelta legislativa di equiparare droghe pesanti e leggere
Www.penalecontemporaneo.it/ 7 Marzo 2016
# Corte cost., sent. 13 gennaio 2016 (dep. 11 febbraio 2016), n. 23, Pres. Criscuolo, Rel. Cartabia

 

Luigi Ferrajoli
# Due ordini di politiche e di garanzie in tema di lotta al terrorismo
www.questionegiustizia.it/ 7 marzo 2016
Una politica razionale dovrebbe quindi letteralmente capovolgere l’attuale legislazione: da un lato legalizzare e perciò controllare la vendita delle droghe pesanti e depenalizzare, oltre al consumo personale di qualunque tipo, la produzione e il commercio delle droghe leggere; dall’altro vietare radicalmente la produzione, il commercio e la detenzione delle armi.

 

Giovanni Canzio (Primo presidente della Corte di Cassazione)
# Un'emergenza nazionale gli arretrati della Cassazione
La Stampa, 2 marzo 2016

Al giusto equilibrio tra la dimensione creativa del diritto giurisprudenziale e le aspettative di qualità, coerenza e prevedibilità delle decisioni contribuisce la Cassazione, giudice di legittimità che, con le sue più significative decisioni (i precedenti), svolge una funzione di sintesi ordinatrice del circuito pluri-livello della giurisprudenza e degli standard di tutela dei diritti fondamentali.Funzione questa (la nomofilachia) che riveste nei moderni sistemi giuridici un importante rilievo per la certezza del diritto...

 

Jacopo Della Torre
# I dubbi sulla legittimità costituzionale del probation processuale: molteplici le ordinanze di rimessione alla Corte costituzionale
www.penalecontemporaneo.it/ 11 febbraio 2016

... a essere messa in dubbio non è stata solo la legittimità costituzionale di singoli aspetti dell'attuale disciplina della messa alla prova per adulti, ma anche l'intera struttura di un istituto, che prevede - tra l'altro - un vero e proprio «percorso trattamentale» da svolgersi nei confronti di un soggetto non condannato in via definitiva...

 

Giorgio Spangher

# Giurisdizione. Accusa. Separazione. Difesa. Giusto processo

www.parolaalladifesa.it/ Fascicolo 1/2016

La separazione, comunque attuata, si impone sia se il p.m. involve il suo ruolo in senso inquisitorio, risultando necessario allontanare il giudice – garante della giurisdizione – dal background culturale dell’accusa, sia nel caso in cui il ruolo del p.m. dovesse evolversi, dovendo comunque differenziarsi e non identificarsi nel giudice. 

 

Jacopo Della Torre
# Per la Suprema Corte l’indisponibilità del “braccialetto elettronico” comporta l’applicazione degli arresti domiciliari “semplici”: una discutibile lettura dell’art. 275-bis c.p.p.
Processo penale e giustizia n. 1 | 2016

 

Raffaele Bianchetti
# Il contributo dei giudici onorari alla decisione dei collegi del tribunale di sorveglianza: il punto di vista dell'esperto componente
www.penalecontemporaneo.it/ 26 Febbraio 2016
... Qui sta un contributo fondamentale che il giudice onorario può dare nei collegi di sorveglianza al momento della decisione, vuoi perché egli è meno “ancorato” al dato normativo, vuoi perché proprio in questo sta la natura del suo apporto sostanzialmente consulenziale: trasfondere in sede giudiziaria valutazioni scientifiche inerenti alla persona, mettere in comunicazione “mondi” concettuali diversi e per certi versi lontani, fare “dialogare” le scienze criminali- mpiriche con quelle criminali-giuridiche...

 

Giulia Lanza
# Verso l'introduzione del delitto di tortura nel codice penale italiano: una fatica di Sisifo
Un'analisi dei "lavori in corso" anche alla luce della pronuncia della Corte EDU sul caso Cestaro c. Italia

www.penalecontemporaneo.it/ 28 Febbraio 2016
1. Introduzione. - 2. La versione emendata del disegno di legge relativo all'introduzione del delitto di tortura proposta dalla Commissione giustizia del Senato a confronto con il testo approvato dalla Camera dei deputati: un mero ripristino della formulazione precedentemente licenziata dal Senato? - 3. In particolare: il delitto di tortura (art. 613-bis c.p.). - 3.1. La collocazione sistematica. - 3.2. L'art. 613-bis, comma 1, c.p.: reato proprio o reato comune? - 3.3. L'elemento oggettivo. - 3.4. L'elemento soggettivo. - 3.5. L'art. 613-bis, comma 2, c.p.: circostanza aggravante oppure ipotesi autonoma di reato? - 4. Rapporti con altre fattispecie criminose: in particolare i maltrattamenti contro familiari e conviventi (art. 572 c.p.). - 5. La configurabilità (di entrambe le versioni) dell'art. 613-bis c.p. nel caso Cestaro, alla luce della pronuncia della Corte EDU contro l'Italia del 7 aprile 2015: è stata tortura? - 6. Conclusioni.

# CEDU, Cestaro c.Italia, 7 aprile 2015

 

Andrea Orlando

# Audizione del guardasigilli Andrea Orlando in Commissione giustizia Camera dei deputati

www.giustizia.it/ mercoledì 17 febbraio 2016

 

Luca Barontini
# L'affidamento in prova al servizio sociale 'allargato' e mancato 'allargamento' del termine di sospensione dell'ordine di esecuzione. L'anomalia di un decreto "svuotacarceri" che impone la carcerazione
www.penalecontemporaneo.it/ 5 Febbraio 2016
Il D.L. 146 del 2013 ha introdotto una nuova modalità di affidamento in prova al servizio sociale a cui è possibile accedere con un residuo pena da espiare fra i tre e i quattro anni. Nessuna modifica è però intervenuta sull’art. 656, comma 5, c.p.p., determinandosi, in tal modo, una scollamento fra il termine per la sospensione dell’ordine di carcerazione e quello per accedere al beneficio in esame; di talché coloro che potrebbero accedere alla nuova forma di misura alternativa alla detenzione si trovano costretti a fare ingresso in istituto, anche per brevissimi periodi, al solo fine di presentare l’istanza per il beneficio penitenziario.

 

Federica Urban
# Sulla illegittimità costituzionale dell'applicazione obbligatoria della recidiva anche ai reati di particolare gravità e allarme sociale. # Corte costituzionale, sent. 8 - 23 luglio 2015, n. 185
www.penalecontemporaneo.it/ 4 febbraio 2016
1. La questione di legittimità costituzionale. - 2. I principi sottesi. - 3. La disciplina della recidiva dopo la legge n. 251 del 2005. - 4. Le criticità della recidiva secondo la dottrina. - 5. La sentenza n. 185 del 2015 della Corte costituzionale. ­- 6. Gli effetti della pronuncia di incostituzionalità sul giudicato. - 7. Considerazioni conclusive: sulla discrezionalità del giudice.

 

Marta Chiara Malacarne (Presidente Vicario della Corte di Appello di Milano)
# Relazione sull’amministrazione della giustizia nel Distretto della Corte d’Appello di Milano
www.corteappellomilano.it/ 30 gennaio 2016

 

Donatella Ferranti
# Strumenti di tutela processuale per la vittima del reato. Sguardo di insieme sulle recenti innovazioni alla luce dell'attuazione della direttiva 2012/29/UE
www.penalecontemporaneo.it/ 29 Gennaio 2016
Negli ultimi anni si è affermata una chiara linea di legiferazione che ha inteso ampliare lo spettro di facoltà e di poteri della persona offesa nella dinamica del processo penale, offrendole strumenti tanto di protezione, quanto di partecipazione consapevole. Le Convenzioni del Consiglio d’Europa hanno chiamato l’Italia ad attuare previsioni che, sia pure con angolazioni settoriali, hanno acceso i riflettori ora su talune tipologie di vittima, accentuando dunque le necessità soggettive di tutela, ora su alcuni modelli di delitto, le cui caratteristiche pongono oggettivamente la persona offesa in condizione di debolezza presunta, meritevole perciò di essere neutralizzata da regole di accertamento processuale ad hoc. 

 

Lorenzo Miazzi
# Il “nuovo” V comma T.U. n. 309/1990: dal reato di quantità al reato di condotta?
www.questionegiustizia.it/ 18 gennaio 2016

 

Inaugurazione anno giudiziario 2016
# Intervento del Primo Presidente della Suprema Corte Giovanni Canzio
# Relazione sull'amministrazione della Giustizia nell'anno 2015 del Primo Presidente Giovanni Canzio

# Intervento del Procuratore Generale Pasquale Ciccolo
www.giustizia.it/ 28 gennaio 2016

 

Carol Ruggiero
# Brevi note a margine della dichiarazione di incostituzionalità della recidiva obbligatoria: una nuova battuta d’arresto per il diritto penale d’autore. Corte Costituzionale, Sentenza 23 luglio 2015, n. 185
www.filodiritto.com/ 21 gennaio 2016

E’ dunque impossibile negare che espressioni tipiche del diritto penale d’autore continuino sopravvivere, spesso a stento, in numerose fattispecie astratte presenti nel nostro ordinamento penale. Tuttavia, dinanzi alla costante riemersione di simili logiche, resta ferma, oggi più che mai, la necessità di arginare definitivamente queste tendenze e di riportare il diritto penale alla sua originaria ispirazione oggettivistica. 

 

Martina Cagossi
# Nuove prospettive per le vittime di reato nel procedimento penale italiano
www.penalecontemporaneo.it/ 19 gennaio 2016
Informazioni dettagliate da fornire alla persona offesa sin dalle prime battute procedimentali e tutela della vittima particolarmente vulnerabile in tutte le fasi del procedimento penale. Sono queste le pietre angolari su cui si è basato il recepimento italiano della Direttiva n. 2012/29/UE. Sulla carta, le novità introdotte dal d.lgs. 212/2015 rafforzano senza dubbio la posizione dell'offeso nell'ambito del rito penale. Occorrerà poi capire se, nella quotidianità degli uffici e delle aule giudiziarie, esse troveranno efficace e corretta attuazione, soprattutto in termini di tempestività e completezza delle informative da fornire, nonché di adeguatezza degli strumenti di protezione da apprestare. 

 

Marco Bouchard
# Prime osservazioni al decreto legislativo sulle vittime di reato
http://questionegiustizia.it/ 14 gennaio 2016
Il d.lgs. 15 dicembre 2015, n. 212 attua la direttiva 2012/29/UE del Parlamento europeo e del Consiglio. Non vi è dubbio che l'irruzione della vittima nella normativa processualistica altera il tradizionale schema accusatorio che oppone il cittadino accusato alla potestà punitiva dello stato e propone una relazione triadica nella quale anche il giudice diventa sempre più spesso interlocutore per soddisfare esigenze che non si risolvono nel mero giudizio. La direttiva sulle vittime elegge il giudice a garante della vittima non meno di quanto non lo debba essere già dell'accusato.

 

Francesco Palazzo
# Legalità fra law in the books e law in action
www.penalecontemporaneo.it/ 13 Gennaio 2016
1. Due considerazioni preliminari. - 2. I tradimenti legislativi della legalità. - 3. La nozione debole delle legalità fatta propria dalla Corte costituzionale. - 4. Verso la legalità effettuale o in action. - 5. Nuove regole interpretative? - 6. La legalità come certezza soggettiva e l'errore sul precetto. - 7. La legalità come certezza oggettiva e i possibili rimedi all'incertezza. - 8. Segue. Il valore vincolante del precedente.

 

Valeria Bove
# Messa alla prova, a poco più di un anno: quali, ancora, le criticità?
www.penalecontemporaneo.it/ 22 Dicembre 2015
1. A un anno e mezzo dall'introduzione della messa alla prova "per i maggiorenni". - 2. Le finalità dell'istituto. - 3. Analisi delle problematiche giuridiche "nuove" e gli ultimi arresti della Corte. - 3.1. Sul fronte dei limiti oggettivi: circostanze aggravanti e precedente concessione. - 3.2. In fase d'indagine: rilevanza del dissenso del p.m. - 3.3. Dopo l'esercizio dell'azione penale: giudizio immediato e decreto penale di condanna. - 3.4. Irrilevanza della confessione, mediazione ed (in)utilizzabilità delle dichiarazioni sul fatto. - 3.5. Enti (non) convenzionati e copertura assicurativa. - 4. In conclusione.

 

European Committee for the Prevention of Torture and Inhuman or Degrading Treatment or Punishment (CPT)
# Living space per prisoner in prison establishments: CPT standards
Strasbourg, 15 December 2015
The CPT’s basic minimum standard for personal living space in prison establishments is: | 6m² of living space for a single-occupancy cell + sanitary facility | 4m² of living space per prisoner in a multiple-occupancy cell + fully-partitioned sanitary facility | at least 2m between the walls of the cell | at least 2.5m between the floor and the ceiling of the cell

 

Giulia Alberti
# Non punibilità per particolare tenuità del fatto. Voce per "Il libro dell'anno del diritto Treccani 2016"
www.penalecontemporaneo.it/ 16 Dicembre 2015
1. La ricognizione. - 2. La focalizzazione. - 2.1. Natura giuridica dell'istituto. - 2.2. Ambito di applicazione. - 2.3. Presupposti applicativi: particolare tenuità dell'offesa. - 2.4. (Segue): non abitualità del comportamento. - 2.5. Profili processuali. - 3. I profili problematici. - 3.1. Soglie di punibilità e particolare tenuità dell'offesa. - 3.2. Diritto intertemporale.

 

L’altro diritto ONLUS
# Communication in the case of Torreggiani and Others against Italy (Application No. 43517/09)  # It.
www.altrodiritto.unifi.it/ Dicembre 2015
In fulfilment of the requirements of the pilot judgment (Torreggiani v. Italy), Italy introduced articles 35bis and 35ter in its penitentiary law (Law n. 354/1975), which foresees both a preventive and a restorative remedy for violations of prisoners' rights... The aim of our report is to argue that these remedies are, on the contrary, largely ineffective. This is due, primarily, to the legal drafting and the procedure and implementation system provided for by the law. Secondly, the effectiveness of the said remedies has been deeply affected by the decisions of the Italian Surveillance Courts and, partly, of the Civil Courts too. 

 

Filippo Lombardi
# Delitto di evasione e principio di offensività
www.giurisprudenzapenale.com / 3 dicembre 2015
# Cassazione penale, sez. VI, 4 novembre 2015 (ud. 6 ottobre 2015), n. 44595, Presidente Agrò, Relatore Villoni, P.G. Di Nardo

 

Massimo Ceresa Gastaldo
# Misure di prevenzione e pericolosità sociale: l'incolmabile deficit di legalità della giurisdizione senza fatto
www.penalecontemporaneo.it/ 3 Dicembre 2015
Non è difficile prevedere che il futuro della "giustizia penale preventiva" sarà un futuro di successo. In testa alle classifiche del gradimento politico, l'istituto della prevenzione criminale ha, per definizione, la capacità di generare consenso. Anche se i dati statistici evidenziano risultati, in fondo, non sensazionali. È altrettanto facile immaginare che, nell'investire sull'espansione dell'istituto, il legislatore avrà cura di intervenire anche sul piano delle garanzie. Proprio perché destinato a divenire mezzo ordinario di contrasto dei fenomeni criminali (non solo più di tipo mafioso), un lifting del procedimento servirà ad alimentare l'idea di affidabilità del sistema. Resta il fatto che le limitazioni "preventive" delle libertà - personale, di proprietà, di iniziativa economica - sono quanto di più lontano si possa immaginare dai principi liberali.

 

Alessandro Margara
# La giustizia e il senso di umanità. Antologia di scritti su carcere, opg, droghe e magistratura di sorveglianza (a cura di Franco Corleone)
Fondazione Michelucci Press, 2015

 

Mauro Palma
# The evolution of new penal patterns
www.dirittopenitenziarioecostituzione.it/ VII Annual Conference of the European Penitentiary Training Academies (EPTA) Network, Roma 4 - 6 Novembre 2015)
Responsabilizzante e infantilizzante, indicano due modi di pensare il carcere e di costruire concettualmente la detenzione; due modelli che si confrontano nel panorama detentivo europeo e si riflettono nella vita quotidiana all'interno delle mura. L’adesione all’uno o all’altro determina anche una diversa organizzazione dello spazio detentivo e, conseguentemente, differenti scelte architettoniche e progettuali.

 

Luisa Romano
# L’art. 75-bis del d.P.R. n. 309 del 1990 al vaglio della Corte costituzionale: ovvero della neve e della droga insieme
www.penalecontemporaneo.it/ 30 Ottobre 2015
# Cass., Sez. VI penale, ord. 17 giugno 2015 (dep. 23 settembre 2015), n. 38561, Pres. Conti, Est. Mogini

Viene rimessa al vaglio della Corte costituzionale una tra le più controverse modifiche del Testo unico delle leggi in materia di stupefacenti e sostanze psicotrope introdotte dalla cd. legge "Fini-Giovanardi", con cui si è previsto un inedito e variegato sistema di misure restrittive della libertà personale e della libertà di movimento nei confronti di diverse categorie di tossicodipendenti ed assuntori di sostanze stupefacenti che, «in relazione alle modalità od alle circostanze dell'uso» di queste ultime, possano rappresentare un «pericolo per la sicurezza pubblica»

 

Claudio Sarzotti
# La riforma dell’ordinamento penitenziario come narrazione giuridica del carcere negli anni della "scoperta" della Costituzione
Questione Giustizia, n. 2, 2015
L’analisi della riforma penitenziaria come prodotto letterario, come racconto di quel che il carcere rappresentava nella  cultura Sessanta e Settanta e immaginazione di quello che avrebbe dovuto essere attraverso l’attuazione dei principi costituzionali. Una narrazione con le sue tecniche, i suoi protagonisti – amministrazione, detenuti, giudici – e i suoi messaggi. Una “storia” del carcere da leggere con attenzione per dare solidità al progetto del futuro.

 

Daniela Vigoni
# Giudicato ed esecuzione penale: confini normativi e frontiere giurisprudenziali
Processo penale e giustizia n. 4 | 2015

Dall’evoluzione del quadro normativo e dai recenti sviluppi giurisprudenziali emerge sempre di più il valore relativo del giudicato: sensibile alle esigenze di salvaguardia dei diritti fondamentali della persona, permeabile alle istanze di giustizia sostanziale e processuale, recessivo rispetto ai tradizionali obiettivi di certezza e di stabilità del decisum. 

 

Domenico Pulitanò
# La cultura giuridica e la fabbrica delle leggi
www.penalecontemporaneo.it/ 28 Ottobre 2015
1. Un contropotere senza potere. - 2. La cura dei principi. - 3. La dimensione politica. - 4. Un dialogo possibile. - 5. Fra tecnica e politica. - 6. La cultura giuridica di fronte alla politica... | Potere decisionale è quello del legislatore (qui ci interessa il legislatore penale): potere (e responsabilità) di assumere, nel rispetto di alcuni vincoli, decisioni di politica del diritto entro un campo di alternative possibili, confrontabili secondo valori non di verità o falsità entro una logica binaria, ma di (maggiore o minore) adeguatezza a determinati scopi e/o a principi di giustizia

 

Giuseppe Biondi
# Non punibilità per particolare tenuità del fatto e presunzione di innocenza
www.penalecontemporaneo.it/ 14 Ottobre 2015
Il provvedimento di archiviazione, la sentenza di proscioglimento o assoluzione per non punibilità per particolare tenuità del fatto chiudono il procedimento penale senza una formale dichiarazione di colpevolezza. Tuttavia, questi provvedimenti presuppongono l'accertamento del fatto, la sua illiceità penale e la sua ascrivibilità all'autore e determinano o possono determinare, per legge o in via esegetica, alcuni effetti pregiudizievoli per il prosciolto. Il presente contributo rappresenta una riflessione "ad alta voce" circa la compatibilità della nuova causa di non punibilità con la CEDU, e, precisamente, con il diritto fondamentale alla presunzione di innocenza di cui all'art. 6, § 2, CEDU.

 

Marta Bargis
# I ritocchi alle modifiche in tema di impugnazioni nel testo del d.d.l. n. 798 approvato dalla camera dei Deputati
www.penalecontemporaneo.it/ 19 Ottobre 2015
1. Premessa. - 2. Il nuovo testo dell'art. 581 c.p.p. e un ritocco concernente le modifiche alle disposizioni generali sulle impugnazioni. - 3. I ritocchi alle modifiche in materia di appello. - 4. Un innesto in tema di ricorso per cassazione: il nuovo comma 1-bis dell'art. 608 c.p.p. - 5. I ritocchi alla innovata disciplina della rescissione del giudicato. - 6. Le direttive di delega per la riforma dei giudizi di impugnazione: ritocchi soppressivi.

 

Sost. Proc. Dott. Antonio Rinaudo
# Requisitoria nel procedimento penale contro Erri De Luca
Torino, 21 Settembre 2015

 

Erri De Luca
# Autodifesa
19 ottobre 2015

 

Tribunale di Nola, Giudice per le Indagini Preliminari (Giuseppe Sepe)

# Questione di legittimità costituzionale dell’articolo 309, comma 10, del c. p. p.
Ordinanza 28 maggio 2015 (GU n.42 del 21­10­2015 )
Il G.I.P. ... ha chiesto che la Corte costituzionale voglia dichiarare l’illegittimità costituzionale dell’articolo 309, comma 10, del codice di procedura penale nella parte in cui prevede che l’ordinanza che dispone una misura coercitiva – diversa dalla custodia in carcere – che abbia perso efficacia non possa essere reiterata salve eccezionali esigenze cautelari specificamente motivate, per violazione dell’art. 3 della Costituzione, principio di eguaglianza sostanziale, del principio di ragionevolezza, dell’art. 101, comma 2 e dell’art. 104, comma 1, della Costituzione.

 

Gioacchino Romeo
# Allegria di naufragi: dove va la Corte di cassazione? Appunti sparsi a margine dell'Assemblea generale della Corte di cassazione
www.penalecontemporaneo.it/ 12 Ottobre 2015
1. Premessa: l'Assemblea generale della Corte del 24 aprile 1999. - 2. La deliberazione dell'Assemblea. - 2.1. Revisione dell'art. 111 Cost. - 2.2. Abolizione del ricorso per cassazione in materia di archiviazione e personale dell'imputato. - 2.3. Rito scritto come modello. - 2.4. Altre modificazioni. - 2.5. Cestinazione in sede di esame preliminare del ricorso. - 2.6. Utilizzo dei magistrati dell'Ufficio del massimario. - 2.7. Sentenza breve. - 3. Il punto di "non ritorno". - 3.1. Il carico penale della Corte suprema negli ultimi quaranta anni. - 3.2. Rapporti tra cause di non punibilità e inammissibilità. - 4. Questioni a Strasburgo di difficile soluzione. - 4.1. Profili problematici della giurisprudenza delle Sezioni unite. - 4.2. Prospettive giurisprudenziali futuribili. - 5. Conclusioni.

 

Glauco Giostra
# La riforma della riforma penitenziaria: un nuovo approccio ai problemi di sempre
Costituzionalismo.it, Fasc. 2, 2015
Gli Stati generali potranno costituire, quindi, una sorta di “placenta culturale” per la riforma, sensibilizzando l’opinione pubblica, preparandone l’habitat sociale. Precondizione indispensabile, questa, poiché nessuna importante novità legislativa farà mai presa sulla realtà, se prima le ragioni che la ispirano non avranno messo radici nella coscienza civile del Paese.

 

Marco Ruotolo
# Obiettivo carcere: guardando al futuro (con un occhio al passato)
Questione Giustizia, n. 2, 2015
La trama della riforma penitenziaria del 1975 è andata logorandosi. Le ragioni vanno rinvenute in resistenze amministrative, normative penali securitarie e demagogiche, politiche sociali deficitarie. Il coraggio di parte della giurisprudenza (di merito, costituzionale, europea) non è stato assecondato dalla politica. Questo “passato” è la migliore lente per guardare al futuro, nella speranza che il legislatore sappia ritrovare un pensiero lungo sul tempo e sullo spazio della pena e sappia traghettare il carcere verso il modello costituzionale. 

 

Igino Cappelli
# L'altro carcere
Si tratta di uno stralcio dal più ampio Il carcere controriformato, intervento nell’ambito del convegno dal titolo «La realtà del carcere a due anni dalla riforma» promosso da Magistratura democratica e dalla Giunta regionale toscana, nel dicembre 1977, svoltosi a Firenze.
Questione Giustizia 2/2015

 

European Court of Human Rights | Cour Européenne des Droits de l'Homme
# Case of Bouyid v. Belgium
Strasbourg, 28 September 2015
Anche un singolo schiaffo, dato da un agente di polizia ad una persona sottoposta a limitazione della libertà personale - quantunque ascrivibile all'esasperazione del pubblico ufficiale innanzi all'insolenza del soggetto -, può assurgere al rango di trattamento degradante: tale percossa appare, infatti, lesiva della dignità dell'essere umano, giacché coinvolge una parte del corpo che costituisce il centro della personalità dell'individuo e - soprattutto se inferta a chi si trova sottoposto all'altrui controllo - rimarca la posizione d'inferiorità della vittima rispetto al reo.

 

# Cassazione Penale, Sez. III, 14 settembre 2015 (ud. 23 giugno 2015), n. 36906
Ha rilevanza penale la condotta di chi propaganda di idee fondate sulla superiorità o sull’odio razziale o etnico... La sentenza ha ad oggetto la diffusione di un volantino di promozione elettorale che secondo il giudice d’appello propagandava idee fondate sulla superiorità di una razza rispetto alle altre e sull’odio razziale, facendo ricorso, in particolare, allo slogan “basta usurai -basta stranieri” con sottinteso, ma evi¬dente riferimento a persona di religione ebraica ed esplicito riferimento a persone di nazionalità non comunitaria e, sul retro del volantino, alla rappresentazione grafica esplicativa dello slogan di un’Italia assediata da soggetti di colore dediti allo spaccio di stupefacente, da un Abramo Lincoln attorniato da dollari, da un cinese produttore di merce scadente, da una donna e un bambino Rom sporchi e pronti a depredare e da un soggetto musulmano con una cintura formata da candelotti di dinamite pronti per un attentato terroristico.

 

European Court of Human Rights | Cour Européenne des Droits de l'Homme
# Affaire Khlaifia et autres c. Italie (# in italiano...)
Strasbourg, 1er septembre 2015
Les 16 et 17 septembre 2011 les requérants quittèrent avec d’autres personnes la Tunisie à bord d’embarcations de fortune dans le but de rejoindre les côtes italiennes. Après plusieurs heures de navigation, les embarcations furent interceptées par les garde-côtes italiens, qui les escortèrent jusqu’au port de l’île de Lampedusa. Les requérants furent transférés au Centre d’accueil initial et d’hébergement sis à Contrada Imbriacola... | La Cour... 3. Dit, à l’unanimité, qu’il y a eu violation de l’article 5 § 1 de la Convention ; 4. Dit, à l’unanimité, qu’il y a eu violation de l’article 5 § 2 de la Convention ;  5. Dit, à l’unanimité, qu’il y a eu violation de l’article 5 § 4 de la Convention ;  6. Dit, par cinq voix contre deux, qu’il y a eu violation de l’article 3 de la Convention du fait des conditions d’accueil des requérants dans le CSPA de Contrada Imbriacola...

 

Fabio Fiorentin
# Tenuità del fatto per i reati tentati. I giudici ampliano la portata della non punibilità estendendola agli illeciti commessi
Il Sole 24 Ore, 3 agosto 2015

L'istituto della non punibilità per particolare tenuità del fatto (articolo 131-bis del Codice penale), introdotto dal Dlgs 28/2015, inizia a trovare applicazione nelle aule dei tribunali. Si tratta, per ora, di pochi casi, che rappresentano tuttavia un primo interessante indicatore di quello che potrà costituire, a regime, il campo di operatività del nuovo strumento, concepito per deflazionare il carico della giustizia da una massa di imputazioni "bagatellari" per le quali non appare giustificata - alla luce dei principi di proporzionalità e sussidiarietà della pena - l'inflizione della sanzione penale...

 

Carlo Masieri
# La natura dei rimedi di cui all’art. 35-ter ord. pen. Possibili interpretazioni nel dialogo con alcune recenti decisioni di merito
www.penalecontemporaneo.it, 22 Luglio 2015

# Provvedimento del Magistrato di sorveglianza di Bologna, ord. 26 novembre 2014
# Trib. Palermo, sez. III civ., ord. 25 marzo 2015
# Trib.Palermo, decr. 6 maggio 2015
# Trib. Torino, decr. 6 maggio 2015

# Trib. Roma, sez. II civ., decr. 30 maggio 2015

 

Unione delle Camere Penali Italiane - Osservatorio Europa
# La proposta di Direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio sul rafforzamento di alcuni aspetti della presunzione di innocenza e sul diritto di presenziare al processo nei procedimenti penali: quali conseguenze nel sistema processuale italiano e quale il corretto approccio del difensore alla questione?
www.camerepenali.it/ Roma, 20 luglio 2015

 

Domenico Pulitanò

# Paradossi della legalità. Fra Strasburgo, ermeneutica e riserva di legge
www.penalecontemporaneo.it/ 13 Luglio 2015
1. Una sentenza agrodolce. - 2. Ermeneutica versus riserva di legge? - 3. Primato delle leggi o dell'interpretazione? - 4. Prevedibilità della decisione versus scusanti soggettive. - 5. Il gatto di Schroedinger. | Sentenza di sapore agrodolce, è stata definita la sentenza della Corte di Strasburgo sul caso Contrada. La suggestiva metafora invita a una riflessione su che cosa l’agro e il dolce stiano a simbolizzare.

 

Francesco Caprioli
# Prime considerazioni sul proscioglimento per particolare tenuità del fatto
www.penalecontemporaneo.it/ 8 Luglio 2015
Gli artt. 1-5 del d.lgs. 16 marzo 2015, n. 28 hanno dato attuazione alla direttiva di legge delega contenuta nell'art. 1 comma 1 lett. m della legge 28 aprile 2014, n. 67, che invitava il governo a «esclu­dere la punibilità di condotte sanzionate con la sola pena pecuniaria o con pene detentive non superiori nel massimo a cinque anni, quando risulti la particolare tenuità dell'offesa e la non abi­tua­lità del comportamento». Nel presente contributo, la riforma viene analizzata nei suoi numerosi aspetti problematici: proiezione funzionale dell'istituto, natura giuridica, presupposti applicativi, risvolti processuali, rapporti con l'azione civile di risarcimento del danno.

 

Giorgio Spangher
# Brevi riflessioni sistematiche sulle misure cautelari dopo la l. n. 47 del 2015
www.penalecontemporaneo.it/ 6 Luglio 2015
Invero, per un verso, si tende a circoscrivere il raggio di operatività dello strumento cautelare, rendendone per un verso più stringenti i presupposti e giustificati i provvedimenti, con il carcere concepito come extrema ratio e comunque confinato in situazioni connotate dalla necessità; per un altro, si punta a fare del riesame uno strumento di stabilità e solidità del provvedimento restrittivo, considerato che è stato disposto inizialmente senza contraddittorio.

 

Giorgio Santacroce
# Funzioni, tempi e risorse della giurisdizione di legittimità
http://www.cortedicassazione.it/ 25 giugno 2015
Oggi siamo qui per evidenziare che si impongono scelte ordinamentali e organizzative drastiche e non più rinviabili, che si ispirino (per usare le parole di un insigne processualista) a una larga dose di “radicalismo illuminista”, e occorre verificare quali possibilità vi siano perché si realizzi un reale cambiamento di rotta del giudizio di legittimità, prendendo atto dell’oggettiva impossibilità di adeguare la risposta di giustizia alla torrentizia massa dei ricorsi che lo sommerge.

# Franco Ippolito, Il funzionamento dela Corte di cassazione: il settore penale, www.cortedicassazione.it/ 25 giugno 2015

 

Fabio Basile
# Le misure di prevenzione dopo il c.d. codice antimafia. Aspetti sostanziali e aspetti procedurali
Giurisprudenza Italiana - Giugno 2015
La prevenzione dei reati e` un compito fondamentale e imprescindibile di ogni societa` organizzata. Come tale compito debba e possa essere svolto, senza sfigurare il volto di uno Stato democratico di diritto, è tuttavia questione di estrema complessità e delicatezza, che impone un difficile equilibrio tra esigenze di garanzia ed esigenze di efficacia.

 

Glauco Giostra, Pasquale Bronzo (eds.) | Rossano Adorno, Alessandro Albano, Marcello Bortolato, Pasquale Bronzo, Pietro Buffa, Silvia Buzzelli, Carmelo Cantone, Lina Caraceni, Stefania Carnevale, Claudia Cesari, Laura Cesaris, Agata Ciavola, Maria Grazia Coppetta, Franco Corleone, Alessandro De Federicis, Massimo De Pascalis, Angela Della Bella, Franco Della Casa, Maria Lucia Di Bitonto, Giovanna Di Rosa, Federico Falzone, Vittorio Fanchiotti, Fabio Fiorentin, Carlo Fiorio, Benedetta Galgani, Marco Gambardella, Maria Gaspari, Maria Pia Giuffrida, Patrizio Gonnella, Stefano Grillo, Anna Maria Marin, Nicola Mazzamuto, Michele Passione, Vania Patanè, Francesco Picozzi, Riccardo Polidoro, Adonella Presutti, Ettore Randazzo, Carlo Renoldi, Paolo Renon, Massimo Ruaro, Marco Ruotolo, Fabrizio Siracusano, Paola Spagnolo, Valerio Spigarelli, Andrea Tassi, Daniela Verrina, Daniele Vicoli
# Carceri: materiali per la riforma (working paper)
www.penalecontemporaneo.it/ 17 giugno 2015
Giuristi ed operatori sono stati chiamati a una sorta di informale istruttoria in vista del prossimo avvio dell'esame nel disegno di legge di iniziativa governativa (n. 2798/C «Modifiche al codice penale e al codice di procedura penale per il rafforzamento delle garanzie difensive e la durata ragionevole dei processi e per un maggiore contrasto del fenomeno corruttivo, oltre che all'ordinamento penitenziario per l'effettività rieducativa della pena») presentato alla Camera il 24 dicembre 2014, che contiene (artt. 24 e 26) una delega al Governo per la «risistemazione organica dell'ordinamento penitenziario».

 

Questione Giustizia. Trimestrale promosso da Magistratura democratica
# Al centesimo catenaccio. 40 anni di ordinamento penitenziario
www.questionegiustizia.it/ Giugno 2015
Editoriale di Renato Rordorf | Questione carcere. Un’introduzione di Riccardo De Vito | Le voci di dentro. Il carcere reale. Ripreso dall’interno di Marcello Dell’Anna | Se giudicherai da buon borghese, li condannerai a cinquemila anni più le spese di Ornella Favero | Eppur (non) si muove: la riforma e i suoi esiti. La riforma dell’ordinamento penitenziario come narrazione giuridica del carcere negli anni della “scoperta” della Costituzione di Claudio Sarzotti | Riflessioni su una banale e strisciante controriforma di Pietro Buffa | La riforma penitenziaria e il fallimento del carcere di Franco Corleone | Visioni sul futuro. Quarant’anni di ordinamento penitenziario. Bilanci e prospettive di Carlo Fiorio | Obiettivo carcere: guardando al futuro (con un occhio al passato) di Marco Ruotolo |

 

Luisa Romano
# Sollevata questione di legittimità costituzionale dell'art. 75 del d.P.R. n. 309 del 1990, nella parte in cui non annovera la coltivazione finalizzata all'uso personale tra le condotte passibili di mera sanzione amministrativa www.penalecontemporaneo.it/ 11 Giugno 2015
La Corte d'appello di Brescia, con l'ordinanza in epigrafe, riteneva rilevante, ammissibile e non manifestamente infondata «la questione di legittimità costituzionale delle disposizioni dell'art. 75 D.P.R. n. 309/90, nella parte in cui escludono tra le condotte suscettibili di sola sanzione amministrativa, qualora finalizzate al solo uso personale dello stupefacente, la condotta di coltivazione di piante di cannabis
# Corte d'Appello di Brescia - Prima Sezione Penale - Ordinanza del 10 marzo 2015

 

Carmelo Minnella
# Per la Consulta è illegittima la mancata previsione dell’udienza pubblica per i giudizi dinanzi al Tribunale di Sorveglianza
www.dirittoegiustizia.it/09 Giugno 2015
Gli artt. 666, comma 3, e 678, comma 1, c.p.p. vanno dichiarati costituzionalmente illegittimi, nella parte in cui non consentono che, su istanza degli interessati, il procedimento davanti al Tribunale di Sorveglianza nelle materie di sua competenza si svolga nelle forme dell’udienza pubblica.
# Corte Costituzionale, sentenza n. 97/2015; depositata il 5 giugno)

 

Paola Borrelli
# Una prima lettura delle novità della legge 47 del 2015 in tema di misure cautelari personali
www.penalecontemporaneo.it/ 3 Giugno 2015

Se la traccia segnata dall’intervento normativo è quella di una riduzione dell’area dell’intervento cautelare e, in particolare di quello carcerario, ci si augura che la tendenza resti chiara e che la magistratura non si trovi nuovamente a far fronte ad ambigue scelte legislative in tema di intervento repressivo nei confronti della criminalità (spesso sull’onda della volontà di compiacere le istanze punitive provenienti dall’opinione pubblica), che la esporrebbero, ancora una volta, al rischio di accentrare su di sé l’ingrato compito di conciliare imperativi opposti – da una parte quelli di salvaguardia della collettività e dall’altra quelli di tutela della libertà personale.

 

Serena Quattrocolo
# Deflazione e razionalizzazione del sistema: la ricetta della particolare tenuità dell'offesa
Processo penale e giustizia n. 4 | 2015
Ha davvero, questo decreto delegato, scalfito il principio dell'obbligatorietà dell'azione penale, come qualche quotidiano non ha esitato ad affermare? Non è facile rispondere e probabilmente non è nemmeno necessario: forse, in questi ultimi decenni, la nostra giustizia penale ha soltanto percorso il paradigma che qualcuno, autorevolmente, aveva da tempo descritto e analizzato, giungendo, condannata da un'inedia senza precedenti del Parlamento, a ripiegarsi su se stessa. La non curanza verso lo stato della giustizia penale ci ha riportati al punto in cui l'urgenza non è più nel ragionare sui valori autentici dell'obbligatorietà dell'azione penale; l'urgenza, improrogabile, è di ripristinare, nel nostro sistema, il principio di legalità, ripartendo proprio da una legalità dell'azione penale...

 

Massimo Ceresa Gastaldo
# Una singolare antifrasi: i 'nuovi' poteri rescindenti del tribunale della libertà. A proposito dell'interpolazione dell'art. 309, comma 9 c.p.p. ad opera dell'art. 11 l. 16 aprile 2015, n. 47.
www.penalecontemporaneo.it/ 27 Maggio 2015
1. Un intervento sorprendente. - 2. Motivazione cautelare assente o non "autonoma". - 3. Motivazione carente: non specifica, incoerente, puramente assertiva, lacunosa. - 4. Il (preteso) potere sostitutivo del collegio de libertate. - 5. Ma non si voleva "rafforzare l'obbligo di motivazione"? - 6. Quel che ... è rimasto nella penna del legislatore. - 7. Breaking point.

 

United Nations | Commission on Crime Prevention and Criminal Justice
# United Nations Standard Minimum Rules for the Treatment of Prisoners (the Mandela Rules)   #  IT
www.unodc.org/ 21 May 2015

 

J. Richard Couzens, Tricia A. Bigelow
# Proposition 47. “The Safe Neighborhoods and Schools Act”
www.courts.ca.gov/ May 2016

 

Paulo Pinto de Albuquerque
# Life Imprisonment and the European Right to Hope
Rivista Associazione Italiana dei Costituzionalisti, n. 2, 2015
Is the ergastolo compatible with the Convention? We know that the ergastolano may benefit of semilibertà, liberazione anticipata and liberazione condizionale. The Court has assessed it in accordance with the standard of de iure and de facto reducibility of the sentence (vide Scoppola (n. 10249/03, decisionedel8/9/2005: applicant in his sixth year of service of sentence) e Garagin (n. 33209/07, decisione del 29/4/2008). Yet some questions remain: The liberazione condizionale after 26 years of effective service of the penalty is compatible with the resocialization imperative? Is the semilibertà after 21 years of effective service of the penalty compatible with this imperative?

 

Annalisa Mangiaracina
La tenuità del fatto ex art. 131 bis c.p.: vuoti normativi e ricadute applicative
www.penalecontemporaneo.it/ 28 maggio 2015
1. Premessa. - 2. Una nuova archiviazione "in diritto". - 3. Il proscioglimento predibattimentale: un'occasione mancata. - 4. La "tenuità" in sede di giudizio abbreviato: profili di incostituzionalità dell'art. 443 comma 1 c.p.p. - 5. L'applicazione davanti alla Corte di Cassazione e in executivis. - 6. L'art. 131 bis c.p. e il procedimento davanti al giudice di pace.

 

Massimo Donini
Il delitto riparato. Una disequazione che può trasformare il sistema sanzionatorio
www.penalecontemporaneo.it/ 18 maggio 2015
1. La vecchia ideologia della pena subìta, retrospettiva e reocentrica. – 2. L’incapacità limitatrice della retribuzione passatista, e il pieno di prevenzione generale. – 3. La realtà delle ipotesi di “perdono”, di riparazione e di “non punibilità” disciplinate. – 4. Vetustà e residualità del modello codicistico del rapporto pena-riparazione-risarcimento rispetto a quello delle leggi penali complementari. – 5. L’obbligo del risarcimento, il dovere della pena subìta, la riparazione come onere. – 6. Dalla riparazione come “terzo binario” alla pena agìta post-riparatoria. – 7. La riparazione dell’offesa e del danno come base epistemologica della pena criminale, alternativa alla proporzione, duplicante il male. – 8. Delitto riparato ≤ delitto tentato. – 9. Riparazione e determinatezza. La riduzione complessiva del male per autore e vittima insieme. – 10. Riparazione e laicità. – 11. La riparazione possibile tra processo di cognizione e di esecuzione.

 

Glauco Giostra

L'avvio degli Stati Generali dell'esecuzione penale. Intervista al professor Glauco Giostra, coordinatore del comitato scientifico - a cura di Lorena D'Urso [audio]
www.radioradicale.it/ 15.05.2015

 

Carolina Pasotti
La tutela dei diritti dei detenuti in Italia a due anni dalla sentenza Torreggiani
Università degli Studi di Milano, 2014-2015

 

Marcello Bortolato
La delega per la riforma dell’ordinamento penitenziario
www.associazionemagistrati.it/ 7 maggio 2015
Intervento al convegno “Carceri: materiali per la riforma” - Aula Marconi del Consiglio Nazionale delle Ricerche - Roma.

 

Fabio Fiorentin
Lo spazio ridotto nelle celle dei detenuti non fa scattare i trattamenti inumani e degradanti
Il Sole 24 Ore, 11 maggio 2015
ECHR, Case of Muršić v. Croatia, 12 march 2015

 

Andrea Orlando
# La delega per la riforma dell'ordinamento penitenziario. Intervento introduttivo
www.giustizia.it/ 7 maggio 2015
Le politiche penali sano purtroppo diventate terreno di propaganda politica. Attorno alla pena e al carcere si è acceso uno scontro ideologico che ci ha condotti ad avere uno dei sistemi della pena più costosi d'Europa, quasi 3 miliardi annui, ma al tempo stesso con il più alto tasso di recidiva

 

# Intervento del Ministro della Giustizia Andrea Orlando al 198° anniversario di fondazione del Corpo di Polizia penitenziaria
www.giustizia.it/, 7maggio 2015

Si tratta di ripensare la concezione di un sistema che determina tuttora livelli inaccettabilmente alti di recidiva, che vede l’elevata presenza di persone che richiederebbero interventi di natura medica e psicologica prima ancora che punitiva, che finisce per essere spesso il solo approdo per persone che fuori non hanno ricevuto alcuna attenzione e sono rimaste prede di un reclutamento criminale. 
 

 

Alessandra Concas
# Le origini della legge 26 luglio 1975 n. 354 (Legge sull'Ordinamento Penitenziario)
diritto.it, 8 maggio 2015
Questa legge è il risultato finale di un lungo e faticoso processo di revisione del sistema penitenziario in risposta sia al contesto socio - culturale, sia ai valori emergenti dalla Carta Costituzionale e delle Convenzioni internazionali... Uno dei pilastri portanti della normativa è stata l'introduzione del trattamento penitenziario ispirato ai principi di umanità e dignità della persona, proprio in attuazione della funzione rieducativa enunciata all'articolo 27 comma 3 della Costituzione.

 

Corte di Cassazione - Ufficio del Massimario - Settore penale | red. Vittorio Pazienza
# L. 16 aprile 2015, n. 47. “Modifiche al codice di procedura penale in materia di misure cautelari personali. Modifiche alla legge 26 luglio 1975, n. 354, in materia di visita a persone affette da handicap in situazione di gravità”
www.cortedicassazione.it/ Roma, 6 maggio 2015

 

Camera dei Deputati | Vincenza Bruno Bossio e altri
# Proposta di Legge - Modifiche agli articoli 4-bis della legge 26 luglio 1975, n. 354...
Presentata il 4 maggio 2015

 

Camera dei Deputati | Orlando, Alfano, Padoan
# Disegno di Legge. Modifiche al codice penale e al codice di procedura penale per il rafforzamento delle garanzie difensive e la durata ragionevole dei processi e per un maggiore contrasto del fenomeno corruttivo, oltre che all’ordinamento penitenziario per l’effettività rieducativa della pena
Presentato il 23 dicembre 2014

 

Alessandra Concas
# Il regime di sorveglianza particolare
www.diritto.it/ 30/04/2015
I presupposti del regime penitenziario della sorveglianza particolare vengono definiti dall'articolo 14 bis dell'Ordinamento Penitenziario, che al comma 1 stabilisce che possono essere sottoposti a regime di sorveglianza per un periodo non superiore a sei mesi, prorogabile anche più volte in misura non superiore a tre mesi, i condannati e gli internati e gli imputati che con i loro comportamenti compromettono la sicurezza ovvero turbano l'ordine negli istituti...

 

Giuseppe Martinico
# Corti costituzionali (o supreme) e 'disobbedienza funzionale'. Critica, dialogo e conflitti nel rapporto fra diritto interno e diritto delle Convenzioni (CEDU e Convenzione americana sui diritti umani)
www.penalecontemporaneo.it/ 28 Aprile 2015

Con la sentenza n. 49/2015 la Corte costituzionale italiana è recentemente tornata sul rapporto fra diritto interno e CEDU. Il seguente contributo cercherà di contestualizzare questa decisione in un quadro più ampio di diritto comparato, grazie alla nozione di “disobbedienza funzionale”.

 

Davide Galliani
# Riflessioni costituzionalistiche sull'ergastolo entro le maglie dello statuto della Corte Penale Internazionale
Rivista AIC Associazione Italiana dei Costituzionalisti, n. 2, 2015
La giustizia penale internazionale assomiglia ad una testa di Giano. Da una parte, legittima una concezione “forte” del diritto penale. Visti i crimini dei quali si deve occupare, obbliga l’interprete a considerarla come una sorta di incubatrice delle pene più severe. Dall’altra parte, è però anche vista come un veicolo per diffondere una maggiore consapevolezza circa l’importanza dei diritti umani, uno strumento per portare pace e riconciliazione in territori devastati da guerre, finanche per documentare storicamente le atrocità. Da questo punto di vista, la giustizia penale internazionale implica una concezione “debole” del diritto penale.

 

Corte di Cassazione - Ufficio del Massimario
# Problematiche processuali riguardanti l’immediata applicazione della “particolare tenuità del fatto”
Roma, 23.04.2015

 

Maria Teresa Stile
# Giudicato penale e overruling giurisprudenziale in bonam partem
Diritto Pubblico Europeo Rassegna online, aprile 2015
1. Premessa. - 2. Sul principio della legge penale più favorevole. - 3. Il caso Scoppola - 4. Il caso Ercolano - 5. Il caso Giannone - 6. Il principio di retroattività in mitius: verso il superamento del principio di intangibilità del giudicato? - 7. La giurisprudenza e la sua funzione di supplenza all’inerzia del legislatore - 8. Prescrizione e legge più favorevole - 9. Overruling: attività interpretativa della giurisprudenza e fenomeno della retroattività in bonam partem. – 10. Considerazioni conclusive

 

Gian Domenico Caiazza
# Il rovescio del diritto - Pillola: Le bufale su Contrada (audio)
www.radioradicale.it/ 18 aprile 2015

Giovanni Fiandaca – Intervista di Nicola Mirenzi
# Dopo il caso Bruno Contrada la politica definisca meglio il concorso esterno in associazione mafiosa
www.huffingtonpost.it/ 14 aprile 2015

 

European Court of Human Rights | Cour Européenne des Droits de l'Homme
# Affaire Contrada c. Italie (n. 3)  # in italiano
Strasbourg 14 avril 2015
La Cour, à l'unanimité, Dit qu’il y a eu violation de l’article 7 de la Convention... 3. Dit a) que l’État défendeur doit verser au requérant, dans les trois mois à compter du jour où l’arrêt sera devenu définitif conformément à l’article 44 § 2 de la Convention, les sommes suivantes: i) 10 000 EUR (dix-mille euros), plus tout montant pouvant être dû à titre d’impôt, pour dommage moral...

# The principles that the criminal law may not be applied retroactively and must be foreseeable were not respected in a case involving a charge of aiding and abetting a mafia-type organisation from the outside

 

Corte di Cassazione - Ufficio del Massimario - Settore penale | red. Luigi Barone
# I nuovi rimedi risarcitori previsti dall’art. 35-ter ord. penit. nelle prime applicazioni della giurisprudenza di merito
www.cortedicassazione.it/ Roma, 13 aprile 2015

 

Senato della Repubblica

# Modifiche al codice di procedura penale in materia di misure cautelari personali

www.senato.it/ 9 aprile 2015

 

European Court of Human Rights | Cour Européenne des Droits de l'Homme
# Affaire Cestaro c. Italie (Requête n.6884/11)  # Traduzione italiana
Strasbourg 7 avril 2015
La Cour, à l'unanimité... 3. Déclare, la requête recevable quant aux griefs tirés de l’article 3 de la Convention ; 4. Dit qu’il y a eu violation de l’article 3 de la Convention dans son volet matériel ; 5. Dit qu’il y a eu violation de l’article 3 de la Convention dans son volet procédural ;

 

Camera dei Deputati - Documentazione per l'esame dei Progetti di Legge
# Disposizioni urgenti in materia di introduzione del delitto di tortura nell’ordinamento italiano - A.C. 189 e abb.
www.camera.it/ Marzo - Aprile 2015

 

Luigi Barone, Giorgio Fidelbo | Corte di Cassazione

# I nuovi rimedi risarcitori previsti dall’art. 35-ter ord. penit. nelle prime applicazioni della giurisprudenza di merito

www.cortedicassazione.it/ Rel. n. III/01/2015 Roma, 13 aprile 2015

 

Andrea Pugiotto
# Un inedito epitaffio per la pregiudizialità costituzionale
www.forumcostituzionale.it/ 3 aprile 2015

 

Glauco Giostra
# Si schiude un nuovo orizzonte per l’esecuzione penale? Delega penitenziaria e Stati generali: brevi considerazioni a margine
Questione Giustizia 2/2015
Il diktat della Corte europea dei diritti dell’uomo ha generato una stagione di novelle “penitenziarie” approssimative quanto a formulazione tecnica, ma senza dubbio finalizzate al progresso dell’ordinamento. I recenti innesti normativi, tuttavia, non possono essere un punto d’arrivo, ma la premessa di un processo riformatore organico. In questo senso, il disegno di legge delega in materia penitenziaria costituisce un segnale  politico di effettiva volontà di riforma, realizzabile nella misura in cui gli Stati generali dell’esecuzione penale sapranno preparare un adeguato e condiviso terreno sociale.

 

European Court of Human Rights
# Case of Trabelsi v. Belgium (Application n. 140/10)
Strasbourg 4 September 2014 - Final 16/02/2015
The Court held that there had been no concrete assurance that Mr Trabelsi would be spared an irreducible life sentence. Furthermore, despite possibilities to reduce the sentence, the Court reiterated its judgment in Othman (Abu Qatada) v. UK (no.8139/09) by stating that no procedure amounting to a mechanism for reviewing such sentences for the purposes of Article 3 was apparent in US legislation. Thus, the life imprisonment to which Mr Trabelsi might be sentenced could not be described as reducible, meaning that his extradition to the United States had amounted to a violation of Article 3...

 

Veronica Manca
# L'Italia post-Torreggiani come modello nella sentenza pilota della Corte
www.penalecontemporaneo.it/ 1 Aprile 2015

Francesca Cancellaro
# Carceri sovraffollate, prosegue il filone Torreggiani: è il turno dell'Ungheria
www.penalecontemporaneo.it/ 1 Aprile 2015

European Court of Human Right, second section, Case of Varga and Others v. Hungary, 10 March 2015

 

Gian Luigi Gatta
# Non punibilità per particolare tenuità del fatto: le linee-guida della Procura di Lanciano
www.penalecontemporaneo.it/ 3 Aprile 2015

 

Filippo Giunchedi
# Esecuzione e modalità di espiazione della pena
www.archiviopenale.it/ n. 1, 2015
Il legal reasoning del legislatore nel precario equilibrio tra canoni costituzionali e interventi per spot. – 2. Dalle “carceri speciali” ai “detenuti specializzati”. Un tracciato storico sintomatico della volontà di arginare la pericolosità sociale. – 3. Le limitazioni ai benefici penitenziari: l’art. 4 bis ord. penit. “pivot” della legislazione dell’emergenza. – 4. La “punta dell’iceberg”: il regime carcerario differenziato previsto dall’art. 41 bis, co. 2, ord. penit. – 5. Il circuito di “alta sorveglianza”: in balìa dell’Amministrazione penitenziaria.

 

Giulio Illuminati
# Le ultime riforme del processo penale: una prima risposta all'Europa
www.penalecontemporaneo.it/ 26 Marzo 2015
Testo riveduto della relazione tenuta al convegno internazionale "Forum procesalista"(Università di Salamanca, 20 novembre 2014)... 1. La giustizia penale italiana soffre di due principali problemi, in parte connessi fra loro: l’eccessiva durata del processo e il sovraffollamento carcerario. L’Italia è sotto osservazione del Consiglio d’Europa per entrambi i motivi. Nel processo penale, il collegamento fra sovraffollamento ed eccessiva durata si apprezza facilmente ove si consideri che circa il quaranta per cento dei detenuti si trova in stato di custodia cautelare, non essendo ancora intervenuta una condanna definitiva.

 

Corte Costituzionale,
# Sentenza n. 45/2015 - Deposito del 25/03/2015
Sull'incapace eternamente giudicabile

2013: Il tema degli “eternamente giudicabili” torna davanti alla Corte Costituzionale

 

Martina Cagossi
# L'ordine di protezione europeo fa il suo ingresso nell'ordinamento italiano
www.penalecontemporaneo.it/ 23 Marzo 2015

Decreto legislativo 11 febbraio 2015, n. 9 (Attuazione della direttiva 2011/99/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 13 dicembre 2011 sull'ordine di protezione europeo)

 

Jess Bravin, # Two Supreme Court Justices Say Criminal-Justice System Isn’t Working. Justice Breyer says mandatory minimum sentences are “a terrible idea”, www.wsj.com/ March 24, 2015

Nicole Flatow, # Supreme Court Justices Blast The Corrections System, http://thinkprogress.org/ March 24, 2015

# Gian Luigi Gatta, www.penalecontemporaneo.it/ 25 marzo 2015

 

Ufficio di Sorveglianza di Padova | Dott. Marcello Bortolaro
# Questione di legittimità costituzionale su rimedio compensativo nei confronti di condannato alla pena dell’ergastolo
Padova, 20 marzo 2015

 

Agata Ciavola
# Alcune considerazioni sulla nuova disciplina del processo in assenza e nei confronti degli irreperibili. Tante ombre e qualche luce
www.penalecontemporaneo.it/ 20 Marzo 2015
La riforma del rito contumaciale introdotta con l. 17 maggio 2014, n. 67 rappresenta l'ultima risposta in termini di tempo alle pressioni esercitate dai giudici europei. Ma si tratta di una risposta ancora una volta deludente. Le soluzioni in alcuni casi sono incoerenti, in altri insoddisfacenti, evidenziando come si sia in presenza di un'ennesima occasione perduta...

 

Luigi Manconi
# Il carcere va abolito
www.internazionale.it/ 17 marzo 2015
Se non esiste la pena di morte, esiste la morte per pena. Nel corso del 2014, i suicidi sono stati 44, e 88 i decessi per “cause naturali”; nei primi mesi del 2015, nove i suicidi e nove i morti per altre ragioni. Proprio per questo occorre pensare (e finalmente realizzare) il superamento del regime carcere. Anche se nella mentalità collettiva non è immaginabile una pena che prescinda dalla reclusione, non è sempre stato così.

 

Laboratorio Permanente di Diritto Penale - Di.P.La.P
# Sistema penale e tutela delle vittime tra diritto e giustizia.
22 maggio 2015, Università “Mediterranea” di Reggio Calabria | Call for papers
http://labdirpen.wix.com/ marzo 2015

 

Consiglio di Stato
# Sentenza n. 1137 /2015
C. C. 8 gennaio 2015 - Dep. 6 marzo 2015

Vero è infatti che dall’entrata in vigore del DPCM dell’agosto 2008 la documentazione sanitaria riguardante lo stato di salute dei detenuti è formata dalle Asl, ma nulla vieta che i documenti sanitari in questione siano detenuti e conservati presso la struttura carceraria presso cui l’appellato è stato ristretto... Legittimamente e correttamente la domanda di accesso è stata rivolta dall’interessato alla Casa Circondariale, quale Amministrazione che conserva i documenti, ed è sempre la stessa Casa Circondariale che deve puntualmente evadere l’istanza de qua.

 

European Court of Human Rights | Cour Européenne des Droits de l'Homme
# Case of Muršić v. Croatia # Press Release
Strasbourg, 12 March 2015

 

Daniela Ranalli
# L’ergastolo nella giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell’uomo. Tra astratto "diritto alla speranza" e concreto accesso alla liberazione condizionale
Rassegna penitenziaria e criminologica – n. 1-2015

 

 

Roberto Braccialini (Giudice del Tribunale di Genova)
# Art. 35 ter.3 Ordinamento Penitenziario: risarcimento o tassa fissa?
www.questionegiustizia.it/ 11 marzo 2015

Siamo, a mio giudizio, a cavallo tra il quarto e quinto movimento della Sinfonia pastorale di Beethoven, quando sta finendo la festa dei villici (per lo scampato pericolo a Strasburgo) e sullo sfondo si colgono le prime avvisaglie di un'incombente temporale, che potrebbe essere rappresentato da una serie di ordinanze di rimessione alla Corte Costituzionale sul nuovo assetto risarcitorio giornaliero a valore fisso introdotto dal nuovo art. 35ter.3.

 

Eleonora Montani

# La liberazione anticipata speciale 'integrativa' destinata ai condannati per i delitti di cui all’art. 4 bis o.p. al vaglio della Cassazione

www.penalecontemporaneo.it/ 4 Marzo 2015

Osservazioni a margine di Cass.

# Cass. pen., Sez. I, sent. 22 dicembre 2014 (dep. 30 dicembre 2014) n. 53781, Pres. Siotto, Rel. Cassano.

# Cass. pen., Sez. I, sent. 19 dicembre 2014 (dep. 22 gennaio 2015) n. 3130, Pres. Cortese, Rel. Di Tommasi.

 

Dario Evangelista
# Carceri, trattamenti inumani e degradanti: le prime pronunce della Cedu
Altalex, 26 febbraio 2015

Il percorso per la risoluzione dei problemi in materia di istituti detentivi in Italia, in conclusione, rimane ancora difficile e complesso, tanto è vero che la stessa Corte di Strasburgo si è riservata “la possibilità di esaminare la coerenza della giurisprudenza dei giudici interni con la propria giurisprudenza nonché l’effettività teorica e pratica dei ricorsi”[27]; ma è altrettanto vero che le recenti novità legislative costituiscono un significativo passo in avanti nella tutela effettiva dei diritti umani nei confronti di soggetti in regime di detenzione.

 

Commissione Palazzo
# Proposta di modifica dell'art. 4-bis, co. 1-bis, l. 26 luglio 1975, n. 354 e dell'art. 2, co. 1 d.l. 13 maggio 1991, n.152, conv. in l. 12 luglio 1991, n. 203
www.penalecontemporaneo.it/ 19 Febbraio 2014
Proposta tesa alla revisione della preclusione assoluta all'accesso ai benefici penitenziari da parte dei soggetti autori di reati di cui all'art. 4-bis, comma 1, dell'ord. penit. per il solo fatto della loro mancata "collaborazione" ... Obiettivo è il superamento del regime costituito dal c.d. ergastolo ostativo per «trasformare l'attuale presunzione di non rieducatività in assenza di collaborazione da assoluta in relativa».

 

Suprema Corte di Cassazione – sezione I
# Sentenza 19 febbraio 2015, n. 7654
Seppur condivisibile il riconoscimento di poteri discrezionali all’amministrazione penitenziaria circa l’individuazione delle ragioni di sicurezza idonee ad impedire il colloquio visivo tra familiari detenuti, di cui uno al regime differenziato, occorre considerare i diritti personali che verrebbero limitati oltremisura e, quindi, valutare la possibilità di rimedi volti a contemperare queste opposte esigenze, quale, ad esempio, l’utilizzo della videoconferenza.

 

European Court of Human Rights | Cour Européenne des Droits de l'Homme
# Case-Law References of Judgments, Advisory Opinions and Published Decisions
http://www.echr.coe.int/ Updated untile: 12 February 2015

 

Francesco Palazzo
# Fatti e buone intenzioni. A proposito della riforma delle sanzioni penali
www.penalecontemporaneo.it/ 10 Febbraio 2015

In fondo, l'idea di «elaborare proposte di interventi in tema di sistema sanzionatorio penale» superava quella inveterata logica emergenziale, peraltro del tutto plausibile nelle instabili condizioni delle nostre perenni emergenze, di provvedere sui più caldi fronti processuale ovvero esecutivo-penitenziario, spesso con riforme non solo puntiformi ma addirittura "aritmetiche", che con lo spostamento di una soglia numerica sono però capaci di produrre - si direbbe "a buon mercato" - risultati indubbiamente consistenti.

# Commissione Palazzo, Schema per la redazione di principi e criteri direttivi di delega legislativa in materia di riforma del sistema sanzionatorio penale

 

Tribunale di Sorveglianza di Firenze
# Ordinanza del 10 febbraio 2015
www.conams.it/

Deve, preliminarmente, darsi conto che, a seguito della sentenza emessa dalla Corte Costituzionale in data 24 settembre – 22 ottobre 2014, n. 239, è stata dichiarata “ l’illegittimità costituzionale dell’art. 4 bis, comma 1, della legge n. 354 del 1975, nella parte in cui non esclude dal divieto di concessione dei benefici penitenziari, da esso stabilito, la misura della detenzione domiciliare prevista dall’art. 47 –ter, comma 1, lettere a) e b), della medesima legge, ferma restando la condizione dell’insussistenza di un concreto pericolo di commissione di ulteriori delitti”.

 

Gianluca Varraso
# Verso una riforma della giustizia penale? Dubbi e speranze
Processo penale e giustizia n. 1 | 2015

 

Gianfederico Cecanese
# Ancora dubbi irrisolti in tema di applicazione della pena su richiesta delle parti
Archivio Penale, n. 1, 2015

 

Simone Marani
# Condizioni di detenzione: reclamo va proposto al Tribunale di sorveglianza. Nota a Cassazione penale , sez. I, sentenza 08.01.2015 n° 315
Altalex, 2 febbraio 2015

 

 Alessandro Albano, Francesco Picozzi
# Contrasti giurisprudenziali in materia di (misurazione dello) spazio detentivo minimo: lo stato dell'arte
Archivio Penale, n. 1, 2015

1. Una questione negletta. – 2. L’esiguità dello spazio detentivo come trattamento inumanoo degradante nella giurisprudenza convenzionale. – 3. Il sovraffollamento carcerario italiano dinanzi alla Corte e.d.u. – 4. Il problema dei criteri di calcolo dello spazio detentivo. – 4.1. La mancanza di un'indicazione univoca nella giurisprudenza sovranazionale. – 5. Breve rassegna delle posizioni emerse nell’ordinamento nazionale. – 5.1. La tesi del calcolo al lordo del mobilio. – 5.2. Le tesi che attribuiscono negativo rilievo alla presenza di mobili. – 5.3. La questione giuridica relativa all’area dei servizi igienici. – 5.4. L’impostazione che, a determinate condizioni, considera derogabile la soglia minima dei 3 mq.

 

CSM Consiglio Superiore della Magistratura
# Proposte per una nuova penalità. I lavori della Commissione mista per lo studio dei problemi della magistratura di sorveglianza dal 2013 al 2014
Quaderni del Consiglio Superiore della Magistratura - Numero 163, Anno 2015

La sentenza Torreggiani segna invero il punto di non ritorno nella dinamica dei rapporti tra giurisdizione e amministrazione in materia penitenziaria. Ora la ricerca, nella prassi, nei comportamenti, nella formazione dei rappresentanti di questi soggetti istituzionali, di un riconoscimento reciproco adeguato sembra la via maestra. Le considerazioni di politica ordinamentale e lo sconfessamento del teorema del minor valore di questa invece indispensabile funzione giurisdizionale, che deve riappropriarsi del primario spazio che le compete nella giurisdizione penale, paiono conclusivamente il miglior contributo che la Commissione Mista possa lasciare. La magistratura di sorveglianza è ancora alla ricerca di una sua identità netta e convinta nei rapporti con i principi generali dell’ordinamento.

 

Andrea Pugiotto
# Liberazione anticipata speciale e reati ostativi: problemi e soluzioni costituzionalmente orientate
www.penalecontemporaneo.it/ 30 Gennaio 2015

1. Una babele giurisprudenziale. – 2. L’originaria disciplina della liberazione anticipata speciale. – 3. Le sue buone ragioni: l’argomento della genesi dottrinale della proposta. – 4. Segue: l’argomento della «perfetta analogia» tra liberazione anticipata ordinaria e speciale – 5. Segue: l’argomento della finalità deflativa. – 6. Segue: l’argomento della finalità compensativa. – 7. Il perché delle modifiche apportate in sede di conversione. – 8. Liberazione anticipata speciale e situazioni successive (alla legge di conversione). – 9. Liberazione anticipata speciale e situazioni concomitanti (alla vigenza del decreto legge). – 10. La peculiarità della vicenda: la liberazione anticipata speciale tra decretazione d’urgenza e conversione parziale. – 11. Segue: una vicenda emendativa dilemmatica. – 12. Ancora sulle situazioni concomitanti: liberazione anticipata speciale e divieto di retroattività della norma penale sfavorevole. – 13. Vademecum per i giudici di sorveglianza.

 

Giuseppe Tabasco
# La sospensione del procedimento con messa alla prova degli imputati adulti
Archivio Penale, n. 1, 2015
1. La genesi e l’inquadramento dell’istituto – 2. Le condizioni oggettive e soggettive per l’applicazione della misura – 3. I tempi e le forme della richiesta – 4. I presupposti della messa alla prova – 5. I contenuti del programma di trattamento – 6. Ulteriori contenuti dell’ordinanza che dispone la messa alla prova – 7. L’esecuzione dell’ordinanza che dispone la messa alla prova – 8. La revoca della messa alla prova – 9. Le forme di controllo dei provvedimenti – 10. L’esito della prova – 11. Questioni di diritto intertemporale

 

Francesco Maisto (Presidente Tribunale di Sorveglianza di Bologna)
# Profili processuali dei rimedi risarcitori ai sensi dell'art. 35 ter ord pen e casistica
www.questionegiustizia.it/ gennaio 2015

Tutti o quasi i detenuti si vivono come vittime della giustizia a vario titolo, per la lentezza dei processi, per il rigore sanzionatorio contemplato da Leggi recentemente dichiarate parzialmente incostituzionali e per le illegali condizioni di detenzione sanzionate in modo conclamato a vari livelli istituzionali. Questa novella rappresenta un’occasione formidabile per la magistratura di sorveglianza per ridurre la vittimizzazione tutelando diritti... anche questa particolare Giurisdizione ha carattere e funzione rieducativa nella misura in cui la legalità e a tutela dei diritti vengono affermate come primo scrutinio della rieducazione della pena sancita dalla nostra Costituzione.

 

Giovanni Canzio, Presidente della Corte di Appello di Milano
# Relazione sull’amministrazione della giustizia nel Distretto della Corte di Appello di Milano
# Testo dell'intervento svolto dal Presidente della Corte d'Appello nell'Assemblea Generale del 24 gennaio 2015
# Diapositive | www.corteappellomilano.it/ 24 gennaio 2015

# Intervento orale del Procuratore Generale dr. Marcello Maddalena in occasione della cerimonia inaugurale Anno Giudiziario 2015 | - www.distretto.torino.giustizia.it/ 24 gennaio 2015

 

Giorgio Santacroce | Corte Suprema di Casszione
# Relazione sull'amministrazione della giustizia nell'anno 2014
Roma, 23 gennaio 2015

Gianfranco Ciani | Procuratore Generale della Corte di Cassazione
# Intervento nell’Assemblea generale della Corte sull’amministrazione della giustizia nell’anno 2014
Roma, 23 gennaio 2015

# Intervento del ministro Andrea Orlando alla Corte Suprema di Cassazione, Roma 23 gennaio 2015

# Dap - Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria, Inaugurazione dell'anno giudiziario 2015

# Relazione del Ministero sull'amministrazione della Giustizia nell'anno 2014

 

Andrea Longo
# La Corte di cassazione apre le porte di Palazzo della Consulta alla recidiva obbligatoria
# (Cass. pen. Sez. V, ord. 10-09-2014, n. 37443)
Associazione Italiana dei Costituzionalisti, Gennaio 2015
La recidiva in sé possiede una natura certamente complessa: essa assolve tanto a funzioni special-preventive tanto a funzioni general-preventive. È possibile affermare che il legislatore, nell’esercizio della propria discrezionalità, non possa porre norme nelle quali tale seconda funzione sia giudicata prevalente e, dunque, applicata tramite un automatismo? La Corte costituzionale dovrà bilanciare tale discrezionalità con i principi di colpevolezza, di offensività del reato e di proporzionalità della pena.

 

Corte Suprema di Cassazione - Ufficio del Massimario |  Luigi Barone, Matilde Brancaccio, Assunta Cocomello, Francesca Costantini, Luigi Cuomo, Alessandro D’Andrea, Maria Meloni, Pietro Molino, Vittorio Pazienza,
Valeria Piccone, Piero Silvestri, Roberta Zizanovich, Antonio Corbo (coordinatore), Giorgio Fidelbo (vice direttore),
Giuseppe Maria Berruti (direttore)

# Rassegna della giurisprudenza di legittimità. Gli orientamenti delle Sezioni Penali. Anno 2014
www.cortedicassazione.it/ Roma, Gennaio 2015

 

Glauco Giostra
# Un pregiudizio "grave e attuale"? A proposito delle prime applicazioni del nuovo art. 35-ter ord.penit.
www.penalecontemporaneo.it/ 24 Gennaio 2015
Una profonda faglia percorre la prima giurisprudenza riguardante l'art. 35-ter ord. penit.. Si pone ora il problema dell'individuazione del giudice competente a decidere sulla richiesta del detenuto che invoca un risarcimento per l'inumano trattamento subìto, ancorché non più attuale...

 

Emilio Santoro
# Contra CSM: parlare a nuora perché suocera intenda
www.penalecontemporaneo.it/ 22 Gennaio 2015

Pedanti osservazioni sulla competenza dei magistrati di sorveglianza a riconoscere l'indennizzo ex art. 35-ter per la detenzione inumana e degradante... 1. Introduzione. - 2. Piano dell'interpretazione letterale. - 3. Ratio della ripartizione di competenza prevista dall'art. 35-ter. - 4. L'interpretazione della CEDU del rimedio compensativo fornito dall'art. 35-ter: la "sentenza Stella". - 5. Che vuol dire "pregiudizio attuale"? - 6. Azione civile ricorso effettivo?

# Sentenza della Corte Europea dei Diritti dell'Uomo del 16 settembre 2014 - Ricorso n. 49169/09 - Gennaro Stella c. Italia

 

Lina Matarrese, Stefano Zirulia
# Il Governo presenta alla Camera un articolato pacchetto di riforme del codice penale, del codice di procedura penale e dell’ordinamento penitenziario
www.penalecontemporaneo.it, 16 gennaio 2015
Disegno di legge presentato dal Governo il 23 dicembre 2014 alla Camera dei Deputati recante
# «Modifiche al codice penale e al codice di procedura penale per il rafforzamento delle garanzie difensive e la durata ragionevole dei processi e per un maggiore contrasto al fenomeno corruttivo, oltre che all’ordinamento penitenziario per l’effettività rieducativa della pena».

 

Corte di Cassazione - Quarta Sezione Penale (Pres. Gaetanino Zecca)
# Sentenza 50379/2014 [Dep. 2 dicembre 2014]
# Patrizia Maciocchi, Immigrazione: no all'espulsione per traffico di droga in presenza di figli piccoli, Il Sole 24 Ore, 3 dicembre 2014

 

Giuseppe Riccardi
# Giudicato penale e 'incostituzionalità' della pena
www.penalecontemporaneo.it/ 26 Gennaio 2015

1. Il "mito del giudicato" tra vischiosità culturali ed erosioni costituzionali. - 2. Declaratoria di illegittimità costituzionale della normativa sugli stupefacenti e giudicato. - 3. La tendenziale "flessibilizzazione" del giudicato nella recente giurisprudenza. - 4. Incostituzionalità della norma vs. caducazione della norma incriminatrice. - 5. La duplice dimensione del giudicato penale. - 6. La c.d. rideterminazione in executivis nella giurisprudenza. - 6.1. Rideterminazione e illegalità della pena in astratto e in concreto. - 6.2. Rideterminazione e patteggiamento. - 7. I limiti del potere di "rideterminazione" del giudice dell'esecuzione. - 8. Lo "strumento processuale" per la rideterminazione.

 

Servizio Studi del Senato
# Disegno di legge n. 1232-B: "Modifiche al codice di procedura penale in materia di misure cautelari personali. Modifiche all'ordinamento penitenziario in materia di visita a persone affette da handicap grave"
www.senato.it/ Nota Breve - N. 43 - gennaio 2015

 

Camera dei Deputati
# Disegno di Legge n. 2798 (Orlando, Alfano, Padoan)
www.camera.it/ presentato il 23 dicembre 2014
Modifiche al codice penale e al codice di procedura penale per il rafforzamento delle garanzie difensive e la durata ragionevole dei processi e per un maggiore contrasto del fenomeno corruttivo, oltre che all’ordinamento penitenziario per l’effettività rieducativa della pena.

 

Antonio Di Tullio D'Elisiis
# Sovraffollamento carcerario in Italia e rimedi risarcitori: interviene la Cedu
www.altalex.com/ Articolo 28.11.2014

 

Valeria Bove
# L’istituto della messa alla prova “per gli adulti”: indicazioni operative per il giudice e provvedimenti adottabili
www.penalecontemporaneo.it/ 27 Novembre 2014
1. Introduzione: un vademecum rivolto ai giudici del Tribunale di Napoli. - 2. L'avvio del procedimento: la proposizione della richiesta. - 3. I provvedimenti adottabili dal giudice a seguito della richiesta. - 3.1. L'ordinanza d'inammissibilità per carenza dei requisiti sostanziali. - 3.2. L'ordinanza d'inammissibilità per carenza dei requisiti formali. - 4. La decisione. - 4.1. L'ordinanza di sospensione del procedimento con messa alla prova. - 4.2. Il verbale di messa alla prova. - 4.3. L'ordinanza di rigetto. - 5. L'esito positivo della prova: la sentenza. - 6. Il contenuto dell'ordinanza in caso di esito negativo della prova. - 7. La revoca dell'ordinanza di sospensione del procedimento. - 8. Allegati. - 9. Allegato A (ordinanza d'inammissibilità). - 10. Allegato B (ordinanza di sospensione del procedimento con messa alla prova). - 11. Allegato C (verbale di messa alla prova). - 12. Allegato D (ordinanza di rigetto). - 13. Allegato E (dispositivo di sentenza). - 14. Allegato F (ordinanza dichiarativa dell'esito negativo della prova). - 15. Allegato G (revoca dell'ordinanza di sospensione del procedimento).

 

Irene Manca
# Le Sezioni Unite negano la retroattività della nuova normativa in materia di stupefacenti ove esaurita la fase cautelare [Cassazione, Sezioni Unite Penali, sentenza n. 44895/2014 - dep. 28 ottobre 2014]
www.penalecontemporaneo.it/ 26 Novembre 2014

 

European Court of Human Rights - Cour Européenne des Droits de l'Homme
# Affaire Vasilescu c. Belgique - Requête no 64682/12
Strasbourg 25 novembre 2014

# Francesca Cancellaro, Da Roma a Bruxelles: la Corte EDU applica i principi della sentenza Torreggiani anche alle condizioni di detenzione in Belgio, www.penalecontemporaneo.it/ 9 Dicembre 2014

 

Francesco Iacoviello
# Tra diritto e giustizia il giudice deve scegliere il diritto | Schema della requisitoria pronunciata avanti alla Sezione I penale della Corte di cassazione nel processo Eternit - 19 novembre 2014
www.penalecontemporaneo.it/ 21 novembre 2014
... ma ci sono dei momenti in cui diritto e giustizia vanno da parti opposte | è naturale che le parti offese scelgano la strada della giustizia | ma quando il giudice è posto di fronte alla scelta drammatica tra diritto e giustizia | non ha alternativa. | E’ un giudice sottoposto alla legge | tra diritto e giustizia deve scegliere | il diritto

# Carlo Federico Grosso, E la Corte poteva decidere diversamente, La Stampa 21 novembre 2014

# Giandomenico Caiazza, Eternit, un processo nato morto, Radio Radicale, 22 novembre 2014 (audio)

 

Antonio Ruggeri
# Fatti “interposti” nei giudizi di costituzionalità, sacrifici insostenibili imposti ai diritti fondamentali in tempi di crisi economica, tecniche decisorie a salvaguardia dell’etica pubblica repubblicana
www.giurcost.org/ Consulta on line - Periodico Telematico - 2014
Intervento alle Giornate italo-spagnolo-brasiliane di Diritto costituzionale su Nas fronteiras do direito: sustentabilidade e desenvolvimento, Foz do Iguaçu (Brasile), 23-24 ottobre 2014 La misura della “sostenibilità” dei sacrifici imposti ai diritti dalla crisi (e, in genere, da contingenze per essi non benigne) richiede dunque di essere messa a fuoco, sì, alla luce di ragioni di contesto, del “fatto” nella sua complessiva conformazione, ma alla sola condizione che quest’ultimo si renda compatibile coi valori fondamentali positivizzati, a partire da quel valore della dignità senza la cui effettiva salvaguardia non ha pratico senso un ordinamento che aspiri ad avere come proprio cuore pulsante la centralità della persona umana.

 

Benedetta Bertolini
# Esistono autentiche forme di 'diversione' nell'ordinamento processuale italiano? Primi spunti per una riflessione
www.penalecontemporaneo.it/ 18 novembre 2014
1. Paradigmi della diversione in generale. - 2. L'esempio della diversione in Austria. - 3. Figure assimilabili alla diversione nell'ordinamento italiano. - 3.1. Istituti di giustizia minorile. - 3.2. La messa alla prova per adulti. - 4. Considerazioni finali.

 

Agostino De Caro
# Processo in absentia e sospensione. Una primissima lettura della legge n. 67 del 2014
www.archiviopenale.it/ Fascicolo n. 3 – Settembre-Dicembre 2014

 

CONAMS Coordinamento Nazionale Magistrati Sorveglianza

# Lettera al Ministro della Giustizia sullo stato di attuazione della legge 117/2014 (rimedi risarcitori ai detenuti)
www.conams.it/ 13 novembre 2014

 

# Art.35 ter OP (rimedi risarcitori)

# UDS Sassari 18 novembre 2014
# UDS Padova 13 novembre 2014
# UDS Venezia 12 novembre 2014
# UDS Verona 12 novembre 2014
# UDS Spoleto 14 ottobre 2014
# UDS Genova 10 ottobre 2014
# UDS Padova 25 settembre 2014

# UDS Vercelli 24 settembre 2014

 

Stefano Fiore
# Maneggiare con cautela. Per un uso consapevole dei limiti normativi all’uso della custodia in carcere (ancora a proposito dell’art. 275 co. 2 bis c.p.p.)
www.penalecontemporaneo.it/ 10 novembre 2014
Nel presente contributo l'attenzione viene in particolare rivolta all'analisi dei rischi che possono scaturire da una indebita confusione tra il piano della misure cautelari e quello della pena. Nonostante in questo caso la finalità sia quella, del tutto condivisibile, di limitare l'uso e possibilmente impedire l'abuso della custodia cautelare in carcere, la strada scelta dal legislatore e la modalità tecnica adottata sembrano infatti in grado di generare effetti distorsivi,

 

Luca Masera
# Ridotto da 18 a 3 mesi il periodo massimo di trattenimento in un CIE: la libertà dei migranti irregolari non è più una bagattella?
www.penalecontemporaneo.it/ 10 Novembre 2014
Lo scorso 21 ottobre, la Camera ha approvato in via definitiva la Legge europea 2013 bis, che all'art. 3 contiene una riforma in tema di detenzione amministrativa per gli stranieri irregolari... Per la prima volta, da quando nel 1998 il Testo unico sull'immigrazione ha introdotto anche nel nostro ordinamento l'istituto della detenzione amministrativa per gli stranieri, il legislatore è intervenuto non per aumentare i limiti massimi della detenzione nei Centri di identificazione ed espulsione ma per ridurli, ed in maniera assai significativa. Con la riforma qui in commento si passa da un massimo di 18 mesi, introdotto nel 2011, ad un termine improrogabile di 3 mesi, o addirittura di soli 30 giorni, quando l'espellendo abbia già trascorso almeno 3 mesi in carcere

 

Marcello Bortolato (intervista - audio)
# La legge sui rimedi compensativi ai detenuti e la mancata nomina del direttore del DAP
www.radioradicale.it/ 9 novembre 2014

 

Gian Domenico Caiazza (audio)
# La sentenza Cucchi
www.radioradicale.it/ 8 novembre 2014

 

Adriano Martufi
# La Corte EDU dichiara irricevibili i ricorsi presentati dai detenuti italiani per violazione dell'art. 3 CEDU senza il previo esperimento dei rimedi ad hoc introdotti dal legislatore italiano per fronteggiare il sovraffollamento
www.penalecontemporaneo.it/ 7 novembre 2014
Con due distinte decisioni del 25 settembre 2014, la Corte europea dei diritti dell'Uomo (Corte EDU) ha dichiarato irricevibili una serie di ricorsi sollevati per violazione dell'art. 3 CEDU da alcuni detenuti ristretti nelle carceri italiane. I ricorrenti (dieci cittadini italiani e uno ucraino nel primo caso; sei albanesi e due serbi nel secondo) lamentavano condizioni di detenzione contrarie al divieto di trattamenti inumani e degradanti, dichiarando di essere stati trattenuti in celle sovraffollate e prive di adeguata areazione, illuminazione e riscaldamento.

 

Veronica Manca
# La Corte EDU torna a pronunciarsi sul divieto di tortura e di trattamenti inumani e degradanti: l'inadeguatezza degli standard di tutela delle condizioni di salute del detenuto integrano una violazione dell'art 3 CEDU
Nota a C. eur. dir. uomo, sez. II, sent. 11 febbraio 2014, Contrada c. Italia (n. 2), ric. n. 7509/08
www.penalecontemporaneo.it/ 7 Novembre 2014

 

Fabio Fiorentin
# I nuovi rimedi risarcitori della detenzione contraria all’art. 3 CEDU: le lacune della disciplina e le interpretazioni controverse
www.penaleconemporaneo.it/ 6 Novembre 2014
1. Antefatto - 2. La "via italiana" al rimedio compensativo - 3. L' "attualità" del pregiudizio subito dall'interessato quale condizione di ammissibilità del rimedio risarcitorio in forma specifica e parametro di individuazione della competenza del giudice - 4. La situazione dei detenuti che hanno sofferto un pregiudizio per violazione dell'art. 3 CEDU, non più "attuale" al momento della domanda - 5. La tesi dell'irretroattività del nuovo rimedio compensativo - 6. Il rischio di ineffettività dei ricorsi compensativi e le possibili soluzioni.

 

Fondazione Umberto Veronesi
# Ripensare il sistema sanzionatorio penale. Parere del Comitato Etico
6 novembre 2014

All’importante messaggio che il carcere deve essere l’extrema ratio, oramai lanciato dai recenti interventi di riforma, deve affiancarsi anche quello che l’alternativa al carcere non può essere unicamente la detenzione domiciliare...

# Fondazione Umberto Veronesi, Decalogo dei Diritti del Malato [ in Carcere ]

 

Cour Européenne des Droits de l'Homme - European Court of Human Rights

# Case of Tarakhel v. Switzerland
Strasbourg 4 November 2014

The Court... Holds, by fourteen votes to three, that there would be a violation of Article 3 of the Convention if the applicants were to be returned to Italy without the Swiss authorities having first obtained individual guarantees from the Italian authorities that the applicants would be taken charge of in a manner adapted to the age of the children and that the family would be kept together...

# Loredana Leo, A rischio i diritti umani dei richiedenti asilo in Italia: no al rinvio da un altro stato europeo, www.asgi.it 05/11/2014

 

Carlo Parodi
# Ergastolo senza liberazione anticipata, estradizione e art. 3 CEDU. Nota a C. eur. dir. uomo, sez. V, 4 settembre 2014, Trabelsi c. Belgio, ric. n. 140/2010
www.penaleconemoraneo.it/ 3 novembre 2014
Con questa recente pronuncia, torna all'attenzione della Corte la questione della compatibilità dell'estradizione finalizzata all'esecuzione di una sentenza di ergastolo senza (o con solo teoriche) possibilità di liberazione anticipata con l'art. 3 Cedu, della quale la Corte si era già occupata, con esito peraltro affatto differente da quello raggiunto nella sentenza cui in commento, in due arresti del 2012...

 

Simone Fungardi
# "Fine pena mai: il c. d. ergastolo ostativo tra diritto interno e giurisprudenza della Corte Edu
Università degli Studi di Milano, 2013-2014

 

Luca Carboni
# Le Sezioni Unite e i termini per la richiesta di giudizio immediato: un passo in avanti, ma solo a metà.

# Nota a Cass. pen., Sez. Un., sent. 26 giugno 2014 (dep. 14 ottobre 2014), n. 42979, Pres.
Santacroce, Rel. Cassano]

www.penalecontemporaneo.it/ 3 novembre 2014

 

Sergio Romice
# Brevi note a margine dell’introduzione dei rimedi risarcitori in favore dei detenuti e degli internati
federalismi.it – Focus Human Rights | n. 3, 24 ottobre 2014
L’introduzione di un rimedio risarcitorio a favore dei detenuti e degli internati, ha suscitato, fin da subito e sta tuttora suscitando, forti polemiche di carattere soprattutto politico3; ma è anche dal punto di vista tecnico-giuridico che il rimedio suscita più di qualche perplessità.

 

Corte Costituzionale

# Sentenza n. 239 del 22 ottobre 2014

...dichiara l’illegittimità costituzionale dell’art. 4-bis, comma 1, della legge 26 luglio 1975, n. 354 nella parte in cui non esclude dal divieto di concessione dei benefici penitenziari, da esso stabilito, la misura della detenzione domiciliare speciale prevista dall’art. 47-quinquies della medesima legge; 2) dichiara, in applicazione dell’art. 27 della legge 11 marzo 1953, n. 87, l’illegittimità costituzionale dell’art. 4-bis, comma 1, della legge n. 354 del 1975, nella parte in cui non esclude dal divieto di concessione dei benefici penitenziari, da esso stabilito, la misura della detenzione domiciliare prevista dall’art. 47-ter, comma 1, lettere a) e b), della medesima legge, ferma restando la condizione dell’insussistenza di un concreto pericolo di commissione di ulteriori delitti.

 

Cour Européenne des Droits de l'Homme - European Court of Human Rights
# Affaire Sharifi et autres c. Italie et Grèce
Strasbourg, 21 octobre 2014

... non si possono applicare automaticamente gli accordi bilaterali, né si può invocare l’emergenza dovuta all’aumentato flusso di migranti da altri paesi, anzi le procedure d’asilo dovrebbero essere avviate subito all’arrivo in porto...

 

# Giulia Milizia, La CEDU detta i suoi comandamenti sull’immigrazione di massa | www.dirittoegiustizia.it/ 21 Ottobre 2014

 

Gianluca Malavasi
# Nota di commento alle ordinanze dell’ufficio di sorveglianza di Bologna in ordine alla concessione del rimedio di cui all’art. 35 ter o.p.
www.penalecontemporaneo.it/ 20 Novembre 2014
# Ordinanza del Magistrato di Sorveglianza di Bologna, 26 settembre 2014
# Ordinanza del Magistrato di Sorveglianza di Bologna, 8 ottobre 2014

 

Antonio Saitta
# Il concetto di “noi” e di “altri” nella Costituzione e nella C.E.D.U. Relazione svolta al Convegno interdisciplinare “Noi Altri. Xenofobia – Omofobia – Ginecofobia”, Messina, 26-27 settembre 2014
www.giurcost.org/ Consulta on line - Periodico Telematico - 2014
Il principio di eguaglianza, nella duplice veste formale e sostanziale, occupa, ovviamente, un posto privilegiato nell’esame che stiamo qui svolgendo: è un autentico meta-diritto perché «universalismo dei diritti e uguaglianza giuridica sono esattamente la stessa cosa»... l’eguaglianza in senso giuridico-formale della quale si sta qui discutendo non comporta un trattamento indifferenziatamente uguale, ma l’obbligo di trattare in modo eguale situazioni di fatto eguali e in modo differente fattispecie a loro volta differenti. Se così non fosse, dovremmo considerare contrarie a Costituzione, ad esempio, le norme che prevedono canali facilitati per l’assunzione nella pubblica amministrazione dei portatori di handicap, il che, ovviamente, sarebbe paradossale e assurdo!

 

Cassazione Penale, Sezioni Unite

# Sentenza n. 42858/2014

Udienza 29 maggio 2014 - Dep. 14 ottobre 2014 | Presidente Santacroce, Relatore Ippolito, P. G. Cedrangolo
L
e Sezioni Unite della Corte di Cassazione si sono pronunciate in ordine alla rideterminazione della pena in seguito ad una sentenza che abbia dichiarato l‘illegittimità costituzionale di una norma penale sostanziale diversa dalla norma incriminatrice. Come è noto, ci si riferisce agli effetti sul giudicato della sentenza della Corte costituzionale 15 novembre 2012 n. 251 che ha dichiarato illegittimo l’art. 69, comma quarto, c.p., nella parte in cui esclu­deva il giudizio di prevalenza della circostanza attenuante prevista dall’art. 73, comma 5, d.p.r. 9 ottobre 1990 n. 309 sulla recidiva ex art. 99, quarto comma, stesso codice

 

Angela Della Bella
# Il risarcimento per i detenuti vittime di sovraffollamento: prima lettura del nuovo rimedio introdotto dal d.l. 92/2014
www.penalecontemporaneo.it/ 13 Ottobre 2014

... Rispetto alla prescrizione, dovrà ritenersi operante il termine quinquiennale di cui all'art. 2947 c.c., che decorre dalla data della verificazione del fatto illecito produttivo del danno... Ciò significa che la nuova normativa non consentirà di 'riaprire' la porta al risarcimento di danni che si siano già prescritti ex art. 2947 c.c. Se quindi, ad esempio, il soggetto - detenuto o libero che sia - abbia esercitato la sua azione il 1 ottobre2014, egli non potrà sperare di ottenere, in applicazione della nuova disciplina, il risarcimento di danni che si siano verificati prima del 1 ottobre 2009.

 

Andrea Bonomi | Giuseppe Pavich

# Reati in tema di discriminazione: il punto sull'evoluzione normativa recente, sui principi e valori in gioco, sulle prospettive legislative e sulla possibilità di interpretare in senso conforme a Costituzione la normativa vigente
www.penalecontemporaneo.it/ 13 Ottobre 2014
Sul piano del diritto positivo italiano, le disposizioni penali che puniscono le manifestazioni di discriminazione razziale prendono le mosse dalla ratifica della Convenzione di New York del 7 marzo 1966, intervenuta con la legge 13 ottobre 1975, n. 654. Nella sua formulazione originale, l’art. 3, comma 1, della legge, in attuazione della disposizione di cui all’art. 4 della Convenzione, puniva con la reclusione da uno a  quattro anni (lett. a) “chi diffonde in qualsiasi modo idee fondate sulla superiorità o  sull’odio razziale”, ovvero (lett. b) “chi incita in qualsiasi modo alla discriminazione, o incita a commettere o commette atti di violenza o di provocazione alla violenza, nei confronti di persone perché appartenenti a un gruppo nazionale, etnico o razziale”. La fattispecie criminosa contiene peraltro una clausola di salvaguardia (“salvo che il fatto costituisca  più grave reato”).

 

Veronica Manca
# Ricadute della sentenza Torreggiani sulla scena internazionale: i giudici inglesi denunciano il rischio di trattamenti inumani e degradanti nelle carceri italiane
www.penalecontemporaneo 7 Ottobre 2014

# Westminster Magistrates' Court, 17 marzo 2014: The Court of Appeal, Palermo, Italy v. Domenico Rancadore

 

Questione Giustizia
# Misure cautelari e libertà personali
www.questionegiustizia.it/ ottobre 2014
Introduzione di Giovanni Zaccaro | Misure cautelari e limitazioni della libertà personale di Maria Elena Gamberini, Guglielmo Leo Stefano Musolino, Luca Poniz | La struttura della motivazione nei provvedimenti giudiziari limitativi della libertà personale di Bruno Giangiacomo | Considerazioni sparse sull’attuale sistema cautelare personale di Domenico Truppa | La riforma dell’art. 275, co. 2-bis, cpp: una nuova preclusione all’impiego della custodia cautelare in carcere di Antonio Laronga | Custodia cautelare in carcere ed esecuzione della pena. Riflessioni sui recenti innesti normativi di Riccardo De Vito | Gravi indizi, esigenze cautelari e «travasi di giudizio» di Lucia Vignale | Misure cautelari personali e funzione di garanzia del pubblico ministero di Francesco Menditto | Alcuni spunti per il dibattito di Vincenzo Lomonte

 

Scuola Superiore della Magistratura – Struttura Didattica Territoriale della Corte di Appello di Roma – e Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Roma | Intervento del dr. Piergiorgio Ponticelli
# Il D.L. 92 del 2014 e le modifiche della disciplina della custodia cautelare in carcere
Roma, 9 ottobre 2014

 

Pasquale Bronzo
# Problemi della «liberazione anticipata speciale»
www.archiviopenale.it/ Archivio Penale 2014, n. 2
1. Il decreto “svuotacarceri”. – 2. La liberazione anticipata speciale – 3. “Indulto mascherato”? – 4. L’ambito oggettivo di applicazione. – 5. L’ambito soggettivo di applicazione. – 6. L’esclusione dei detenuti sottoposti al regime di cui all’art. 4-bis ord. penit. – 7. Problemi di diritto intertemporale: la successione delle leggi penitenziarie.

 

Enrico Marzaduri
# Le linee di riforma delle impugnazioni de libertate. Relazione svolta in occasione del Convegno annuale dell’Associazione tra gli studiosi del processo penale
www.penalecontemporaneo.it/ 3 Ottobre 2014
La prospettiva di una rivisitazione del sistema delle impugnazioni de libertate, comunque, quale che sia l’equilibrio raggiunto nella tutela del jus litigatoris e del jus constitutionis38, dovrà partire dalla considerazione del carattere di inviolabilità del bene, quindi, dall’esigenza di apprestare tutte le soluzioni normative che potranno ridurre le ipotesi di un sacrificio ingiustificato della libertà personale.

 

Luisa Romano
# Sollevata questione di legittimità costituzionale del trattamento sanzionatorio dei fatti di ‘spaccio’ di lieve entità
www.penalecontemporaneo.it/ 3 Ottobre 2014

# Trib. di Nola, Sez. pen., ord. 8 maggio 2014, Giud. Tirone

 

Pierpaolo Gori
# Art. 3 CEDU e risarcimento da inumana detenzione
www.personaedanno.it/ Questione Giustizia, 2 ottobre 2014
La Corte EDU ha da sempre svolto un funzione di presidio dei diritti dei detenuti, ed anzi questo costituisce uno dei filoni più articolati della giurisprudenza di Strasburgo. Infatti, è un principio fermo nella giurisprudenza della Corte che, in linea di principio, la carcerazione non fa perdere al detenuto il beneficio dei diritti sanciti dalla CEDU[1]. In questo contesto, di recente nei confronti dell'Italia ha svolto un ruolo del tutto eccezionale la giurisprudenza della Corte EDU in applicazione dell'Articolo 3 della Convenzione, per il quale “nessuno può essere sottoposto a tortura né a pene o trattamenti inumani o degradanti”.

 

Governo Italiano - Ufficio contenzioso, per la consulenza giuridica e per i rapporti con la Corte europea dei diritti dell'uomo (CEDU)
# Relazione annuale al Parlamento - Esecuzione delle pronunce della Corte europea dei diritti dell’uomo nei confronti dello Stato italiano per l'anno 2013
http://www.governo.it/ settembre 2014

 

Gian Luigi Gatta

# Recidiva obbligatoria: la Cassazione solleva questione di legittimità costituzionale per violazione degli artt. 3 e 27, co. 3 Cost. | Cass. Sez. V, 3.7.2014 (dep. 10.9.2014), ord. n. 37443, Pres. Lombardi, Est. Caputo
www.penalecontemporaneo.it/
29 Settembre 2014

A finire sotto la lente della Consulta è il regime di obbligatorietà della recidiva, introdotto nel 2005 dalla legge ex Cirielli in relazione a un elenco di delitti non colposi, di particolare gravità, elencati nell'art. 407, co. 2 lett. a) c.p.p.

 

Andrea Pugiotto (Intervista realizzata da Francesca de Carolis)
Uno Stato che non rispetta la sua legalità
Una Città, n. 215 / 2014 Settembre
Il luogo comune che nessuno muore in carcere a fronte di una realtà di più di mille ergastolani ostativi; il confine costituzionale fra forza e violenza che impedisce che l’uso della prima sconfini in quello della seconda; un tema, quello dell’ergastolo, su cui la volontà popolare non può esercitarsi, in quanto di rilevanza costituzionale; il rischio che il problema gravissimo del sovraffollamento fa correre: che il reo diventi vittima. Intervista ad Andrea Pugiotto.

 

Cour européenne des droits de l’homme - European Court of Human Rights
# Communiqué de Presse CEDH 272 (2014) - 25.09.2014
# Gennaro Stella contre l’Italie et dix autres requêtes - 16 septembre 2014 [tr. it]
# Rodon REXHEPI contre l’Italie et sept autres requêtes - 16 septembre 2014

Les justiciables se plaignant du surpeuplement carcéral en Italie doivent user des nouvelles voies de recours instaurées par l’État italien

 

Francesco Viganò
# Sui progetti di introduzione del delitto di tortura in discussione presso la camera dei deputati. Parere reso nel corso dell’audizione svoltasi presso la Commissione giustizia della Camera dei Deputati il 24 settembre 2014
www.penalecontemporaneo.it/ 25 Settembre 2014
SOMMARIO: 1. Sulla necessità di una norma incriminatrice ad hoc della tortura. – 2. Sui vincoli internazionali in materia di tortura. – 3. Sulla proposta di legge n. 2168, approvata dal Senato il 5 marzo 2014. – 4. Sulla proposta di legge n. 189 (13 marzo 2013, on. Pisicchio). – 5. Sulla proposta di legge n. 276 (15 marzo 2013, on. Bressa e a.). – 6. Sulla proposta di legge n. 588 (28 marzo 2013, on. Migliore e a.). – 7. Sulla proposta di legge n. 979 (17 maggio 2013, on. Gozi e a.). – 8. Sulla proposta di legge n. 1499 (7 agosto 2013, on. Marazziti e a.). – 9. Una possibile proposta alternativa.

 

Orazio Longo
# Regimi carcerari tra prevenzione sociale e protezione individuale
Altalex, 25 settembre 2014
L’ordine - inteso quale dimensione obiettiva della disciplina all’interno degli istituti - e la sicurezza - volta a salvaguardare gli interessi individuali dei singoli detenuti e del personale di custodia oltre che l’interesse sociale all’effettiva esecuzione della pena - sono strettamente collegati al processo di adeguamento del detenuto alle regole di vita e funzionamento dell’istituzione carceraria, mentre la finalità rieducativa della pena - imposta dall’art. 27 comma 3 Cost. - costituisce il riflesso dell’adeguamento degli istituti carcerari agli interessi e ai bisogni dei singoli detenuti.

 

Gaetano Walter Caglioti
# Sovraffollamento carcerario: rimedi risarcitori in favore di detenuti e internati - aspetti fiscali
www.filodiritto.com/ 25 settembre 2014

 

Marcello Daniele
# Il palliativo del nuovo art. 275 co. 2 bis c.p.p. contro l’abuso della custodia cautelare
www.penalecontemporaneo.it/ 22 Settembre 2014

Il nuovo divieto di custodia cautelare è, anche nella sua versione definitiva, un divieto criticabile essenzialmente perché non rappresenta ciò di cui il sistema penale avrebbe bisogno: cioè una terapia d'urto contro l'abuso della custodia cautelare.

 

Stefano Zirulia
# La Cassazione su tumulti di piazza e responsabilità penale
www.penalecontemporaneo.it/ 18 Settembre 2014
In conclusione pare potersi affermare che, alla luce dell'odierno insegnamento della Cassazione, la fattispecie di devastazione sia oramai destinata ad abbracciare quelle sole condotte che per la loro estensione e diffusività travalicano in maniera abnorme l'offesa all'ordine pubblico normalmente arrecata dalla mera sommatoria di atti di vandalismo e resistenza a pubblico ufficiale

# Cass. pen., sez. VI, ud. 6 maggio 2014 (dep. 9 settembre 2014), Pres. Ippolito, Rel. Leo, ric. Seppia

 

Alberto Cisterna
# Svuota-carceri: la legge di conversione interviene in modo rilevante sulla custodia cautelare
Altalex, 19 settembre 2014
Infine, la legge 117/2014 torna sul versante soggettivo del procedimento cautelare stabilendo che il divieto di applicazione della misura carceraria non opera in relazione alle classi di pericolosità penitenziaria fissate dall'art. 4-bis della legge 354/1975. Sostanzialmente un rinvio alle stesse ipotesi di cui al comma 3 dell’art. 275 c.p.p. per le quali vige anche un divieto di accesso ai benefici carcerari.

 

Domenico Pulitanò
# Il nodo della prescrizione
www.penalecontemporaneo.it/ 29 Settembre 2014
1 Il senso di un istituto ambiguo. - 2. Fenomenologia della prescrizione. - 3. Ritornare al modello per fasce. - 4. I tempi di prescrizione. - 5. Prescrizione del processo? - 6. Bloccare il corso della prescrizione? - 7. Il modello della sospensione per un tempo determinato. - 8. Modelli diversi dall'estinzione del reato - 9. Problemi di diritto intertemporale. - 10. Il problema prescrizione dentro i problemi del penale.

 

Cour européenne des droits de l’homme - European Court of Human Rights
# Affaire Carrella c. Italie
Strasbourg 9 septembre 2014
La Cour parvient à la conclusion que le traitement dont le requérant a fait l’objet n’a pas excédé le niveau inévitable de souffrance inhérent à la détention. Le seuil minimum de gravité pour tomber sous le coup de l’article 3 de la Convention n’ayant pas été atteint, il n’y a pas eu violation de cette disposition en son volet matériel. La Cour, à l'unanimité, ... Dit qu’il n’y a pas eu violation de l’article 3 de la Convention en son volet matériel ; Dit qu’il n’y a pas eu violation de l’article 3 de la Convention en son volet procédural...

 

Glauco Giostra
# I delicati problemi applicativi di una norma che non c’è (a proposito di presunte ipotesi ostative alla liberazione anticipata speciale)
www.penalecontemporaneo.it/ 8 Settembre 2014
Uno dei problemi più delicati e controversi emerso nei primi mesi di applicazione della l. n. 10/2014 riguarda la concedibilità del beneficio della liberazione anticipata speciale ai condannati per taluno dei delitti previsti dall’art. 4-bis ord. penit., qualora la richiesta sia stata avanzata, ma non “decisa”, durante la vigenza del d.l. n. 146/2013...

 

Ministero della Giustizia
# Atto di indirizzo politico istituzionale per l'anno 2015
www.giustizia.it/ 5 settembre 2014

.... esecuzione penale densa di contenuto e non solo di tempo sottratto, di organizzazione della giornata detentiva sulla base di progetti che riportino la cella a essere il luogo del pernottamento e non quello ove si trascorre quasi interamente la giornata, ha bisogno di un potenziamento dell’offerta trattamentale. Ma ha altresì bisogno di un potenziamento delle misure alternative al carcere come tappe di un percorso e non come mere attenuazioni dell’afflizione detentiva, di un potenziamento della capacità di dialogo con il territorio per accompagnare al reinserimento soggetti spesso socialmente deboli, di una riduzione del ricorso al carcere come unica sanzione. Ha inoltre bisogno di ricondurre la custodia cautelare ai casi in cui non sia possibile garantire altrimenti la genuinità e l’effettività dell’indagine oltre che la sicurezza della comunità esterna...

 

Simone Fungardi
# Il c. d. ergastolo ostativo tra diritto interno e giurisprudenza della Corte EDU
Università degli Studi di Milano, 2013-2014

 

# Legge 11 agosto 2014, n. 117 (GU n.192 del 20-8-2014) Vigente al: 21-8-2014

# Decreto-Legge 26 giugno 2014, n. 92 (GU n.147 del 27-6-2014) Vigente al: 28-6-2014

# Testo coordinato

 

United Nations | Human Rights Council | Working Group on the Universal Periodic Review | Twentieth session - 27 October–7 November 2014
# Summary prepared by the Office of the United Nations High Commissioner for Human Rights in accordance with paragraph 15 (c) of the annex to Human Rights Council resolution 5/1 and paragraph 5 of the annex to Council resolution 16/21 - Italy
Distr.: General 4 August 2014 | Original: English/French

 

Consiglio Superiore della Magistratura
# Parere sul decreto-legge 26 giugno 2014 N. 92
www.csm.it/ Delibera consiliare del 30 luglio 2014

 

Corte Suprema di Cassazione - Sesta Sezione Penale
# Sentenza n. 33835 dell'8 aprile 2014 - Dep. in Cancelleria il 30 luglio 2014
... A fronte della realizzazione della condotta tipica, che è la coltivazione di una pianta conforme al "tipo botanico" e che abbia, se matura, raggiunta la soglia di capacità drogante minima,, il giudice potrà e dovrà valutare se la condotta stessa sia del tutto idonea alla realizzazione della offensività in concreto...

 

Fabio Basile
# Il concorso c.d. anomalo di persone: una nuova apertura giurisprudenziale al criterio della prevedibilità in concreto
Nota a Cass., Sez. 1, 28 febbraio 2014 (ud. 19 novembre 2013), n. 9770, imp. V.J.J.L. ed altro
www.penalecontemporaneo.it/ 21 Luglio 2014

 

Luisa Romano
# Art. 73 del d.P.R. n. 309 del 1990: puntualizzazioni sul testo vigente
www.penalecontemporaneo.it/ 22 Luglio 2014

 

Corte di Cassazione - Ufficio del Ruolo e del Massimario - Redattore: Roberta Zizanovich
# Rassegna della giurisprudenza di legittimità in materia di stupefacenti dopo gli interventi della Corte costituzionale e le recenti modifiche legislative
www.cortedicassazione.it/ Roma, 16 luglio 2014

 

Camera dei Deputati
# Disposizioni urgenti concernenti il risarcimento in favore dei detenuti, la custodia cautelare in carcere e ulteriori interventi in materia penitenziaria -- D.L. 92/2014 / A.C. 2496
Dossier n° 57 - 17 luglio 2014

 

Eleonora Montani
# Ancora sull’applicabilità della liberazione anticipata speciale ai condannati per i delitti di cui all’art. 4 bis o.p. | Tribunale di Sorveglianza di Milano, ud. 30 giugno 2014, Est. Panasiti, e Mag. Sorveglianza di Vercelli, ud. 19 giugno 2014, Est. Fiorentin
www.penalecontemporaneo.it/ 17 Luglio 2014

# Ordinanza del Tribunale di Sorveglianza di Milano, 30 maggio 2014.

# Ordinanza del Magistrato di Sorgveglianza di Vercelli, 19 giugno 2014.

# Giovanni Negri, Libertà anticipata, doppia linea. Il Sole 24 Ore, 24 luglio 2014

 

Tribunale di Sorveglianza di Messina
# Ordinanza del 16 luglio 2014
Sollevata questione di legittimità costituzionale in merito ai nuovi criteri di accertamento della pericolosità sociale del seminfermo di mente: «non costituisce elemento idoneo a supportare il giudizio di pericolosità sociale la sola mancanza di programmi terapeutici individuali»

 

Annalisa Pastore, Luigi Levita
# La disciplina degli stupefacenti alla luce della recente giurisprudenza costituzionale
Gazzetta Forense, Luglio-agosto 2014
L’avvenuta trasformazione della fattispecie prevista dall’art. 73, comma 5, d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309, da circostanza attenuante ad ipotesi autonoma di reato non ha comportato alcun mutamento nei caratteri costitutivi del fatto di lieve entità, che continua ad essere configurabile nelle ipotesi di minima offensività penale della condotta, deducibile sia dal dato qualitativo e quantitativo, sia dagli altri parametri richiamati dalla disposizione (mezzi, modalità, circostanze dell’azione), con la conseguenza che, ove uno degli indici previsti dalla legge risulti negativamente assorbente, ogni altra considerazione resta priva di incidenza sul giudizio.

 

UN Human Rights
# Italy / Arbitrary Detention: “UN expert body calls for action to end over-incarceration and to protect rights of migrants”
www.ohchr.org/ Geneva - Rome (11 July 2014)
The expert noted that several of the recommendations in President Napolitano’s 2013 Letter to Parliament on detention, including the proposals for amnesty and clemency, and the 2013 Annual Report of the First President of the Supreme Court are more urgent today to secure compliance with international law.

 

Livio Ferrari, Massimo Pavarini
# Manifesto NO PRISON
www.consiglio.regione.toscana.it/ 9 luglio 2014

... I dati di questo fallimento sono davanti agli occhi di tutti coloro che intendono il vero senza pregiudizi ideologici: il carcere non solo tradisce la sua mission preventiva, cioè non produce sicurezza dei cittadini nei confronti della criminalità, ma nel suo operare viola sistematicamente i diritti fondamentali, cioè attenta alla dignità umana dei detenuti e delle loro famiglie...

 

Associazione Nazionale Magistrati ANM

# Audizione dei rappresentanti dell'ANM in commissione giustizia della Camera dei deputati - 8 luglio 2014 | Risarcimento in favore dei detenuti, custodia cautelare in carcere e ulteriori interventi in materia penitenziaria DL 92/2014 – AC 2496
www.associazionemagistrati.it/ 8 luglio 2014

 

Francesco Viganò
# Una norma da eliminare: l'art. 8 del d.l. 92/2014. Editoriale
www.penaleconteporaneo.it/ 7 Luglio 2014

 

Massimo Ceresa Gastaldo

# Tempi duri per i legislatori liberali. Un contributo alla discussione sul carcere preventivo, rispondendo a Francesco Viganò
www.penalecontemporaneo.it/ 10 Luglio 2014

 

Gabriele Della Morte
# La tortura Low Cost. Lo Stato italiano stanzia 8 euro per ogni giorno di "trattamento inumano e degradante"
www.huffingtonpost.it/ 02.07.2014

 

Camera dei deputati - XVII Legislatura - Documentazione per l’esame di Progetti di Legge
# Disposizioni urgenti concernenti il risarcimento in favore dei detenuti, la custodia cautelare in carcere e ulteriori interventi in materia penitenziaria D.L. 92/2014 – A.C. 2496 - Schede di lettura | n. 200 - 2 luglio 2014

http://documenti.camera.it/ decreto legge n. 92/2014 (26 giugno 2014)

 

Cour européenne des droits de l’homme - European Court of Human Rights
# Affaire Saba c. Italie (Requête no 36629/10) # Trad. it.
Strasbourg, 1er juillet 2014
Le requérant a dû éprouver des sentiments de peur, d’angoisse et d’infériorité, ce qui permet à la Cour de qualifier l’incident en question de traitement dégradant, prohibé comme tel par l’article 3 de la Convention. La Cour... 2. Déclare, à l’unanimité, la requête recevable quant aux griefs tirés des articles 3, 8 (dans la mesure où il porte sur les violences subies par le requérant) et 13 de la Convention et irrecevable pour le surplus ; 3. Dit, à l’unanimité, qu’il y a eu violation du volet substantiel de l’article 3 de la Convention ; 4. Dit, à l’unanimité, qu’il y a eu violation du volet procédural de l’article 3 de la Convention

 

Leonardo Fiorentini (ed)  | La Società della Ragione
# Eseguire una pena illegittima?
www.societadellaragione.it/ Dossier di Documentazione de La Società della Ragione ONLUS - Giugno 2014

Fini-Giovanardi, aggravante di immigrazione clandestina, ex-Cirielli L’incostituzionalità delle pene relative a condanne passate in giudicato all’esame della Corte di Cassazione.

 

Corte Suprema di Cassazione - Quarta Sezione Penale
# Sentenza 28198/14
30 giugno 2014 (Romis Pres.)
Anche chi ha patteggiato per reati di droga ha diritto a una revisione della sua pena, per effetto della parziale abolizione della legge Fini-Giovanardi dopo la dichiarazione di illegittimità da parte della Corte costituzionale che ha condotto a una rivisitazione della disciplina. La Cassazione, con la sentenza 28198 depositata ieri, afferma l'applicabilità del trattamento più favorevole al reo, anche quando la pena è stata concordata dalle parti.

 

Glauco Giostra
# Questione carceraria, insicurezza sociale e populismo penale
http://nuovarea.it/ Questione Giustizia, 27 giugno 2014

Si prova un certo imbarazzo ad ascoltare le contrite giaculatorie di chi, con mimica impostata a compartecipe dolore, prima si dichiara indignato per l’immonda realtà carceraria e poi, richiesto di indicare soluzioni, conclude sconfortato che, purtroppo, si tratta di un male necessario e che tutte le proposte sul tappeto sono assolutamente impraticabili. Taluno, per la verità, soggiunge in tono salvifico – quasi fosse un’originale intuizione - che una soluzione c’è: costruire più carceri.

 

UCPI Osservatorio Europa
# L’adesione dell’Unione Europea alla Convenzione europea dei diritti dell’Uomo. Le questioni in itinere.
www.camerepenali.it/ 26 giugno 2014
Il cammino della UE verso l'adesione alla CEDU non è rapido ma procede verso la meta. Nel documento dell'Osservatorio Europa si analizzano le problematiche e si propongono spunti di riflessione riguardanti la complessa procedura di adesione. La politica degli Stati membri pare ormai favorevolmente orientata ad aderire alla CEDU.... Tutt’altro che facile sarà il compito di assicurare la coerenza del diritto UE con i diritti fondamentali, se non si aggredisce frontalmente la struttura architettonica dell’UE mediante l’introduzione di un effettivo controllo esterno sul rispetto dei diritti fondamentali da parte delle sue istituzioni.

 

Senato della Repubblica | Commissione straordinaria per la tutela e la promozione dei diritti umani
# Audizione di Mauro Palma sul regime di detenzione relativo all'articolo 41-bis dell'ordinamento penitenziario
www.senato.it/ Resoconto sommario n. 50 del 25/06/2014
Il Comitato valuta le singole situazioni osservate rispetto all'articolo 3 della Convenzione europea dei diritti dell'uomo che è tra quelli cosiddetti inviolabili e che riguarda, appunto, la tortura e i trattamenti inumani e degradanti. Per quanto riguarda il regime del 41-bis il Comitato si è attivato, come si è detto, rispetto a situazioni specifiche determinate da tale regime, nell'ottica che la privazione della libertà costituisce di per sé una afflizione significativa e che rispetto alla detenzione non si debbano immaginare misure afflittive aggiuntive.

 

Cour Européenne des Droits de l'Homme - European Court of Human Rights

# Affaire Alberti c. Italie (Requête n° 15397/11)
Strasbourg 24 juin 2014
La Court, à l'unanimité: 1. Déclare la requête recevable quant au grief concernant le traitement infligé par les carabiniers et au grief tiré de l’absence d’une enquête effective et irrecevable pour le surplus ; 2. Dit qu’il y a eu violation de l’article 3 de la Convention dans son volet matériel ; 3. Dit qu’il y a eu violation de l’article 3 de la Convention dans son volet procédural...

 

Giandomenico Dodaro
# Suicidio di detenuto in carcere e responsabilità civile del ministero della giustizia per carenze organizzative dell’amministrazione penitenziaria centrale e locale - Trib. Milano, sez. IX, 8 aprile 2014, Giud. Roia
www.penalecontemporaneo.it/ 11 giugno 2014

# Trib. Milano, sez. IX, 8 aprile 2014, Giud. Roia

 

ANM Associazione Nazionale Magistrati

# La Magistratura - Organo dell'Associazione Nazionale Magistrati
Anno LXIII - Numero 1 - 2 | Gennaio-Giugno 2014
Una riforma “epocale” a metà del guado di Alessandra Galli - Il sovraffollamento carcerario e gli obblighi europei: la scadenza del termine della sentenza Torreggiani - L’abolizione degli OPG di Marcello Bortolato - Il carcere al tempo della crisi di Antonietta Fiorillo - Fine del viaggio per la nave dei folli rei? Riflessioni sul superamento degli ospedali pscichiatrici giudiziari di Riccardo De Vito - La struttura della motivazione nei provvedimenti giudiziari limitativi della libertà personale di Bruno Giangiacomo

 

Maria Chiara Ubiali
# Di nuovo alle Sezioni Unite la questione del momento consumativo del furto in supermercato (e dei
possibili riflessi sul fatto che degeneri in rapina impropria).

# Cass. pen., Sez. II, 9 maggio 2014 (dep. 29 maggio 2014), ord. n. 22175, Ruggiero
www.penalecontemporaneo.it/ 26 Giugno 2014

 

Melissa Miedico
# Sospensione del processo e messa alla prova per imputati maggiorenni: un primo provvedimento del Tribunale di Torino | Trib. Torino, 21 maggio 2014, Giud. De Marchi, B.
www.penalecontemporaneo.it/ 25 Giugno 2014
Ricordiamo che la sospensione del processo e messa alla prova può essere concessa solo su richiesta dell'imputato. Elemento essenziale dell'istanza è la presentazione al giudice di un programma di trattamento elaborato d'intesa con l'ufficio di esecuzione penale esterna. Nel caso in cui non sia stato possibile presentare il programma, l'imputato può allegare la sola richiesta di elaborazione dello stesso. È necessario altresì il consenso del pubblico ministero alla concessione della misura. Rispetto all'istituto del probation minorile, la messa alla prova regolata dall'art. 168bis c.p. presenta una sfera di operatività piuttosto contenuta: è infatti applicabile una sola volta a reati puniti con la pena pecuniaria o con una pena edittale detentiva non superiore nel massimo a quattro anni...

 

Angela Della Bella
# Rideterminazione della pena in materia di stupefacenti: quali i poteri del giudice dell’esecuzione? | Trib. Treviso, ud. 18 giugno 2014, Giud. Vettoruzzo
www.penalecontemporaneo.it/ 23 Giugno 2014

 

Alfio Valsecchi
# La Corte costituzionale fornisce alcune importanti coordinate per un'interpretazione costituzionalmente conforme del delitto di stalking | Corte cost., sent. 11 giugno 2014, n. 172, Pres. Silvestri, Rel. Cartabia
www.penalecontemporaneo.it/ 23 Giugno 2014

 

Angela Della Bella
# Sull’applicabilità della liberazione anticipata speciale ai condannati con cumuli di pene comprensivi di quelle irrogate per reati ostativi, ai sensi dell'art. 4 bis o.p. | Mag. sorv. Vercelli, ud. 27 maggio 2014, Est. Fiorentin
www.penalecontemporaneo.it/ 16 Giugno 2014

 

Davide Galliani
Dignità umana, rieducazione e diritti dei detenuti
www.davidegalliani.it/ 12 giugno 2014
1. Qualche dato. – 2. Residui di libertà. – 3. Verso la riforma del 1975. – 4. Il nuovo ordinamento penitenziario e la legge Gozzini. – 5. Il carcere duro. – 6. Trattamenti umani e rieducazione. – 7. Legislatore incauto e rieducazione. – 8. L’art. 27 Cost. come corpo unitario. – 9. Riconoscere e soprattutto garantire i diritti dei detenuti. – 10. Detenuti e diritto alla salute. – 11. Il diritti dei diritti, il diritto di difesa. – 12. Diritti dell’altro mondo?

 

Valeria Bove

# Messa alla prova per gli adulti: una prima lettura della L. 67/14
Scuola Superiore della Magistratura, 9-11 giugno 2014

La richiesta di sospensione del procedimento con messa alla prova può essere avanzata, dopo l'esercizio dell'azione penale, innanzi al giudice per le indagini preliminari, al giudice dell'udienza preliminare ed al giudice del dibattimento (in questo senso la disciplina dettata dall'art. 464 bis C.p.p.14), ma può essere formulata, naturalmente innanzi al g.i.p., anche durante la fase delle indagini preliminari, prima ancora che venga esercitata l'azione penale (in questo caso la relativa disciplina è contenuta nell'art. 464 ter c.p.p.)...

 

Corte di Cassazione | Ufficio del Massimario | Settore Penale | a cura di Vittorio Pazienza
# Relazione n. III/08/2014 del 4 giugno 2014
www.cortedicassazione.it/
Novità legislative: L. 16 maggio 2014, n. 79 “Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 20 marzo 2014, n. 36, recante disposizioni urgenti  in materia di disciplina degli stupefacenti e sostanze psicotrope, prevenzione, cura e riabilitazione dei relativi stati di tossicodipendenza, di cui al decreto del Presidente  della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309, nonché di impiego di medicinali meno  onerosi da parte del Servizio sanitario nazionale”.

 

Lorenzo Miazzi
# Determinazione della pena in materia di stupefacenti: è possibile elaborare delle linee-guida?
www.penalecontemporaneo.it/ 3 Giugno 2014
Sono possibili linee guida nel trattamento sanzionatorio? Ci si chiede se sia possibile elaborare delle linee di tendenza per quanto riguarda la relazione fra quantità della sostanza stupefacente e pena irrogata. Si tratterebbe di fare un passo ulteriore rispetto all’elaborazione, sulla base dei dati del territorio, di un criterio meno discrezionale nel ravvisare la sussistenza del fatto di lieve entità, rispetto a singole o ripetute detenzioni e cessioni. Si tratterebbe cioè di “restituire” al territorio un dato medio nella correlazione fra quantitativo di sostanza stupefacente e quantitativo di pena, avviando un circolo virtuoso che consenta di ancorare meglio la pena a dati stabili rispetto all’ampia forbice edittale disponibile.

# Lorenzo Miazzi, Droga e pena nella casistica della Corte di appello di Venezia, www.questionegiustizia.it/ 2014

 

Anna Lorenzetti
# Le “zone d’ombra” dei diritti sociali: la tutela della dignità delle persone detenute fra strumenti di soft law e discrezionalità amministrativa
in Paolo Bonetti, Andrea Cardone, Antonio Cassatella, Fulvio Cortese, Andrea Deffenu (a cura di), Spazio della tecnica e spazio del potere nella tutela dei diritti sociali, Aracne 2014
1.Le regole che restringono i detenuti: un quadro di insieme. – 2. La salute delle persone recluse, fra diritto individuale e diritti collettivi. – 3. La “rieducazione” attraverso l’istruzione: quale spazio per i detenuti? – 4. Il lavoro detenuto. – 5. L’evoluzione della discrezionalità amministrativa e la tensione fra tutele costituzionali e regole tecniche: quale via per superare l’impasse? – 6. La discrezionalità e le zone d’ombra delle prassi.

 

Luisa Romano
# La riforma della normativa di contrasto agli stupefacenti: osservazioni sulla legge 16 maggio 2014, n. 79. Ovvero tra novità, conferme e "sviste"
www.penalecontemporaneo.it/ 29 Maggio 2014

1. Introduzione. - 2. L'art. 73, co. 5, del d.P.R. n. 309 del 1990: ancora una modifica. - 3. Il restyling dell'art. 75 del d.P.R. n. 309 del 1990: la non punibilità "dell'uso personale". - 4. segue: Il restyling dell'art. 75 del d.P.R. n. 309 del 1990: in particolare, il nuovo comma 1-bis. - 5. segue: Il restyling dell'art. 75 del d.P.R. n. 309 del 1990: riflessi sull'art. 75-bis. - 6. Un paio di modifiche "non innovative". - 7. La sorte degli atti amministrativi adottati sulla base della legge cd. "Fini-Giovanardi".

 

Gaetano Silvestri
# La dignità umana dentro le mura del carcere (Intervento del Presidente Silvestri al Convegno “Il senso della pena. Ad un anno dalla sentenza Torregiani della CEDU” Roma, Carcere di Rebibbia, 28 maggio 2014)
www.cortecostituzionale.it/

La posizione suprema della dignità in un ordinamento costituzionale pluralista, in cui non è possibile stabilire una gerarchia tra i diritti fondamentali – tra i quali occorre sempre ricercare un bilanciamento (sentenza n. 85 del 2013) – conduce alla conseguenza che essa non è suscettibile di riduzioni per effetto di bilanciamento, in quanto è la bilancia medesima, il criterio di misura di tutti i princìpi e di tutti i diritti, oltre che, naturalmente, di tutte le forme di esercizio dell’autorità.

 

Andrea Pugiotto
# Il volto costituzionale della pena (e i suoi sfregi)
www.associazionedeicostituzionalisti.it/ Maggio 2014
Chi crede nel diritto come violenza domata, e nella Costituzione come regola e limite al potere, non può che individuare nel carcere un campo d’esperienza decisivo. Stupisce, dunque, che proprio in quest’ambito i costituzionalisti abbiano - colpevolmente - operato una cessione  unilaterale di sovranità a vantaggio dei penalisti, quando invece il problema della pena e della sua  esecuzione non dovrebbe (solo) preoccupare ma (anche) occupare la riflessione costituzionalistica...

 

Unione delle Camere Penali Italiane | Osservatorio Europa
# Protocollo XVI alla Convenzione europea dei diritti umani: osservazioni generali
Roma, 26 maggio 2014

 

Ilaria Marchi
# Luci ed ombre del nuovo disegno di legge per l'introduzione del delitto di tortura nell'ordinamento italiano: un'altra occasione persa?
www.penalecontemporaneo.it/ 26 Maggio 2014
1. Tortura: brevi cenni sul quadro internazionale - 2. I ritardi dell'ordinamento italiano - 3. Osservazioni alla proposta del Senato del 5 aprile 2014 ed in particolare agli artt. 613-bis e 613-ter - 3.1. Soggetto attivo - 3.2. Condotta - 3.3. Evento - 3.4. Elemento soggettivo - 3.5. Aggravanti - 3.6. La previsione dell'art. 613-ter - 4. Conclusioni e possibili spunti per una modifica. # Testo Senato

 

Francesco Viola
# I diritti in carcere [Intervento tenuto in occasione del seminario “Il senso della pena. Ad un anno dalla sentenza Torreggiani della Corte EDU”, tenutosi il 28 maggio 2014 nella “Sala Teatro” del carcere “Rebibbia Nuovo Comples-so” e organizzato dall’Associazione Italiana dei Costituzionalisti e dal Master in Diritto Penitenziario e Costituzione del Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università degli Studi “Roma Tre”]
www.dirittopenitenziarioecostituzione.it

 

Ida Nicotra
# I diritti in carcere
[Intervento tenuto in occasione del seminario “Il senso della pena. Ad un anno dalla sentenza Torreggiani della Corte EDU”, tenutosi il 28 maggio 2014 nella “Sala Teatro” del carcere “Rebibbia Nuovo Comples-so” e organizzato dall’Associazione Italiana dei Costituzionalisti e dal Master in Diritto Penitenziario e Costituzione del Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università degli Studi “Roma Tre”]
www.dirittopenitenziarioecostituzione.it

 

Andrea Orlando
# I diritti in carcere [Intervento tenuto in occasione del seminario “Il senso della pena. Ad un anno dalla sentenza Torreggiani della Corte EDU”, tenutosi il 28 maggio 2014 nella “Sala Teatro” del carcere “Rebibbia Nuovo Comples-so” e organizzato dall’Associazione Italiana dei Costituzionalisti e dal Master in Diritto Penitenziario e Costituzione del Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università degli Studi “Roma Tre”]
www.dirittopenitenziarioecostituzione.it

 

Simone Perelli
# L’impatto della messa alla prova e del processo in absentia sui processi in corso e, in particolare, sul giudizio di appello
www.magistraturademocratica.it/ 20 maggio 2014

Marco Marzari
# La scomparsa del contumace ed il nuovo processo all’imputato assente
http://marcomarzari.postilla.it/ 26 maggio 2014

# L.67/2014 Deleghe al Governo in materia di pene detentive non carcerarie e di riforma del sistema sanzionatorio. Disposizioni in materia di sospensione del procedimento con messa alla prova e nei confronti degli irreperibili.

 

Francesco Viganò
# Convertito in legge il d.l. n. 36/2014 in materia di discipina degli stupefacenti, con nuove modifiche (tra l'altro) al quinto comma dell'art. 73
www.,penalecontemporaneo.it/ 19 Maggio 2014

 

Anna Iermano
# Corte europea dei diritti dell’uomo e Corte costituzionale italiana a confronto: il sovraffollamento delle carceri ed il rispetto della dignità umana
www.iussit.com/ Maggio 2014
1. Trattamenti inumani e degradanti e sovraffollamento negli istituti penitenziari italiani: il caso Torreggiani. – 2. La reazione della Corte Costituzionale e la normativa nazionale recante misure urgenti “svuota-carceri”. – 3. Il rispetto della salute dei detenuti e l’art. 3 CEDU: il caso Contrada – 4. Conclusioni.

 

Raffaello Magi (consigliere corte di Cassazione)
# Quale regime transitorio per le modifiche in tema di contumacia e irreperibilità?
www.questionegiustizia.it/ 18 maggio 2014

 

Hervé Belluta
# Il tema degli “eternamente giudicabili” torna davanti alla Corte Costituzionale
www.penalecontemporaneo.it/ 13 Maggio 2014

Trib. Roma, VIII sez. penale, ord. 29 novembre 2013, Giud. Di Nicola
Imputati "eternamente giudicabili": soggetti, in altre parole, la cui condizione di incapacità cronica a partecipare coscientemente al proprio processo determina una sospensione sine die di quest'ultimo, precludendo la pronuncia di una qualsivoglia sentenza.

 

Carola Musio
# Motivazione cautelare lacunosa e poteri del tribunale del riesame: una (probabile) modifica legislativa
www.penalecontemporaneo.it/ 11 Maggio 2014
Al riesame «resta affidata l’essenziale funzione di primo effettivo controllo sul corretto esercizio del potere cautelare», irrinunciabile anche in un’ottica de iure condendo. Si deve ricordare, infatti, che il giudizio ex art. 309 c.p.p. interviene solo successivamente all’esercizio del potere coercitivo, e ciò comporta che il contraddittorio davanti ad un organo giudiziario circa il rispetto sulla sussistenza dei presupposti applicativi della misura (e quindi sulla legittimità dell’ordinanza) avviene soltanto quando la privazione della libertà è già stata posta in essere.

 

Raffaele Piccirillo, Pietro Silvestri (eds)
# Prime riflessioni sulle nuove disposizioni in materia di sospensione del procedimento con messa alla prova e nei confronti degli irreperibili
www.cortedicassazione.it/ Relazione del Massimario - Roma, 5 maggio 2014

 

Simone Marani
# Carceri: i parametri per valutare il rispetto delle condizioni umane. Tribunale di Sorveglianza di Alessandria, decreto 14.04.2014 n° 788
http://www.altalex.com/ 2 maggio 2014
Per valutare se le dimensioni della cella consentano il rispetto dello spazio minimo vitale occorre scomputare dalla superficie lorda della cella solo lo spazio occupato dal c.d. mobilio fisso. E' quanto emerge dall'ordinanza 14 aprile 2014, n. 788 del Tribunale di Sorveglianza di Alessandria.

 

GIP Trib. Pisa, 15 aprile 2014, giud. Bufardeci
# Dichiarazione di incostituzionalità della disposizione più sfavorevole: il giudice dell’esecuzione ricalcola la pena
www.penalecontemporaneo.it/ Maria Chiara Ubiali, 11 maggio 2014

Con la decisione qui segnalata il GIP del Tribunale di Pisa - in attesa della pronuncia delle Sezioni Unite calendarizzata per il prossimo 29 maggio 2014 - prende posizione sulla questione se sia o meno ammissibile, in fase esecutiva, la rimodulazione del quantum di pena in seguito alla dichiarazione di incostituzionalità, ad opera della sentenza n. 32 del 2014, della disposizione più sfavorevole contenente la cornice edittale sulla cui base era stata individuata la pena in sede di cognizione.

 

Giovanni Zaccaro
# La messa alla prova per gli adulti. Prime considerazioni sul nuovo istituto della messa alla prova per gli adulti
www.magistraturademocratica.it/ 29 aprile 2014
La necessità che l’imputato sperimenti la riconciliazione con la persona offesa impone una sua sostanziale ammissione di colpevolezza, altrimenti difficilmente potrà procedere alla mediazione, essendo al contrario convinto della sua innocenza. La condotta richiesta per la prova presuppongono una piena capacità di intendere e volere, soprattutto per l’impegno che le attività riparative e conciliative richiedono.  Tuttavia, si tratta di “preclusioni” non espresse, il cui effettivo rilievo ostativo alla messa alla prova dovrà essere valutato, volta per volta, dal giudice, con l’ausilio degli uffici per l’esecuzione penale.

 

Cour européenne des droits de l’homme | European Court of Human Rights
# Affaire G.C. c. Italie (no. 73869/10)
Strasbourg 22 avril 2014

... Détenu à la prison de Bellizzi Irpino... La cour, à l'unanimité,  dit qu’il y a eu violation de l’article 3 de la Convention à raison du retard dans l’administration de soins adaptés à l’état de santé du requérant

 

Ornella Porchia, Barbara Randazzo (eds)
# Bollettino di informazione sulla giurisprudenza delle corti sovranazionali europee
www.cortecostituzionale.it/ Aprile 2014

 

Antonio Laronga
# Il valore probatorio del contegno non collaborativo dell’imputato nell’accertamento del fatto proprio
www.questionegiustizia.it/ 17 aprile 2014
1. Impostazione del problema: l’acquisizione probatoria fra garantismo e difesa sociale. 2. Il ruolo ambivalente dell’imputato nell’istruzione probatoria. 3. Il diritto di non collaborare dell’imputato quale “organo” di prova. 4. Segue: il diritto al silenzio nella giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell’uomo. 5. Segue: il mendacio dell’imputato sul fatto proprio. 6. La valutazione probatoria del contegno non collaborativo dell’imputato quale “organo” di prova. 7. Il diritto di non collaborare dell’imputato quale “oggetto” di prova. 8. La valutazione probatoria del contegno non collaborativo dell’imputato quale “oggetto” di prova.

 

Fabio Fiorentin
# La chance della "prova" per estinguere il reato
Il Sole 24 Ore, 14 aprile 2014
La nuova disciplina, che sarà operativa con l'entrata in vigore del Dd è ispirata all'analogo istituto previsto per i minorenni (articolo 28 del Dpr 448/88), stabilisce che la misura concessa su istanza dell'imputato in procedimenti per reati puniti con la sola pena edittale pecuniaria o con la pena detentiva non superiore nel massimo a quattro anni, sola, congiunta o alternativa alla pena pecuniaria, nonché per 1 delitti previsti dall'articolo 550, comma 2, del Codice di procedura penale k.

 

Daniela Chinnici
# La sospensione del processo e il rito degli irreperibili tra novità e ambiguità
Archivio Penale 2014, n. 3
1. La contumacia: una istituto dalla storia “difficile” – 2. Il cambio di passo: la soluzione adottata dal legislatore con la l. n. 67 del 2014 – 2.1. Le direttrici fondamentali – 2.2. La sospensione del rito nei confronti dell'irreperibile – 2.3. Modifiche in materia di impugnazioni e la nuova ipotesi di ricorso per cassazione per rescissione del giudicato – 2.4. Una lacuna colmata: il regime transitorio – 3. Riflessi negativi della contumacia in una riforma necessaria

 

Guido Todaro
# Custodia cautelare e presunzioni

Rocco Criscuolo
# Il giudicato e il giudicando cautelare
Sudi Urbinati, n. 65,1, Anno LXXXI - 2014 - Atti del convegno "Custodia cautelare e sovraffollamento carcerario", a cura di G. Illuminati e G. Todaro, 15 marzo 2014

 

Annarita De Rubeis, # Quali rimedi per riparare alla detenzione in condizioni disumane e degradanti? Le indicazioni della giurisprudenza europea ed i più recenti interventi normativi - www.archiviopenale.it/ n. 2, 2014
Marta Bertolino,
# Declinazioni attuali della pericolosità sociale: pene e misure di sicurezza a confronto - www.archiviopenale.it/ n. 2, 2014
Silvia Buzzelli,
# Il rompicapo penitenziario italiano nello spazio unico europeo - www.archiviopenale.it/ n. 2, 2014
Marcello Bortolato,
# Torreggiani e rimedi “preventivi”: il nuovo reclamo giurisdizionale - www.archiviopenale.it/ n. 2, 2014
Carlo Fiorio,
# Cronache dal terzo millennio: politiche legislative e libertà personale - www.archiviopenale.it/ n. 2, 2014
Nicola Selvaggi,
# La depenalizzazione e le altre politiche deflattive nelle più recenti iniziative di riforma (con particolare riferimento alle novità introdotte dalla l. 28 aprile 2014, n. 67) - www.archiviopenale.it/ n. 2, 2014

Valentina Alberta # Sovraffollamento e interventi per la piena e positiva attuazione della normativa attualmente  vigente, con particolare riferimento alle pene brevi - Archivio Penale 2014, n. 2

Mariangela Montagna, # Torreggiani e rimedi “compensativi”: prospettive de iure condendo - Archivio Penale 2014, n. 2

 

Giorgio Pino
# Costituzione, positivismo giuridico, democrazia. Analisi critica di tre pilastri della filosofia del diritto di Luigi Ferrajoli
Diritto e questioni pubbliche, 2014
1. Una filosofia dello Stato costituzionale, tra diritto e politica – 2. Sulla superiorità della costituzione – 2.1. Rigidità costituzionale, controllo di costituzionalità e gerarchie normative – 2.2. La normatività della costituzione (e dei diritti fondamentali) – 3. Ferrajoli giuspositivista, e innovatore del positivismo giuridico – 3.1. Validità formale, validità sostanziale, e la separazione tra diritto e morale – 3.2. Una chiosa sulla validità sostanziale – 4. Sulla teoria della democrazia di Luigi Ferrajoli – 4.1. Il concetto di democrazia messo a fuoco – 4.2. Questioni di metodo – 5. Sulla teoria dei diritti fondamentali – 5.1. E la nomodinamica? – 5.2. I titolari dei diritti fondamentali – 5.3. Una modesta (contro)proposta

 

Melissa Miedico
# Sospensione del processo e messa alla prova anche per i maggiorenni. Sulla proposta di legge n. 331-927-B, approvata in via definitiva dalla Camera il 2 aprile 2014
www.penalecontemporaneo.it/ 14 Aprile 2014
Una novità di grande rilievo contenuta nel provvedimento è costituita dalla disciplina del c.d. probation, da tempo previsto in ambito minorile, ma che diviene ora applicabile anche ai maggiorenni. La sospensione del processo con messa alla prova nei confronti dei minorenni è regolato come è noto dagli artt. 28 e 29 del d.P.R. 448/1988. L'istituto ha dato buona prova di sé in questi anni di applicazione, trattandosi di una vera alternativa al carcere dai contenuti fortemente rieducativi e adeguati alla personalità del minore autore di reato. Il beneficio è applicabile nei confronti di minori imputati di reati di qualsiasi gravità ed a prescindere da un'esplicita dichiarazione di responsabilità in merito al fatto commesso, pur trattandosi pacificamente di una misura anche fortemente afflittiva. L'esito positivo della prova comporta l'estinzione del reato.

 

Corte di Cassazione (Sezione Sesta Penale, Presidente F. Ippolito, Relatore G. Paoloni)
# Sentenza del 20 marzo 2014 - depositata 2 aprile 2014, n. 15152

Reviviscenza del previdente trattamento sanzionatorio più favorevole - Conseguenze. La Sesta Sezione della Corte di cassazione ha affermato che il principio dell’applicazione della disciplina più favorevole, determinatasi per effetto della sentenza della Corte costituzionale n. 32 del 2014 con riferimento al trattamento sanzionatorio relativo ai delitti previsti dall’art. 73 d.P.R. n. 309 del 1990 in relazione alle “droghe leggere”, ed il conseguente dovere di rideterminare la pena, opera necessariamente non solo quando il giudice di merito, applicando la più rigorosa normativa dichiarata incostituzionale, abbia individuato una pena base superiore al massimo previsto dalla previgente legge più favorevole, ma anche quando abbia ritenuto di attenersi ai minimi edittali in vigore prima della dichiarazione di incostituzionalità.

 

Camera dei Deputati

Deleghe al Governo in materia di pene detentive non carcerarie e di riforma del sistema sanzionatorio. Disposizioni in materia di sospensione del procedimento con messa alla prova e nei confronti degli irreperibili

Testo della proposta di legge n. 331-927-B, approvato dalla Camera il 2 aprile 2014


# Deleghe al Governo in materia di pene detentive non carcerarie (Resoconto stenografico)
www.camera.it/ 1 aprile 2014

Dossier del Servizio Studi  sull'A.S. n. 110 "Delega al Governo per la riforma del sistema sanzionatorio"

 

Policy Department C: Citizens' Rights and Constitutional Affairs - European Parliament | Alessandro Davoli, Rosa Raffaelli
# Background information for the LIBE delegation to Italy on the situation of prisons – 26-28 March 2014
www.europarl.europa.eu/studies (Manuscript completed in march 2014)
Prison overcrowding is not only the result of higher crime rates or improved effectiveness in investigating crimes and sanctioning perpetrators. The problem is also related to the excessive length of criminal proceedings and the subsequent pre-trial detention and, above all, it is related to the insufficient use of non-custodial measures.  It is important to underline that the fight against overcrowding in prisons is not only a matter of achieving better material conditions, but also of giving offenders good and human conditions respecting their dignity, with a view to achieving an effective rehabilitation, thus reducing the risk of recidivism with certain positive consequences in terms of increased social security.

 

Elisabetta Lamarque, Francesco Viganò
# Sulle ricadute interne della sentenza Scoppola. Ovvero: sul gioco di squadra tra Cassazione e Corte costituzionale nell'adeguamento del nostro ordinamento alle sentenze di Strasburgo (Nota a C. Cost. n. 210/2013)
www.penalecontemporaneo.it/ 31 Marzo 2014
Con questa sentenza, la Consulta riconosce in effetti: a) che il principio di diritto enunciato dalla Corte europea in riferimento a un singolo caso concreto vincola lo Stato parte della Convenzione a porre rimedio alla violazione anche in relazione a tutti gli altri casi in cui la violazione si è in concreto verificata; b) che il giudicato penale di condanna può e deve essere, anche in questi casi, modificato dal giudice dell’esecuzione, sì da assicurare l’adeguamento della pena ai principi statuiti a Strasburgo; e c) che il giudice dell’esecuzione ha il potere di sollevare questione di legittimità costituzionale ex art. 117, comma 1, Cost. sulla norma di legge italiana che eventualmente osti a tale adeguamento, in maniera non superabile in via di interpretazione conforme al diritto convenzionale.

 

Marco Scoletta
# Norme penali "convenzionalmente illegittime" e questioni incidentali di costituzionalità in sede esecutiva: il dogma del giudicato sul viale del tramonto
www.federalismi.it/ 28 marzo 2014
Il progressivo ma parziale scardinamento del dogma del giudicato, via via operato nell‟ottica limitata dell‟adeguamento ordinamentale alle contingenze dei vincoli convenzionali, fa emergere le inevitabili incoerenze di un‟opera di adattamento sistematico (dell‟ordinamento giuridico nazionale a quello della Cedu) attuata in via pretoria invece che attraverso una riforma legislativa complessiva e organica; soluzione, quest‟ultima, che anche se tardiva rimane la strada maestra che sarebbe auspicabile percorrere.

 

Elena Mattevi, Antonia Menghini
# Recenti orientamenti sul lavoro di pubblica utilità. Note a margine della # Ordinanza del Tribunale di Palermo in data 3 agosto 2013
www.penalecontemporaneo.it/ 28 Marzo 2014

 

Daniela Falcinelli
# Se punire, se abrogare: la riserva di legge penale "rafforzata" (dalla sentenza n.5/2014 della Corte Costituzionale)
www.federalismi.it/ 28 marzo 2014
La Corte costituzionale con la sentenza n. 5/2014 si è volutamente apprestata a precisare un principio costituzionale che il contesto internazionale in cui si cala e cui si connette l’ordinamento giuridico italiano rischia altrimenti di rendere sfumato, malleabile e quind’anche vulnerabile. Il riferimento corre in particolare alla “interferenza” che sul diritto penale nazionale produce il testo della Convenzione europea dei diritti dell’uomo e la correlata giurisprudenza della Corte EDU: la necessaria fusione degli orizzonti dei mondi (eterogenei) di civil law e di common law ha imposto a requisito minimo (e sufficiente) per la qualificazione di una disposizione come “legge”, ai sensi e per gli effetti della CEDU, quello della ragionevole conoscibilità della norma e della ragionevole prevedibilità dell’applicazione  che ne venga fatta...

 

Oliviero Mazza
# Una deludente proposta in tema di presunzione d’innocenza
Archivio Penale n. 3, 2014

... Se a livello teorico il reciproco riconoscimento postula l’armonizzazione, in pratica tale principio si presta a essere impiegato in modo altrettanto efficace come succedaneo dell’armonizzazione stessa, sterilizzando il problema delle diversità esistenti fra i singoli ordinamenti degli Stati membri. Lo spazio comune processuale penale si è così venuto a sviluppare in funzione del miglioramento della cooperazione giudiziaria in chiave repressiva e preventiva, o meglio nell’ottica dell’efficienza disgiunta dall’interesse per una legislazione garantista omogenea...

 

Giovanna Di Rosa

# Carceri, amnistia e trasferta del ministro della Giustizia Orlando a Strasburgo. Intervista a cura di Lorena D'Urso
www.radioradicale.it/ 25 marzo 2014

 

Luigi Ferrajoli (intervista realizzata da Giorgio Calderoni e Gianni Saporetti)
# Un diritto penale minimo
una città, n. 211 / 2014 marzo
Il ricorso al diritto penale, in particolare, dovrebbe giustificarsi solo come extrema ratio e i reati dovrebbero consistere solo nelle offese più gravi perché lesive di diritti o di interessi pubblici fondamentali. Solo così il diritto penale riacquisterebbe efficienza e capacità di garanzia sia degli accusati che delle parti offese. Circa trent’anni fa coniai, per designare questo modello di diritto penale, l’espressione "diritto penale minimo”, poi divenuta di uso comune: solo un diritto penale ridotto alle figure di reato più gravi -a quelli che Francesco Carrara chiamava i "delitti naturali” perché considerati tali anche dai non esperti di diritto- può restituire credibilità al diritto penale, facendone un strumento di tutela che non può essere disturbato né disturbare i cittadini per illeciti bagatellari che ingolfano inutilmente, fino a paralizzarla, la macchina giudiziaria.

 

Corte Suprema di Cassazione IV sezione penale
# Sent. 28 febbraio 2014 (dep. 24 marzo 2014), n. 13903, Pres. Zecca, Est. Dovere, Ric. Spampinato
La Corte ribadisce che il vigente comma 5 dell'art. 73 t.u., nel testo sostituito dal d.l. 146/2013 (nel frattempo converito in l. n. 10/2014), configura una fattispecie autonoma di reato, e non più (come in precedenza) una mera circostanza attenuante... Ribadisce, altresì, che tale norma deve considerarsi ancora vigente, nonostante l'intervento ablatorio compiuto sul testo dell'art. 73 dalla sent. n. 32/2014 della Corte costituzionale... Ribadisce, ancora, che la nuova norma - pur prevedendo un trattamento sanzionatorio indifferenziato per i fatti di lieve entità concernenti droghe 'pesanti' e 'leggere' - non può considerarsi irragionevole al metro dell'art. 3 Cost.

 

Francesco Viganò
# Droga: il governo corre ai ripari con un d.l. sulle tabelle, ma la frittata è fatta (e nuovi guai si profilano all'orizzonte...)
www.penalecontemporaneo.it/ 24 Marzo 2014

Decreto-legge 20 marzo 2014, n. 36
# Disposizioni urgenti in materia di disciplina degli stupefacenti e sostanze psicotrope, prevenzione, cura e riabilitazione dei relativi stati di tossicodipendenza, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309, nonché di impiego di medicinali meno onerosi da parte del Servizio sanitario nazionale.
(Gazzetta Ufficiale n. 67 del 21-3-2014) - Vigente al: 21-3-2014

 

Giovanni Cocco
# La difesa della punibilità quale elemento autonomo del reato
www.penalecontemporaneo.it/ 26 Marzo 2014
Le critiche alla punibilità. - 2. La affermazione come valore assoluto del principio nullum crimen sine poena. - 3. La difesa della punibilità quale elemento autonomo del reato. Cenni alla teoria della norma penale. - 4. La estraneità alla problematica del principio della certezza della pena. - 5. La (non) punibilità come strumento di tutela dei beni giuridici. - 6. Il mito del diritto penale minimo. - 7. Il ruolo della politica criminale. - 8. La proposta della rimessione al giudice della scelta di non punire. - 9. La preferibilità di tecniche di degradazione legislativa del reato. - 10. Conclusioni.

 

Vittorio Manes, Luisa Romano

# L’illegittimità costituzionale della legge c.d. “Fini-Giovanardi”: gli orizzonti attuali della democrazia penale. Nota a Corte cost., sent. 25 febbraio 2014, n. 32, Pres. Silvestri, Est. Cartabia
www.penaleontemporaneo/ 23 Marzo 2014

1. L'incostituzionalità per violazione dell'art. 77, secondo comma, Cost. e l'istanza di democrazia discorsiva. - 1.1. Il progressivo restraint sulla decretazione d'urgenza e sulla emendabilità in sede di conversione. - 1.2. La legge di conversione come "legge funzionalizzata": i criteri di controllo del necessario "nesso di omogeneità". - 1.3. Le ulteriori censure assorbite e quelle dichiarate inammissibili. - 2. Gli effetti immediati della sentenza: la reviviscenza della previgente disciplina. - 2.1. La caducazione della "fonte" impugnata e degli effetti abrogativi. - 2.2. L'obiter dictum sull'insistenza di obblighi di penalizzazione di fonte europea: prospettive in punto di "giustiziabilità" del c.d. inadempimento statale sopravvenuto. - 2.3. La "primavera silenziosa" delle sentenze con effetti in malam partem. - 3. Gli effetti mediati della sentenza: le vicende intertemporali. - 3.1. Il postulato di base: la delega delle questioni intertemporali al giudice a quo. - 3.2. Gli effetti sui procedimenti in corso. - 3.3. Gli effetti sui procedimenti passati in giudicato.

 

Vladimiro Zagrebelsky
# Anche Londra condanna le nostre carceri
La Stampa, 20 marzo 2014

Vladimiro Zagrebelsky, Carceri, Cedu e azione penale obbligatoria (Intervista a a cura di Lorena D'Urso), www.radioradicale.it 21 marzo 2014

 

Corte di Cassazione, sez. I Penale Presidente Giordano – Relatore Caiazzo
# Sentenza 27 giugno 2013 – 14 marzo 2014, n. 12286

www.dirittifondamentali.it
Perquisizione con denudamento in occasione del termine di tutti i colloqui con i familiari: illegittima, se non è motivata in maniera dettagliata, alla luce della pericolosità del detenuto

 

Andrea Pugiotto
# Repressione penale della tortura e Costituzione: anatomia di un reato che non c'è
Diritto Penale Contemporaneo, 2, 2014
In una Carta costituzionale che non conosce altri obblighi di criminalizzazione, il reato di tortura è il solo ad essere imposto e preteso. Eppure, nonostante quanto prescritto dall’art. 13, 4° comma, Cost. e dai relativi obblighi internazionali in materia, nel codice penale persiste l’assenza di un’apposita fattispecie repressiva. Che fondamento giuridico hanno le molteplici strategie argomentative adoperate a giustificazione di questo persistente vuoto di repressione penale? Quali, invece, sono le sue autentiche ragioni ordinamentali? E come mettere a valore il divieto internazionale di tortura già ora, nell’ambito del sindacato di costituzionalità delle leggi? L’indagine risponde a tali interrogativi, affrontando un  fenomeno – la tortura – irriducibile al principio di legalità eppure non estraneo al nostro ordinamento, come accertato in non isolati pronunciamenti giurisdizionali.

 

Matteo L. Mattheudakis
# Delitto di atti persecutori (stalking) e dolo, tra law in the books e law in action
www.nullapoenasinelege.com/ 14 marzo 2014
La struttura dell’art. 612-bis c.p., tra disvalore di condotta e di evento. – 2. Lo stalking come “fenomeno” doloso? – 3. Le prime indicazioni della dottrina penalistica e le (prevedibili) forzature della giurisprudenza sull’imputazione dolosa degli eventi tipici. – 4. Cenni ad una soluzione de iure condendo.

 

Jean-Marie Delarue - Contrôleur général des lieux de privation des libertés
# Rapport d’activité 2013 - Dossier de presse
# Lieux de privation de liberté en France en 2013: images
www.cglpl.fr/ Mardi 11 mars 2014

 

# Camille Bordenet, En prison, tout est fait pour empêcher les détenus de faire valoir leurs droits, Le Monde, 11.03.2014

# Adriano Sofri, Lettere: il detenuto che oggi "bisogna far tacere a tutti i costi" è il "procedurista", Il Foglio, 13 marzo 2014

 

Fabio Fiorentin
# Carceri, debutta il reclamo al giudice di sorveglianza
Il Sole 24 ore, 10 marzo 2014, p. 31
I detenuti e gli internati possono presentare un reclamo al magistrato di sorveglianza anche contro i provvedimenti disciplinari. Il reclamo può riguardare le condizioni di esercizio del potere disciplinare, la costituzione e la competenza dell’organo disciplinare, la contestazione degli addebiti e la facoltà di discolpa. Il reclamo deve essere presentato entro 10 giorni dalla comunicazione del provvedimento. Secondo il Dl 146/2013, il giudice verifica la legittimità del provvedimento ma, nei casi più gravi, esamina anche il merito del reclamo. Se il magistrato di sorveglianza accoglie la richiesta, annulla il provvedimento di irrogazione della sanzione disciplinare.

 

Fabio Fiorentin
# Esclusi dallo sconto di pena i condannati per il «4 bis»
Il Sole 24 Ore, 10 marzo 2014, p. 31
La versione definitiva del decreto carceri (Dl 146/2013, convertito nella legge 10/2014, in vigore dal 22 febbraio) contrae l’area di applicabilità della liberazione anticipata speciale, beneficio per cui la detrazione di pena concessa è di 75 giorni per ogni semestre di pena scontata, anziché di 45 giorni come prevede l’articolo 54 della legge 354/75...

# Testo del decreto-legge 23 dicembre 2013, n. 146, coordinato con la legge di conversione 21 febbraio 2014, n. 10

 

Giusi Sorrenti
# La densità delle carceri: dalle condanne della Corte EDU alla decisione della Corte costituzionale, fino al “seguito” legislativo interno
www.giurcost.org/ 6 marzo 2014
Nella giurisprudenza costituzionale la posizione del recluso acquista rilievo sotto una duplice angolazione prospettica: da una parte, come meritevole di protezione giuridica rispetto a tutti quei diritti non condizionati o indipendenti dalla situazione di carcerato, dall’altra, nella stessa sfera giuridica condizionata dallo status di detenuto e dalle necessità di esecuzione della pena, come punto di riferimento di garanzie minime non sopprimibili, se si vuole evitare che le pene degradino a «trattamenti contrari al senso di umanità».

 

Gabriele Civello
# Recidiva reiterata e limiti al bilanciamento ex art. 69 c.p.: due nuove conquiste nella battaglia contro “il divieto di prevalenza”
Archivio Penale n. 2, 2014
... Il vero punctum dolens, ancora non del tutto sopito, consiste nella controversa estensione del regime di bilanciamento anche alle circostanze indipendenti e ad effetto speciale, estensione che, forse, non si presenta del tutto ragionevole e condivisibile: se, infatti, il legislatore ritiene, in presenza di specifiche situazioni o circostanze, di approntare una cornice edittale radicalmente eterogenea (in melius o in peius), rispetto a quella prevista per il reato-base – e ciò ridisegnando una nuova cornice edittale o prevedendo un aumento frazionario maggiore di un terzo – una siffatta scelta legislativa dovrebbe essere preservata, essendo espressiva di valutazioni politico-criminali ontologicamente sottratte alla “prudenzialità” giurisdizionale.

 

Senato della Repubblica
# Introduzione del reato di tortura nel codice penale
Assemblea - 202ª seduta pubblica 5 marzo 2014
... Oltre alla norma costituzionale entrata in vigore il 1º gennaio 1948, ricordo come la Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali firmata a Roma il 4 novembre 1950 fin dall’articolo 3 prevedesse l’introduzione del delitto di tortura. Previsione confermata nel 1966 dal Patto internazionale di New York sui diritti civili e politici. Che ci fosse bisogno però di sollecitare la comunità internazionale a inserire questa previsione delittuosa nei vari ordinamenti e` dimostrato dalla Convenzione contro la tortura approvata dall’Assemblea generale dell’ONU il 10 dicembre del 1984 e ratificata con una legge italiana del 1988 [sen. Casson]

# Luigi Manconi, Federica Resta, Reato di tortura... scusate il ritardo, www.senatoripd.it/ 6 marzo 2014

 

Corte di Cassazione - Ufficio del Ruolo e del Massimario - Settore penale
# Prime riflessioni sulle possibili ricadute della sentenza n. 32/2014 della Corte costituzionale sul trattamento sanzionatorio in materia di sostanze stupefacenti.
(a cura di: Matilde Brancaccio, Giorgio Fidelbo, Raffaele Piccirillo, Roberta Zizanovich)
Rel. 20/2014 Roma, 5 marzo 2014

 

Camera dei deputati |
# Discussione della relazione della II Commissione (Giustizia) sulle tematiche oggetto del Messaggio del Presidente della Repubblica trasmesso alle Camere il 7 ottobre 2013
Assemblea - Seduta n. 182 di martedì 4 marzo 2014

 

Corte Costituzionale

# Sentenza n. 32/2014 - Deposito del 25/02/2014

www.cortecostituzionale.it/

Francesco Viganò
# Depositata la sentenza della Corte costituzionale sulla disciplina Fini-Giovanardi in materia di stupefacenti
www.penalecontemporaneo.it/ 26 febbraio 2014


# Quadro storico del testo dell'art. 73 del D.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309
www.penalecontemporaneo.it 26 febbraio 2014

 

Unione Camere Penali Italiane UCPI
# Incostituzionalità della legge Fini-Giovanardi:  se non si vuole il caos, urge un intervento legislativo.  L’indulto appare ancora più necessario
Roma, 25 febbraio 2014

 

Mauro Palma
# Carcere, la nostra cattiva coscienza sociale
il Manifesto, 27 febbraio 2014
La fisionomia del carcere italiano connotata come è dalla prevalente presenza di soggetti socialmente deboli, rende plasticamente l’immagine di un luogo che è diventato in molti casi strumento, inutile e dannoso, per affrontare contraddizioni che potrebbero essere invece preventivamente risolte con un maggiore intervento sociale. Un luogo che è interno alla crisi sociale e al taglio degli investimenti positivi nel territorio ed è frutto della funzione simbolico-pedagogica assegnata alla detenzione da parte di chi ha inteso affrontare con il continuo ampliamento del ricorso a essa i timori di una collettività ansiosa per il venir meno delle proprie reti protettive sociali.

 

Eleonora A. A. Dei Cas
# Dichiarazioni indizianti
Archivio Penale, n. 2, 2014
Se davvero la ratio dell’art. 63, co. 2, c.p.p. è quella di fronte avanzato di tutela delle incompatibilità a testimoniare, pare chiaro che la stessa non debba operare nei confronti di quei soggetti che incompatibili non sono. Quindi, qualora l’escusso sia sentito nell’ambito di un procedimento dal quale è totalmente estraneo, il dovere di collaborazione riemerge, essendo espressione del dovere di solidarietà sociale di cui all’art. 2 Cost., facendo sì che non possa sottrarsi all’obbligo di deporre, ferma la garanzia dell’art. 198, co. 2, c.p.p.

 

Gioacchino Romeo
# Poteri del giudice dell’esecuzione dinanzi a dichiarazione di incostituzionalità di norma penale 'non incriminatrice': metamorfosi di una questione rimessa alle Sezioni unite?
www.penalecontemporaneo.it/ 24 febbraio 2014
A distanza di oltre due anni dalla prima decisione sugli effetti in executivis della dichiarazione di illegittimità costituzionale dell’art. 61, comma primo, n. 11-bis, c.p., e a fronte di un indirizzo frattanto consolidatosi nel senso di consentire al giudice dell’esecuzione l’eliminazione di pena imputabile alla circostanza, la prima sezione penale della Corte di cassazione rimette alle Sezioni unite la questione più generale del potere di quel giudice di rideterminare la pena quando ciò discenda da sentenza che dichiara l’illegittimità costituzionale di una norma penale sostanziale diversa dalla norma incriminatrice, infrangendo in tal modo l’immutabilità del giudicato.

 

# Testo del decreto-legge 23 dicembre 2013, n. 146 (in Gazzetta Ufficiale - serie generale - n. 300 del 23 dicembre 2013), coordinato con la legge di conversione 21 febbraio 2014, n. 10 (in questa stessa Gazzetta Ufficiale alla pag. 14), recante: «Misure urgenti in tema di tutela dei diritti fondamentali dei detenuti e di riduzione controllata della popolazione carceraria.».
Vigente al 21 febbraio 2014

 

Massimo Donini
# Il dolo eventuale: fatto-illecito e colpevolezza. Un bilancio del dibattito più recente
www.penalecontemporaneo.it/ 21 Febbraio 2014

Questo territorio di confine del diritto positivo è oggi arroventato da scelte di politica criminale giudiziaria di marcata innovazione punitivista, anche favorite da indirizzi dottrinali di diversa valenza, che offrono occasione talora alla critica della possibilità di una distinzione processualmente affidabile degli stati soggettivi, e più spesso a nuovi impulsi orientati alla stessa delegittimazione del dolo eventuale, quale pertugio, divenuto smottamento, e poi frana, dove si sperimentano, attraverso concezioni “estensive” della volontà, forme di criptoanalogia in malam partem. Necessità di muovere da una concezione del diritto penale come scienza delle garanzie...

 

Ordine internazionale e diritti umani
# Osservatorio L’Italia e la CEDU n. 1/2014 (pp. 150-159)
http://www.rivistaoidu.net/

 

Giulio Ubertis, Francesco Viganò (eds) | Fabio Cassibba, Irene Gittardi, Francesco Mazzacuva, Matteo Montorsi
# Rassegna di sentenze e decisioni della Corte EDU rilevanti in materia penale sostanziale e processuale
www.penalecontemporaneo.it/ 20 Febbraio 2014
L'articolazione tra garanzie sostanziali e processuali viene riproposta dalla Corte europea, come noto, anche nelle ipotesi di uso della forza integrante le fattispecie di "tortura" e "trattamenti inumani e degradanti" (la cui distinzione, giova ricordarlo, è essenzialmente quantitativa), in particolare se imputabile ad agenti pubblici. Di conseguenza, violazioni dell'art. 3 Cedu sono riscontrate, rispettivamente, qualora il ricorso alla violenza da parte della pubblica autorità risulti sproporzionato ovvero non sia seguito da indagini imparziali, rapide ed effettive

 

European Court of Human Rights | Cour Européenne des Droits de l'Homme

# Affaire Contrada c. Italie (n° 2) - (# Trad. It.)
Strasbourg 11 février 2014
1. Déclare, à l’unanimité, la requête recevable quant au grief tiré de l’article 3 de la Convention et irrecevable pour le surplus ; 2. Dit, par six voix contre une, qu’il y a eu violation de l’article 3 de la Convention...

# Giulia Milizia, Caso Contrada: la CEDU condanna l’Italia per avergli negato i domiciliari, malgrado fosse gravemente malato, www.dirittoegiustizia.it/ 11 febbraio 2014

 

Corte di Cassazione - Sezione Prima Penale
# Sentenza n. 5728 udienza del 19 dicembre 2013 - depositata il 5 febbraio 2014

Presidente S. Chieffi, Relatore M. Vecchio
La Prima Sezione della Corte di cassazione ha affermato che, in base ai parametri elaborati dalla Corte EDU, per la determinazione dello spazio individuale minimo intramurario, pari o superiore a tre metri quadrati, da assicurare ad ogni detenuto, deve essere scomputata dalla superficie lorda della cella l’area occupata dagli arredi.

 

Carlo Fiorio
# Diritto penitenziario e giurisprudenza di Strasburgo
www.processopenaleegiustizia.it/ n. 4, 2014

Resta però l’icona, il simbolo delle scelte carcerocentriche: l’art. 4-bis ord. penit. Nonostante siano trascorsi più di venti anni dalla sua introduzione nel tessuto normativo, la norma continua a precludere le potenzialità trattamentali insite nella legge penitenziaria... È giunto il momento, insomma, che la politica abbandoni l’ipocrisia bipartisan che da troppo tempo caratterizza l’approccio al carcere e affronti con serenità l’idea che «doppio binario» e «pena» sono entità diverse e che non può negarsi il diritto alla rieducazione in nome di “verità” che il sistema ha il dovere di acquisire senza “ricatto”.

 

Francesco Viganò

# L’adeguamento del sistema penale italiano al “diritto europeo” tra giurisdizione ordinaria e costituzionale. Piccolo vademecum per giudici e avvocati penalisti
www.penalecontemporaneo.it/
14 Febbraio 2014

1. Una premessa metodologica. - 2. Istruzioni per l'uso: una 'checklist' per il giudice. - 3. Un'operazione preliminare: l'interpretazione della norma europea. - 4. Prima verifica: la norma europea è direttamente applicabile? A) Le norme della CEDU e dei protocolli addizionali. - 5. (Segue): B) le norme dell'Unione europea. - 6. Seconda verifica: la norma interna è suscettibile di interpretazione conforme? - 7. Il ruolo di ultima istanza della Corte costituzionale. - 8. Un dubbio, e un auspicio conclusivo.

 

Davide Galliani

# Il diritto di sperare. La pena dell’ergastolo dinanzi alla Corte di Strasburgo
Costituzionalismo.it | Fascicolo 3 2013 | 19 febbraio 2014

L’articolo approfondisce la sentenza Vinter e altri v. Regno Unito della Corte di Strasburgo del 9 luglio 2013 con la

quale i giudici hanno dichiarato, sedici voti contro uno, che  la  pena  dell’ergastolo  –  senza  fissazione  di  un  periodo  di  tempo  dopo  il  quale  è possibile chiederne il riesame, rimanendo al detenuto unicamente la possibilità di ottenere 

la scarcerazione anticipata da parte del Ministro – viola l’art. 3 della CEDU, ai sensi del quale nessuno può  essere  sottoposto alla  tortura e a pene o trattamenti inumani o degradanti.

 

Consiglio d'Europa
# Raccomandazione CM/REC/(2014)3 del Comitato dei Ministri agli Stati membri relativa ai detenuti pericolosi (con una nota di Ernesto U. Savona) - 19 febbraio 2014
Rasegna Penitenziaria e Criminologica, n. 3, 2013

 

# Trib. Avellino, sent. 11 febbraio 2014 n. 23, GUP Riccardi
(Sull'individuazione della versione più favorevole all'imputato dell'art. 73 co. 5 t.u. stup.)

 

Gian Domenico Caiazza
# Le misure di prevenzione
http://www.radioradicale.it/ 8 febbraio 2014 [audio]

 

Ufficio Sorveglianza Venezia | Il Magistrato di Sorveglianza dr. Giovanni Maria Pavarin
# Ordinanza 6 febbraio 2014 (N. 2013/7233 SIUS)
«... Dispone che XXXXXXXXXX sia allocato, nell’attualità ma anche nel prosieguo della detenzione, presso una stanza di pernottamento avente una superficie calpestabile media pro- capite non inferiore a 3 m²»

 

Fabio Massimo Gallo
# Sovraffollamento carceri: cause, effetti e possibili rimedi
www.specchioeconomico.com/ Febbraio 2014
Il decreto legge svuota-carceri ha i caratteri di un provvedimento clemenziale atipico, destinato ad aggravare in modo significativo il lavoro dei magistrati di sorveglianza e del personale e che sortirà l'effetto di porre in libertà al massimo 7 mila persone su 20 mila eccedenti... Sia pure con la consapevolezza di battere in breccia per l'ennesima volta il principio di effettività della pena, con conseguente insoddisfazione di gran parte della cittadinanza e senso di frustrazione per forze dell'ordine e magistratura, un provvedimento generalizzato di clemenza, indulto o amnistia, o entrambi secondo la scelta del Legislatore, appare attualmente da prendere seriamente in considerazione come l'unica risposta possibile, in tempi rapidi, a una situazione che ci scredita agli occhi del mondo e stride con la nostra coscienza di Paese civile. Tra l'indulto che estingue la pena, e l'amnistia che estingue il reato, dovendosi ricorrere ancora una volta a una soluzione emergenziale, appare più costruttivo il ricorso all'amnistia..

 

Fondazione ICSA
# “Sospensione condizionale della pena" come soluzione strutturale al problema del sovraffollamento delle carceri italiane. Responsabilizzazione del detenuto beneficiario e non “regalo” a costo zero
www.fondazioneicsa.it/ 5 febbraio 2014

 

Cour Européenne des Droits de l'Homme - European Court of Human Rights

# Annual Report 2013 (Provisional Version)

# Analysis of statistics 2013

# Dean Spielmann - Press conference

www.echr.coe.int/ 30 January 2014
I
n 2013 65,900 applications were allocated to a judicial formation, an overall increase of 2% compared with 2012 (64,900). 45,750 of these were identified as Single-Judge cases likely to be declared inadmissible (a decrease of 7% in relation to 2012). 20,150 were identified as probable Chamber or Committee cases (an increase of 27%)... Italy: Total applications 14 379

 

ACLU American Civil Liberties Union

# Prison Rape Elimination Act (PREA) Toolkit: End the Abuse - Protecting LGBTI Prisoners from Sexual Assault

www.hivlawandpolicy.org/1/28/2014

Reports of harassment, assault and prolonged isolation of LGBTI individuals in custody are staggering. LGBTI individuals are often placed against their will in highly isolating and restrictive settings that not only fail to keep them safe, particularly from staff-perpetrated sexual abuse, but that also damage their health and reduce their chances of early release because of significant limitations imposed on educational, program and work opportunities in these settings. Transgender and intersex individuals are often assigned to placements based solely on an examination of their genital characteristics without accounting for the particular safety needs of each individual

 

Glauco Giostra
# Sentenza Torreggiani della CEDU: uno sconto di pena ai detenuti. Intervista a cura di L. D'Urso
www.radioradicale.it/ 30 gennaio 2014 [audio]

 

Glauco Giostra
# Sovraffollamento, al detenuto uno sconto di pena
il Sole 24ore, 21 gennaio 2014

Si potrebbe allora pensare di offrire al detenuto che ha subito un trattamento inumano, in alternativa al ristoro economico, una forma di riparazione che consista in una congrua riduzione della pena detentiva eventualmente ancora da scontare: all'ingiusta afflittività aggiuntiva di una pena espiata in condizioni degradanti dovrebbe compensativamente corrispondere una diminuzione di afflittività in termini di minor durata della pena espianda... (sentenza Ananyev contro Russia)

 

Mauro Palma
# Risposta alla Polizia penitenziaria
www.poliziapenitenziaria.it/ 30 gennaio 2014

 

Corte Suprema di Cassazione - Sezione I Penale
# Sentenza n. 279 / 2014
Udienza del 28 gennaio 2014
Principio di diritto: “Nel deliberare in ordine al riconoscimento della continuazione, il giudice deve verificare che i reati siano frutto della medesima, preventiva, risoluzione criminosa, tenendo conto se il condannato, in concomitanza della relativa commissione, era tossicodipendente, se il suddetto stato aveva influito sulla commissione delle condotte criminose“.

 

Glauco Giostra
# Inaugurazione dell'anno giudiziario 2014: l'Intervento del Prof. Giostra alla cerimonia di inaugurazione di Ancona
www.penalecontemporaneo.it/ 25 gennaio 2014
Non abbiamo bisogno di savonarola in toga, né di burocratici travet della giustizia, abbiamo bisogno di magistrati che assolvano il loro ufficio, concedetemi l'ossimoro, con umile orgoglio: l'orgoglio di esercitare la più alta funzione sociale, quella di giudicare; l'umiltà di sentirsi comunque - in quanto uomini - inadeguati al compito. Abbiamo bisogno di magistrati che svolgano il loro delicato compito nec spe, nec metu... So bene che ci sono tantissimi magistrati così, ma so anche che non sono abbastanza. Se lo fossero, si realizzerebbe la condizione, temo non sufficiente, certo necessaria, affinché la giustizia torni ad essere il rassicurante, vitale, silenzioso respiro della democrazia".

 

Giovanni Canzio
# Relazione sull’amministrazione della giustizia nel Distretto della Corte di Appello di Milano
www.corteappellomilano.it/ Assemblea Generale – Milano, 25 gennaio 2014

Si segnala poi la permanente, grave situazione di sovraffollamento degli Istituti di pena che accomuna la quasi totalità delle 13 Case Circondariali di competenza della struttura giudiziale in esame. Emerge costantemente l'allarme collegato alla densità della popolazione carceraria, che ormai ha raggiunto valori identici a quelli anteriore all'entrata in vigore del provvedimento di clemenza di cui alla l. n. 241/2006.

 

Giovanni Viganò # La relazione del Presidente Canzio... 27 gennaio 2014

 

Giuliano Lucentini
# Relazione sull’amministrazione della giustizia nel Distretto dell'Emilia Romagna per l'anno 2013

Bologna, 25 gennaio 2014

Come riferisce il Presidente del Tribunale di sorveglianza di Bologna, le condizioni in cui attualmente versa il sistema penitenziario italiano, vera e propria  emergenza nazionale, sono drammaticamente evidenziate dai flussi della popolazione detenuta, la  cui consistenza numerica non accenna a diminuire apprezzabilmente, e dal numero, in costante  ascesa, dei suicidi e dei tentati suicidi avvenuti tra le mura delle carceri

 

Marcello Maddalena - Procura Generale presso la Corte d'Appello di Torino

# Inaugurazione dell'anno giudiziario 2014 [intervento orale]

www.distretto.torino.giustizia.it/ 25 gennaio 2014

E se poi, alla fine, un indulto lo si dovrà pur fare, perché, nonostante che sia sconsigliato dalla stessa Commissione europea, si ritiene che sia l’unico modo per corrispondere in maniera adeguata ad un obbligo derivante dall’Europa (e questo perché le  sentenze delle Corte europee debbono essere non solo rispettate ma anche eseguite e sicuramente vale anche in questo caso il superiore principio per cui pacta sunt servanda) lo  si faccia. Ma non si dica che ciò non comporta danni o pericoli per l’ordine pubblico, la  sicurezza dei cittadini e la credibilità delle istituzioni. Si abbia il coraggio della verità e della  assunzione di responsabilità: e quindi si dica che lo si fa perché non si può comunque infliggere a nessun detenuto un trattamento ritenuto (giustamente) dalla CEDU inumano o  degradante, anche se ciò comporterà gli effetti di cui sopra.

 

Vincenzo Oliveri
# Relazione sull’amministrazione della giustizia nel Distretto della Corte di Appello di Palermo
www.giustizia.palermo.it/ Assemblea Generale – 25 Gennaio 2014

 

Corte Suprema di Cassazione - Giorgio Santacroce
# Relazione sull'amministrazione della giustizia nell'anno 2013
Roma, 24 gennaio 2014

… adozione di un rimedio straordinario che consenta di ridurre con immediatezza il numero dei detenuti: per ottenere questo risultato non c’è altra via che l’indulto. Un tale atto di clemenza produrrebbe l’immediata scarcerazione dei condannati a pene brevi e dei detenuti che sono comunque prossimi alla liberazione per aver già scontato una parte spesso rilevante della pena. E questo è proprio l’obiettivo che si deve raggiungere senza ulteriori indugi, per evitare che la pena si trasformi in un trattamento inumano e degradante dei detenuti e accumulare per ciò stesso nuove condanne dall’Europa. Grazie all’indulto non si libera chi merita di essere liberato, ma si scarcera hic et nunc chi non merita di stare in carcere ed essere trattato in modo inumano, reagendo temporaneamente ed efficacemente al problema del sovraffollamento.

 

Gianfranco Ciani # Intervento 24 gennaio 2014

Michele Vietti # Intervento 24 gennaio 2014

Annamaria Cancellieri # Intervento 24 gennaio 2014

 

Piero Messini D'Agostini
# Il trattamento sanzionatorio ed il sistema delle aggravanti
http://www.questionegiustizia.it/ 24 gennaio 2014
Il computo della pena è di solito argomento negletto ma, invece, è lo snodo dell'applicazione dei principi costituzionali di legalità e finalismo rieducativo...

 

CSM Consiglio Superiore della Magistratura

# Parere reso ai sensi dell'art. 10 della legge 24 marzo 1958, n. 195, sul testo del decreto legge riguardante le misure urgenti in tema di tutela dei diritti fondamentali dei detenuti e di riduzione controllata della popolazione carceraria.
www.csm.it/ Delibera consiliare del 23 gennaio 2014

 

Camera dei Deputati - XVII Legislatura
# L’istituto della “liberazione anticipata” ed altre forme di riduzione della pena detentiva nei principali paesi europei e negli USA
http://documenti.camera.it/ Appunto 1/201, 21 gennaio 2014

 

ANM Associazione Nazionale Magistrati
# Parere sul decreto legge 23 dicembre 2013 n. 146 - Audizione Camera dei Deputati - Commissione Giustizia
www.associazionemagistrati.it/ 9 Gennaio 2014
Si è dunque posta l’esigenza - che la magistratura associata non può che condividere - di imprimere una decisa accelerazione al processo di riforma di quei settori dell’ordinamento penale e penitenziario che adeguano alle previsioni costituzionali le condizioni della detenzione,  offrendo, inoltre, le più promettenti potenzialità deflative. Tale esigenza è stata con forza e autorevolmente sostenuta dal Capo dello Stato, che, con il suo messaggio alle Camere dell’8 ottobre, ha indicato, fra l’altro, la necessità di introdurre quegli strumenti normativi che possano porre rimedio, in tempi ragionevolmente brevi e in maniera strutturale, all’attuale situazione patologica...

 

Camera dei Deputati - II commissione permanente (Giustizia)
# Esame DL 146/13: Misure urgenti in tema di tutela dei diritti fondamentali dei detenuti e di riduzione controllata della popolazione carceraria.
www.camera.it/ Martedì 7 gennaio 2014
In particolare, con la sentenza emessa in data 8 gennaio 2013 (causa Torreggiani e altri c. Italia), la Corte ha ribadito che l’articolo 3 pone a carico delle autorità statali un obbligo positivo che consiste nell’assicurare che le condizioni di detenzione siano compatibili con il rispetto della dignità umana, che le modalità di esecuzione della misura non sottopongano l’interessato ad uno stato di sconforto né ad una prova d’intensità che ecceda l’inevitabile livello di sofferenza insita nella detenzione e che, tenuto conto delle esigenze pratiche della reclusione, la salute e il benessere del detenuto siano assicurati adeguatamente.

 

Antonio Corbo, Luca Pistorelli | Ufficio del Massimario della Corte Suprema di Cassazione
# Relazione dell'Ufficio del Massimario della Corte Suprema di cassazione (n. III/01/14) sul d.l. 23 dicembre 2013, n. 146 («Misure urgenti in tema di tutela dei diritti fondamentali dei detenuti e di riduzione controllata della popolazione carceraria»)
www.cortedicassazione.it/ 7 Gennaio 2014
1. Le modifiche alla disciplina degli stupefacenti ed il delitto di condotte illecite in tema di sostanze stupefacenti o psicotrope di lieve entità. – 2. Le modifiche in tema di modalità di controllo degli arresti domiciliari, misure alternative alla detenzione, liberazione anticipata ed espulsione. – 3. Le modifiche in tema di tutela dei diritti dei detenuti e di procedimento di sorveglianza.

 

Corte Suprema di Cassazione | Ufficio del Massimario
# Rassegna della Giurisprudenza di Legittimità. Gli orientamenti delle Sezioni Penali - Anno 2013
Roma – Gennaio 2014

 

Servizio Studi - Dipartimento giustizia | Camera dei Deputati
# Misure urgenti in tema di tutela dei diritti fondamentali dei detenuti e di riduzione controllata della popolazione carceraria - D.L. 146 - A.C. 1921 - schede di lettura
07/01/2014

 

Luigi Manconi
# Il paradosso crudele del carcere
La Repubblica, 9 gennaio 2014
Quel carcere che si vorrebbe strumento di legalità, macina anche il suo contrario: palesi ingiustizie, violazioni di diritti fondamentali, e talvolta veri e propri crimini, per azione o per omissione. È questo che ci spinge a non considerare concluso il processo di civilizzazione delle pene, che ci obbliga a pensare come sia possibile liberarsi dalla necessità del carcere, che ci esorta a progettare sanzioni diverse da quella rappresentata dalla privazione della libertà, e diverse modalità di mediazione dei conflitti.

 

Unione Camere Penali Italiane U.C.P.I.
# Il sentiero delle riforme possibili
www.camerepenali.it/ Roma, 8 gennaio 2014
Ciò che occorre in primo luogo è legare la valutazione delle esigenze cautelari a requisiti di attualità e concretezza, dunque impedire una valutazione ancorata alla sola gravità del reato che si traduce, nella pratica, nella irrogazione della misura in funzione di difesa sociale e dunque in una incostituzionale anticipazione della pena...

 

Guglielmo Leo
# Automatismi sanzionatori e principi costituzionali | Voce per "Il libro dell'anno Treccani 2014"
www.penalecontemporaneo.it/ 7 Gennaio 2014
1. La ricognizione. - 2. La focalizzazione. - 2.1. Automatismi e preclusioni nella disciplina della recidiva. - 2.2. La questione delle pene «fisse» e delle previsioni edittali di ampiezza inadeguata. - 3. I profili problematici. - 3.1. Il sistema delle pene accessorie. - 3.2. Le misure di sicurezza.

 

Cassazione Penale (Presidente Arturo Cortese)
# Sentenza n. 2285 del 20/1/2014
MASSIMA: La regola della scindibilità del provvedimento di unificazione di pene concorrenti deve trovare applicazione anche in presenza di un provvedimento di cumulo materiale, anziché giuridico, di più titoli di condanna, comportante una pena detentiva complessiva da espiare superiore a quatto anni, che sia comprensiva anche di reati inclusi nell'elenco dell'art. 4-bis, L. n. 354 del 1975, agli effetti di verificare la sussistenza dei presupposti di ammissibilità del condannato, che abbia già scontato la parte di pena relativa ai delitti ostativi, alla misura alternativa dell'affidamento terapeutico di cui all'art. 94, D.P.R. n. 309 del 1990 (T.U. Stupefacenti).

 


 

Fabio Fiorentin

# Il reclamo giurisdizionale per la tutela dei diritti delle persone detenute e internate

Rassegna penitenziaria e criminologica, n. 3, 2013

 

Daniela Ranalli
# Recenti interventi giurisprudenziali in tema di diritti dei detenuti
Rassegna penitenziaria e criminologica, n. 3, 2013

Corte eur. dir. uomo, Marro e altri c. Italia, decisione dell’8 aprile 2014, n. 29100/07; Bellomonte c. Italia, decisione del 1° aprile 2014, n. 28298/10; G.C. c. Italia, sentenza del 22 aprile 2014, n. 73869/10

 

Marcello Bortolato
# Riduzione controllata della popolazione carceraria e tutela dei diritti
Questione Giustizia, 27 dicembre 2013
L’anno che sta per finire si era aperto con il severo richiamo della CEDU che ha ndividuato nel sovraffollamento e nel degrado delle carceri italiane una delle più significative ipotesi di violazione da parte dell’Italia della Convenzione europea dei diritti dell’Uomo (la sentenza Torreggiani dell’8 gennaio). Il decreto legge n. 78 del 1° luglio 2013, convertito nella legge 9 agosto 2013 n. 94, ha poi, in parte, corretto i paradossi della legge cd ‘ex Cirielli’ ma ha costituito, anche per le sensibili ‘retromarce’ in sede di conversione, una riforma a metà e dunque una timida parziale risposta all’Europa

 

Elena Malfatti
# “Oltre le apparenze”: Corte costituzionale e Corte di Strasburgo “sintoniche” sull’(in)effettività dei diritti dei detenuti in carcere
www.forumcostituzionale.it/ 16 dicembre 2013
Senza garanzie di effettività della tutela, potremmo dire leggendo in tralice la giurisprudenza costituzionale dell’ultimo periodo, tutta la costruzione ordinamentale italiana dei diritti nella realtà carceraria rischierebbe di ridursi a un guscio vuoto...

 

Antonio Ruggeri
# Ancora una decisione d’incostituzionalità accertata ma non dichiarata (nota minima a Corte cost. n. 279 del 2013, in tema di sovraffollamento carcerario)
www.giurcost.org/ 2013
Una limpida testimonianza di fecondo “dialogo” tra Corte EDU e Corte costituzionale appare essere la pronunzia cui si dirigono queste notazioni. Nessuna divergenza sostanziale di punti di vista è dato registrare tra i due giudici, a riprova del fatto che Convenzione e Costituzione possono andare a braccetto e di pari passo offrire tutela ad alcuni tra i più pressanti bisogni elementari degli esseri umani (qui, soggetti particolarmente esposti, quali appunto sono i detenuti).

 

Fabio Fiorentin
# Regime penitenziario speciale del 41 bis e tutela dei diritti fondamentali
Rassegna penitenziaria e criminologica, n. 2, 2013
I diritti fondamentali riconosciuti dall’ordinamento costituzionale possono essere limitati legittimamente a fronte della salvaguardia delle esigenze preventive di massima rilevanza sottese al regime detentivo differenziato disciplinato dall’art. 41-bis, della legge di ordinamento penitenziario (legge 26 luglio 1975, n. 354). Tuttavia, tale regime non può risolversi in una compressione delle facoltà inerenti ad un diritto fondamentale eccedente la misura minima necessaria al soddisfacimento delle esigenze di sicurezza, e non può comportare la pratica vanificazione del diritto inciso.

 

Laura Cesaris
# Diritti dei detenuti e garanzie costituzionali
Rassegna penitenziaria e criminologica, n. 2, 2013
Alla base del “reclamo giurisdizionale” sta la necessità di garantire piena ed efficace attuazione delle decisioni assunte dal magistrato di sorveglianza in tema di tutela di posizioni soggettive. in particolare – come è noto – il problema ha assunto maggiore rilevanza, nonché visibilità anche all’esterno delle mura carcerarie, in relazione alla situazione di sovraffollamento e di conseguente lesione di diritti minimi dei soggetti reclusi, cui l’intervento del magistrato di sorveglianza ex artt. 35 e 69 ord. penit. non sempre riusciva a porre rimedio, per inerzia o per mancata ottemperanza.

 

Marco Ruotolo
# Quale tutela per il diritto a un' esecuzione della pena non disumana? Un'occasione mancata o forse soltanto rinviata (osservazione a Corte cost., 22 novembre 2013 n. 279)
http://dirittopenitenziarioecostituzione.it/ 2013
Cosa accade, però, se, proprio a causa del sovraffollamento, i predetti « rimedi » non sono sufficienti o meglio risultano, nei fatti, impraticabili? Non è forse, comunque, necessaria una « norma di chiusura », un rimedio « estremo », che permetta in tali casi una fuoriuscita del detenuto dal circuito carcerario? La Corte si pone questa domanda e ritiene che sussista in effetti il vulnus denunciato dai rimettenti. Solo che, anche qui, non può che rilevarsi l'esistenza di una pluralità di soluzioni normative, di rimedi « preventivi » diversi da quello postulato mediante l'intervento additivo sull'art. 147 cod. pen.8, quali « ad esempio, quelli modellati sulle misure previste dagli artt. 47 e seguenti dell'ordinamento penitenziario».

 

Laura Uccello Barretta
# Il sovraffollamento carcerario tra protezione dei diritti fondamentali e discrezionalità legislativa (nota a Corte cost. n. 279/2013)
www.rivistaaic.it/ Associazione Italiana dei Costituzionalisti, Marzo 2014

... Netta prevalenza nel dibattito pubblico delle esigenze di tutela della collettività su quelle di protezione dei diritti fondamentali dei detenuti, con conseguente allontanamento dal c.d. “modello penitenziario europeo” imperniato sul principio della funzione rieducativa della pena. Così facendo, lo Stato (in contrasto con la propria natura di Stato di diritto) ha posto in secondo piano il proprio compito inderogabile di assumere “nei confronti di chi fa ingresso in carcere [...] una posizione di garanzia” dei diritti fondamentali.

 

Costanza Nardocci
# Il principio rieducativo della pena e la dignità del detenuto: prime risposte tra Corte Costituzionale e Corte Europea dei Diritti dell'Uomo. Riflessioni a margine di Corte Cost. n. 279 del 2013
www.associazionedeicostituzionalisti.it/ 21 marzo 2014
Accanto alla dimensione europea del problema, il tema della discussa compatibilità delle modalità di espiazione della pena detentiva con la tutela della dignità del detenuto e con il principio rieducativo, proclamato ai sensi dell’art. 27, comma terzo, Cost., può essere guardato anche dalla prospettiva della correlazione esistente tra la crisi che sta attraversando lo Stato sociale e il finalismo rieducativo «essendo storicamente constatabile un tendenziale regresso tanto dell’idea che della prassi della rieducazione, tutte le volte in cui lo Stato assistenziale entri o minacci di entrare in crisi».

 

Marie Crétenot
# From national practices to European guidelines: interesting initiatives in prisons management
European Prison Observatory. Detention conditions in the European Union, december 2013
The European Prison Observatory (EPO) was launched in Rome in February 2013 and operates in 8 countries (France, Great Britain, Greece, Italy, Latvia, Poland, Portugal, Spain). Through quantitative and qualitative analysis, the EPO monitors and analyses the present conditions of the different national prison systems and the related systems of alternatives to detention in Europe, comparing these conditions to the international norms and standards relevant for the protections of inmates’ fundamental rights, particularly the European Prison Rules (EPR) of the Council of Europe

 

Commissione Palazzo
# Schema per la redazione di principi e criteri direttivi di delega legislativa in materia di riforma del sistema sanzionatorio  penale
Ministero della Giustizia - Dicembre 2013
Lo schema propone la revisione del sistema sanzionatorio vigente sotto il profilo dell’arricchimento della tipologia sanzionatoria mediante la previsione di nuove specie di pene diverse da quella detentiva carceraria. Lo schema si presenta già dotato di una sua autonomia che lo rende suscettibile di un’immediata utilizzazione in vista della formulazione di una legge di delegazione.

 

Nazioni Unite (con nota di Elisabetta Barzanò)
# Regole relative al trattamento delle donne detenute e alle misure non detentive per le donne autrici di reato. Regole di Bangkok | Bangkok Rules
Rassegna penitenziaria e criminologica, n. 2, 2013

Le regole di Bangkok si appoggiano sul presupposto che molte detenute hanno alle spalle situazioni di marginalizzazione sociale, abuso di sostanze stupefacenti ed alcol, problemi di salute mentale che possono venir ulteriormente esacerbati durante la permanenza in carcere. Uno degli aspetti su cui le regole di Bangkok mettono più l’accento è l’incidenza dei casi di abuso sessuale e di violenza nel passato di molte detenute. Grande attenzione viene dedicata alla necessità di evitare il ripetersi di questo tipo di traumi, introducendo protocolli adeguati nelle relazioni tra le detenute e lo staff, soprattutto maschile. le regole di Bangkok dedicano molto spazio alle specifiche necessità delle donne in materia di salute non solo ginecologica ma anche preventiva, psicologica, psichiatrica, etc.

 

Rocco Cangelosi
# Carceri, il messaggio di Napolitano attende risposta
l'Unità, 30 dicembre 2013

I diritti riconosciuti ai detenuti dalla normativa internazionale sono innanzi tutto quelli proclamati come  universali e che rappresentano una proiezione della dignità umana e dei diritti riconosciuti alla persona. Basti ricordare al riguardo le «Minimum standard rules for the treatment of prisoners» adottate nel 1955 dal primo congresso delle Nazioni Unite sulla prevenzione del crimine e il trattamento dei criminali, le «European standard rules e le European prisoner rules» adottate dal Consiglio di Europa, la Convenzione europea per la prevenzione dei trattamenti disumani e degradanti, o ancora la Convenzione dei diritti dell’uomo, sulla base della quale la Corte europea dei diritti dell’uomo si è dichiarata competente in materia, in virtù di una serie di norme che tutelano i diritti degli individui «uti persona» che possono essere violati nel corso della detenzione in carcere

 

Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana Anno 154° - Numero 300 - 23 dicembre 2013

# DECRETO-LEGGE 23 dicembre 2013, n. 146 - Misure urgenti in tema di tutela dei diritti fondamentali dei detenuti e di riduzione controllata della popolazione carceraria

Roma - Lunedì, 23 dicembre 2013

 

# Garanti territoriali: bene il Garante nazionale, ma mai dipendente dall'esecutivo
24 dicembre 2013

 

Jon Henley
# Why is the European court of human rights hated by the UK right? Court designed to protect the vulnerable is respected in Europe but despised by many Tories and UK newspapers
www.theguardian.com/ 22 December 2013
The court – not the same as the Luxembourg-based European court of justice, which rules on the application of European Union law – sits in the eastern French (and, historically, occasionally German) city of Strasbourg, in a striking building by the British architect Richard Rogers. It is open to a startling 800 million people, from Portugal to Siberia, all of whom can apply here if they feel their rights have been violated; equally startlingly, about 70,000 a year do. So it is not, as one senior judge observes, your average court: "Other courts deal with demands in justice – guilty or not guilty. This one deals with demands for justice. Its job is to signal a dysfunction in the rule of law."

 

Fondazione Giovanni Michelucci | Garante regionale delle persone sottoposte a misure restrittive
della libertà personale della Toscana
# Il carcere al tempo della crisi
Consiglio regionale della Toscana - Firenze, dicembre 2013
Alessandro Margara: Punti interrogativi | Franco Corleone: Si sa tutto, non si fa nulla | Mauro Palma: La tutela dei diritti fondamentali in carcere | Jonathan Simon: I diritti fondamentali e lo Stato penale: le Corti possono fermare la carcerazione di massa? | Richard Garside: Strategie per fermare la crescita della popolazione detenuta nel Regno Unito | Iñaki Rivera Beiras, Monica Aranda Ocaña: Il carcere in Spagna al tempo della crisi | Nils Christie: La riparazione dopo le atrocità. È possibile? | Marella Santangelo: L’architettura del carcere. Tendenze attuali e stato dell’arte | Massimo Pavarini: Dalla Repubblica della decarcerizzazione alla distribuzione selettiva della sicurezza | Melissa Costagli: Gli Standard del CPT e la detenzione in Toscana | Saverio Migliori, Alessio Scandurra: I numeri della detenzione in Italia e in Toscana | Commissione ministeriale per le questioni penitenziarie: Relazione al Ministro di Giustizia sugli interventi in atto e gli interventi da programmare | Comitato Nazionale di Bioetica: La salute dentro le mura | Messaggio alle Camere del Presidente della Repubblica sulla questione carceraria

 

Francesco Viganò
# Retroattività della legge penale più favorevole. Voce per "Il libro dell'anno Treccani 2014"
www.penalecontemporaneo.it/ 20 Dicembre 2013
Due recenti sentenze della Corte costituzionale (le n. 230/2012 e 210/210) ripropongono il tema della retroattività della legge penale più favorevole. Nel presente contributo si analizzano le due pronunce, e si tenta quindi di fornire un quadro di insieme su fondamento ed estensione del principio tra fonti interne e sovranazionali, per poi fare il punto sull’attuale impatto del principio sulla stabilità dei giudicati di condanna, anche in riferimento alla possibilità di estendere il principio in questione all’ipotesi di mutamento giurisprudenziale favorevole.

 

Alberto Macchia
# Il problema del sovraffollamento nelle carceri: ovvero, aspettando Godot. Note minime attorno alla sentenza della Corte costituzionale n. 279 del 2013
Rassegna penitenziaria e criminologica, n. 2, 2013
La Corte Costituzionale, nella sentenza n. 279 del 2013, ha infatti puntualmente osservato che il rispetto dei diritti dell’uomo anche in sede carceraria, deve essere assicurato tanto da rimedi “interni” al sistema quanto, eventualmente, ove i primi risultassero inidonei, attraverso interventi di ordine legislativo, tesi ad evitare il sovraffollamento degli istituti di custodia.

 

European Court of Human Rights | Cour Européenne des Droits de l'Homme
# Case of Kutepov v. Russia
hudoc.echr.coe.int/ Strasbourg 4 december 2013
62. The Court considers that, as a result of the inadequacy of his medical treatment, the applicant has been exposed to prolonged mental and physical suffering diminishing his human dignity and lasting for several years. The authorities’ failure to provide the applicant with the medical care he needed thus amounted to inhuman and degrading treatment within the meaning of Article 3 of the Convention. 63. Accordingly, there has been a violation of Article 3 of the Convention.

 

Ministero della Giustizia - Ufficio Legislativo
# Commissione di studio in tema di ordinamento penitenziario e misure alternative alla detenzione - Documento conclusivo
Dicembre 2013

La Commissione, istituita con decreto del Ministro della giustizia il 2 luglio 2013, era presieduta dal Prof. Glauco Giostra, ed era composta dal Dott. Marcello Bortolato, dall'Avv. Roberto Bruni, dai Dott. Francesco Cascini, Federico Falzone, Fabio Fiorentin, dal Prof. Carlo Fiorio, dalla Dott.ssa Maria Gaspari, dal Prof. Paolo Renon e dal Dott. Carlo Renoldi.

 

Giovanni Tamburino
# 18th Conference of Directors of Prison Administration with the participation of Directors of Probation Services “How to Manage the Execution of Penal Sanctions?”
www.coe.int/ Bruxelles, le 27 novembre 2013

 

Angela Della Bella

# Il termine per adempiere alla sentenza Torreggiani si avvicina a scadenza: dalla Corte Costituzionale alcune preziose indicazioni sulla strategia da seguire | Nota a Corte cost., 22 novembre 2013, n. 279, Pres. Silvestri, Rel. Lattanzi

 

# Decreto-legge, recante misure urgenti in tema di tutela dei diritti fondamentali dei detenuti e di riduzione controllata della popolazione carceraria - 17 dicembre 2013

 

Unione Camere Penali Italiane # Luci ed ombre sotto l'albero di Natale 17 dicembre 2013

# Rassegna stampa 18 dicembre 2013

Giovanna Di Rosa # Affidamento, meno vincoli Il Sole 24 Ore, 20 dicembre 2013

 

Chiara Scapinello
# Articolo 4 Bis L. 354, 1975: collaborazione con la giustiziae differenziazione nell'accesso ai benefici penitenziari.Aspetti critici e prospettiva comparata con il Common Law inglese
Università degli Studi di Trento, 2012-13

 

House of Lords | House of Commons
# Draft Voting Eligibility (Prisoners) Bill
www.parliament.uk/ Published on 18 December 2013
There was general agreement that the exercise of voting rights could play a useful part in rehabilitation, for example by means of courses in civic responsibility which could help to reintegrate prisoners in society. Many prisoners had never cared about voting before their conviction—prison gave them time to sort out their lives, and the support necessary to enable them to earn qualifications. In the process they became politically engaged for the first time.

 

Valerio Spigarelli
# Conversazione con Lorena D'Urso, 15 dicembre 2013
www.radioradicale.it
Osservazioni del presidente dell'Unione Camere Penali sull'annunciato decreto carceri del Governo... La pronuncia della Corte Costituzionale 279/2013...

 

Andrea Pugiotto
# La Consulta: il carcere è fuorilegge
il manifesto, 11 dicembre 2013
Come in natura, così anche nella tutela dei diritti non esiste il vuoto. Perché se i diritti vanno tutelati per evitare la catastrofe, ci sarà sempre un giudice a Berlino cui chiedere giustizia. Anche per i troppi detenuti costretti a vivere in formicai di sbarre e cemento armato

 

Annamaria Cancellieri
Intervento del guardasigilli Annamaria Cancellieri al Convegno su «Amnistia, indulto e riforma della Giustizia» - Roma, Palazzo Giustiniani - mercoledì 4 dicembre 2013
http://www.giustizia.it/ giustizia newsonline 4 dicembre 2013

Vladimiro Zagrebelsky Indulto subito, poi la riforma La Stampa, 4 dicembre 2013

Andrea Pugiotto # L'Europa aspetta risposte La Stampa, 4 dicembre 2013

 

Commissione Giustizia Camera | "Relazione Ferranti"
Relazione sulle tematiche oggetto del messaggio del presidente della repubblica trasmesso alle camere il 7 ottobre 2013
Giovedì 28 novembre 2013
... Gli effetti deflattivi di un provvedimento di indulto sono stati chiesti al Ministro della Giustizia i dati relativi alle pene residue. Con riferimento a questa richiesta il Ministro ha rilevato che « a fronte dei 38.625 condannati 9.598 hanno pena residua inferiore ad un anno, 7.735 tra uno e due anni e 5.689 da due a tre anni. Complessivamente sono quindi 23.022 quelli che devono scontare una pena residua inferiore ai tre anni...

 

Hervé Belluta
# Revoca o sostituzione di misura cautelare e limiti al coinvolgimento della vittima
www.penalecontemporaneo.it/ 28 Novembre 2013
# Nota a Tribunale di Torino, Sezione GIP, ord. 4 novembre 2013, giud. Marra
SOMMARIO: 1. Il caso di specie. - 2. L'incerta area dei delitti «commessi con violenza alla persona». - 3. Revoca, sostituzione o modifica delle modalità esecutive della cautela. - 4. Qualche riflessione "sul sistema

 
Francesco Menditto
# Misure di prevenzione, personali e patrimoniali, e compatibilità con la Cedu
www.magistraturademocratica.it/ 28 novembre 2013

In questi ultimi anni è divenuto sempre più frequente la verifica della compatibilità delle misure di prevenzione con la Cedu. Si avverte sempre più stringente la necessità di avere chiaro il contesto, non più solo costituzionale, ma anche “sovranazionale” di riferimento per evitare “forzature” che, in nome di una presunta “efficienza”, giungano a interpretazioni e applicazioni che possano comportare il contrasto con la Convenzione europea dei diritti dell’Uomo, depotenziando uno “strumento” che ha dato ottimi risultati nel contrasto alla accumulazione di patrimoni criminali.

Relazione Commissione di studio in tema di interventi in materia penitenziaria per la CEDU

# Case Torreggiani and others v. Italy (43517/09), final on 27.05.2013 | Action Plan Presented by the Italian Government

27 novembre 2013

Il piano elaborato dal Governo si articola in quattro aree d’intervento: 1. interventi di natura normativa volti a ridurre gli ingressi in carcere e a favorire forme di graduale uscita dal sistema... 2. interventi di natura organizzativa e gestionale attraverso l’introduzione di un regime più aperto per i detenuti classificati di “media” o “bassa” sicurezza – che costituiscono la grandissima maggioranza degli attuali detenuti, pari a circa l’88% del totale... 3. interventi di natura edilizia... 4. previsione di misure risarcitorie in forma non unicamente o prioritariamente finanziaria, bensì anche con possibili benefici penitenziari, per coloro che hanno subito la violazione del proprio diritto a condizioni detentive
dignitose, e hanno presentato ricorso alla Corte dei diritti umani.

 

Corte Costituzionale

Sentenza n. 279 del 2013

Pres. Silvestri, Red. Lattanzi | Depositata in Cancelleria il 22 novembre 2013.

 

Comunicato stampa del 10 ottobre 2013 No al rinvio facoltativo dell'esecuzione della pena (art. 147 c.p.) come rimedio giurisdizionale contro il sovraffollamento delle carceri.

 

Council of Europe - CPT

# Report to the Italian Government on the visit to Italy carried out by the European Committee for the Prevention of Torture and Inhuman or Degrading Treatment or Punishment (CPT) from 13 to 25 May 2012

CPT/Inf (2013) 32 - Strasbourg, 19 November 2013

 

Council of Europe - CPT | Ministero della Giustizia – Ufficio Contenzioso e Diritti Umani
# Response of the Italian Government to the report of the European Committee for the Prevention of Torture and Inhuman or Degrading Treatment or Punishment (CPT) on the visit to Italy from 13 to 25 May 2012
CPT/Inf (2013) 33 - Strasbourg, 19 November 2013

 

Tomaso Epidendio
# Proposte metodologhice in merito al dibattito sulle misure cautelari
www.penalecontemporaneo.it/ 21 Novembre 2013
1. Introduzione: la giustizia cautelare "situazionale ". - 2. Gli effetti concomitanti delle misure cautelari e i rischi della prassi. - 3. Polarità tensive e metodologia cautelare: approccio "per regole" e approccio "per principi". - 4. La cornice dogmatica delle cautele: asimmetria tra procedimento cautelare e principale. - 5. Il quadro normativo e ordinamentale in materia di scelte cautelari. - 6. Il quadro sovranazionale e la giurisprudenza di Strasburgo. - 7. L'esperienza dei precedenti: il principio di proporzione nelle cautele personali e reali. - 8. Conclusioni: "taking principles seriously".

 

Renato de Mello Jorge Silveira
# Il labirinto penale e il caso brasiliano: la tensione tra il sistema nazionale e il sistema internazionale di tutela dei diritti umani
www.penalecontemporaneo.it/ 20 Novembre 2013
1. Introduzione. - 2. Il quadro di riferimento: l'internazionalizzazione del diritto penale. - 3. Il periodo 1964-1985 nella realtà brasiliana: le violazioni dei diritti umani e la questione del perseguimento della giustizia. - 3.1. La legge di amnistia brasiliana e il supremo tribunale federale. - 3.2. Il rango interno della CIDU e le critiche della dottrina brasiliana. - 3.3. L'interpretazione della CIDU, il disappunto del Supremo Tribunale Federale e la conferma del labirinto penale. - 3.4. Dubbio in merito all'uso adeguato della risposta penale. - 4. L'importanza del raffronto con la CEDU. - 4.1. Il caso della sparizione degli oppositori del franchismo in spagna e il caso Gutiérez Dorado e Dorado Ortiz contro Spagna. - 5. Considerazioni Finali.

 

Ignazio Juan Patrone
# La dimensione costituzionale del diritto penale dell’UE dopo il Trattato di Lisbona
www.penalecontemporaneo.it/ 12 Novembre 2013
Dopo che il Trattato di Lisbona, con la conseguente scomparsa dell'architettura per pilastri dell'attività dell'Unione, ha attratto alle competente unitarie i temi dell'area libertà, giustizia e sicurezza, sta prendendo effettivamente corpo la legislazione per direttive nel campo del diritto penale sostanziale e processuale. Dopo aver messo in luce i principali problemi di fondo (primo fra tutti il concorso tra fonti sovranazionali e nazionali in una materia coperta da riserva di legge in molte carte costituzionali), il contributo illustra l'oggetto delle direttive già approvate dall'Unione (compresa la recentissima dir. 2013/48/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 22 ottobre 2013, relativa al diritto di avvalersi di un difensore nel procedimento penale e nel procedimento di esecuzione del mandato d'arresto europeo, al diritto di informare un terzo al momento della privazione della libertà personale e al diritto delle persone private della libertà personale di comunicare con terzi e con le autorità consolari), e puntualizza lo stato del dibattito sul «pubblico ministero europeo» di prossima istituzione.

 

Annamaria Cancellieri
# Intervento del guardasigilli Annamaria Cancellieri nel corso dell’incontro con il segretario generale del Consiglio d'Europa Thorbjørn Jagland
Strasburgo, Palais de l'Europe 4 novembre 2013

 

Giovanni Salvi

Intervista su situazione carceri
www.radioradicale.it 27 ottobre 2013

 

Domenico Pulitanò
Il messaggio del Presidente Napolitano e le politiche penali
www.penalecontemporaneo/ 23 Ottobre 2013
Il messaggio alle Camere del Presidente della Repubblica in data 8 ottobre 2013, mirato sulla questione carceraria, mette in discussione in modo diretto il sovraffollamento carcerario e l'obbligo di conformarsi alla sentenza pilota della Corte EDU 8 gennaio 2013, entro il termine di un anno dalla sua pubblicazione ("inderogabile necessità di porre fine, senza indugio, a uno stato di cose che ci rende tutti corresponsabili delle violazioni contestate all'Italia dalla Corte di Strasburgo"). Vi è affermata la stringente necessità di cambiare profondamente la condizione delle carceri in Italia: un imperativo, ad un tempo, giuridico e politico e morale. Ma in gioco c'è molto più. Accanto all'urgenza di rimediare alla violazione in atto, - anche con rimedi straordinari - vi è l'esigenza di incidere sulle condizioni che hanno prodotto e potrebbero riprodurre l'attuale stato di sovraffollamento intollerabile. Un'esigenza dunque (così il testo presidenziale) di innovazioni di carattere strutturale...

 

Vladimiro Zagrebelsky
Il ruolo della Corte di Strasburgo nell'ordinamento italiano - Conferenza [audio]
Conferenza di Vladimiro Zagrebelsky, già giudice della Corte Europea dei Diritti dell'uomo, organizzata dal Corso di Diritto Pubblico M-Z Sistemi giuridici comparati del Dipartimento di Giurisprudenza dell'Università degli Studi di Genova
www.radioradicale.it/ 22 ottobre 2013

 

Intervista ad Angelo Sinesio al termine dell'audizione presso la Commissione giustizia della Camera, Roma, 22 ottobre 2013 (www.radioradicale.it) - audio

# Audizione del prefetto Angelo Sinesio presso la Commissione Giustizia del Senato, 17 ottobre 2013

 

# Audizione del guardasigilli Annamaria Cancellieri in Commissione Giustizia Camera
www.giustizia.it giovedì 17 ottobre 2013 |
# Allegati

 

Garante delle persone private della libertà personale Regione Emilia-Romagna
# Poveri o pericolosi? La crisi delle misure di sicurezza personali detentive per autori di reati imputabili e pericolosi
Casa di Reclusione Castelfranco Emilia - 25.10.2013
La legge n° 81-2014 introduce un principio nuovo, destinato a generare dubbi interpretativi di non poco rilievo. Si prevede, infatti, che “le misure di sicurezza detentive provvisorie o definitive, compreso il ricovero nelle residenze per l’esecuzione delle misure di sicurezza, non possono durare oltre il tempo stabilito per la pena detentiva prevista per il reato commesso, avuto riguardo alla previsione edittale massima”...

 

CSM Consiglio Superiore della Magistratura

# Sovraffollamento carceri: una proposta per affrontare l’emergenza. Relazione della Commissione mista

Quaderni del Consiglio Superiore della Magistratura. Anno 2013 - Numero 160

 

Giorgio Napolitano

Messaggio alle Camere del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano sulla questione carceraria
ROMA, 08/10/2013
Parlo della drammatica questione carceraria e parto dal fatto di eccezionale rilievo costituito dal pronunciamento della Corte europea dei diritti dell'uomo. Quest'ultima, con la sentenza - approvata l'8 gennaio 2013 secondo la procedura della sentenza pilota - (Torreggiani e altri sei ricorrenti contro l'Italia), ha accertato, nei casi esaminati, la violazione dell'art. 3 della Convenzione europea che, sotto la rubrica "proibizione della tortura", pone il divieto di pene e di trattamenti disumani o degradanti a causa della situazione di sovraffollamento carcerario in cui i ricorrenti si sono trovati...

 

Rassegna stampa del 9 ottobre 2013 |

Andrea Pugiotto | Rodolfo Sabelli | Vladimiro Zagrebelsky | Giovanni Tamburino, Massimo Adinolfi | Interventi... 10 ottobre 2013 | # Luigi Manconi, Le carceri sono una priorità, L'Unità, 11 ottobre 2013 | # Gianluigi Pellegrino, Se l'accoglienza diventa tortura, La Repubblica, 11 ottobre 2013 | # Giovanni Mastrobuoni, Indulto, ultima spiaggia, lavoce.info, 11 ottobre 2013 | Giuseppe Mosconi, Indulto e amnistia. Quante voci stonate, 17 ottobre 2013 | # Rassegna stampa del 14 ottobre 2013 | # 15 ottobre 2013 | # 16 ottobre 2013 | # 17 ottobre 2013

 

Giovanna di Rosa - Consiglio Superiore della Magistratura

# Omaggio al messaggio alle Camere del Presidente della Repubblica Napolitano - 14 ottobre 2013

 

Camera dei Deputati | Commissione Giustizia - Seduta del 29 ottobre 2013
# Proposta di relazione del relatore (Donatella Ferranti) Sulle tematiche oggetto del Messaggio del Presidente della Repubblica trasmesso alle Camere il 7 ottobre 2013

 

A. Tamietti, M. Fiori, F. De Santis Di Nicola, D. Ranalli, V. Ledri
# Note a margine della sentenza della Corte Europea dei Diritti dell'Uomo nel caso Torreggiani e altri
Rassegna penitenziaria e criminologica, 1/2013 (49-82)
1. introduzione – 2. i precedenti: la giurisprudenza europea in materia di sovraffollamento – 3. i precedenti: la sentenza Sulejmanovic c. Italia – 4. la sentenza Torreggiani e Altri c. Italia – 4.a) In fatto – 4.b) Le doglianze dei ricorrenti – 4.c) Sulla ricevibilità del ricorso – 4.d) Nel merito – 4.e)  Considerazioni sulla natura sistemica della violazione – 5. Brevi cenni in merito alle «sentenze-pilota» – 6. Considerazioni circa le misure generali per la soluzione del problema del sovraffollamento – 6.a) Razionalizzazione delle politiche penali e rimozione delle cause del sovraffollamento – 6.b) Previsione di un sistema di «ricorsi effettivi» ai sensi della Convenzione – 6.c) In attesa che lo Stato italiano adotti le misure imposte: quali effetti della sentenza Torreggiani e altri nell’ordinamento interno?

 

Laura Cesaris

# Prassi giudiziarie e sovraffollamento
Rassegna penitenziaria e criminologica, 1/2013 (157-178)

Il tema del sovraffollamento viene posto in una duplice prospettiva: quale situazione lesiva della dignità della persona, tale da configurare un trattamento inumano e degradante, e come situazione inficiante la realizzazione di attività trattamentali e in generale lo svolgimento della vita in carcere. Il sovraffollamento incide sulla qualità delle condizioni detentive comprimendo diritti personali, quali il diritto alla identità e alla integrità psicofisica, e compromettendo l’esercizio del diritto alla salute, allo studio, al lavoro, ai rapporti familiari.

 

Massimiliano Maffei

# Gli interventi della Corte europea dei diritti dell’uomo in tema di sovraffollamento penitenziario. Rimedi per una esecuzione conforme al dettato costituzionale
Rassegna penitenziaria e criminologica, 1/2013 (119- 156)

1. Nozione di esecuzione della pena inumana e degradante. Il parametro dei 3 m2. - 2. Un problema sistemico attende una soluzione di sistema. - 3. Da Sulejmanovic a Torreggiani. - 4. Le condotte vietate dall’art. 3 CEDU. - 5. Lo spazio “vitale” detentivo. - 6. rimedi preventivi e compensativi: la “giustiziabilità” attuale e futura del diritto dei detenuti a non subire trattamenti inumani o degradanti. - 7. rimedi conservativi: la questione di illegittimità costituzionale dell’art. 147 c.p. - 8. Conclusioni.

 

MariaGiulia Alfieri
# Sovraffollamento carcerario e ultimatum di Strasburgo: l’italia chiamata all’adozione di rimedi strutturali entro il termine di un anno (83-117)
Rassegna penitenziaria e criminologica, 1/2013

 

Donatella Ferranti (Presidente Commissione Giustizia della Camera dei Deputati)
# La custodia cautelare in carcere: una delle case del sovraffollamento carcerario
www.donatellaferranti.it/ (2013)
Come rimarcato dalla Corte Europea dei diritti dell’uomo, il problema del carcere è strettamente collegato a quello delle misure cautelari. Una parte significativa del problema carcerario è connessa all’uso della custodia in chiave preventiva, ossia prima della conclusione del processo penale con sentenza irrevocabile. Si stima che i detenuti in attesa di giudizio rappresentino il 40% del numero totale. E’ fin troppo noto che l’Italia è uno dei paesi europei che più ricorre alla custodia cautelare nel corso del processo penale ed in cui la restrizione cautelare troppo spesso opera come fosse una forma anticipata di sanzione. Un eccessivo ricorso alla custodia cautelare aggrava ulteriormente la situazione carceraria e deprime il significato tanto della presunzione di innocenza quanto della inviolabilità della libertà personale.

 

Vincenza Esposito
# Sovraffollamento carceri: tra condanne dell’Europa e interventi normativi
www.altalex.com/ 15.10.2013
Il carcere, pertanto, non può esser ritenuto più un mero deposito di corpi da sorvegliare ma deve tendere a divenire un “brano della città” allo scopo di ripetere una parte della struttura urbana mentre l’esecuzione della pena detentiva deve esser organizzata anche in modo da prevedere possibilità trattamentali individuali e relazioni continue con la società esterna.

 

Ilaria Scaglione
# I diritti dei detenuti. Un'analisi socio-giuridica alla luce di una ricerca empirica nella Casa di Reclsione di San Michele, Alessandria
Università degli studi di Genova, 2012-2013

 

Roberto Chenal
# Riflessioni a margine della sentenza Vinter c. Regno Unito: Quali limiti al controllo della Corte europea dei diritti umani?
www.sidi-isil.org/ 18 - 21 ottobre 2013

# European Court of Human Rights | Case of Vinter and Others v. the United Kingdom, Strasbourg, 9 July 2013

# Paulo Pinto de Albouquerque (Giudice presso la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo) sull'ergastolo, Milano, 8 maggio 2015 [video]

 

République française - Assemblée nationale

# Projet de loi relatif à la prévention de la récidive et à l’individualisation des peines

# Projet de loi relatif à la prévention de la récidive et à l’individualisation des peines. Expose des motifs

# Project de loi relatif à la prévention de la récidive et à l’individualisation des peines. Etude d'impact
www.legifrance.gouv.fr/ 7 Octobre 2013

 

Vittorio Manes (a cura di)
# Principi costituzionali in materia penale (Diritto Penale Sostanziale) | Giurisprudenza sistematica (Aggiornato al settembre 2013)
www.cortecostituzionale.it/ Ottobre 2013

1. Introduzione. L'evoluzione della "Costituzione penale" e l'impatto delle Carte ( e delle Corti) sovranazionali | 2. Il principio di legalità del reato e della pena | 3. Il principio di colpevolezza | 4. I principi di materialità e offensività | 5. Il principio di ragionevolezza in materia penale | 6. Il principio della finalità rieducativa della pena.

 

Marco Ruotolo
La Cassazione penale e l’interpretazione delle disposizioni sulla custodia cautelare in carcere alla luce del principio del minore sacrificio della libertà personale
www.giurcost.org/ 2013

 

Adelmo Manna
Il diritto delle misure di prevenzione: inquadramento sistematico e spunti critici
www.archiviopenale.it/ 2013
Le misure di prevenzione impropriamente sono definite “ante delictum”, giacché in realtà si è di fronte, come costante, a misure “praeter delictum”, e ciò dà la dimensione dell’“anomalia” che caratterizza le misure in oggetto, nel senso che si tratta di c.d. pene del sospetto, cioè a dire di irrogazione di sanzioni sovente privative della libertà personale e più di recente anche del patrimonio, senza tuttavia la commissione previa di un reato.

 

Suprema Corte di Cassazione
Cassazione penale, sez. I, sentenza 26.09.2013 n° 40011
L'esercizio del diritto di corrispondenza telefonica con il difensore deve necessariamente trovare un contemperamento nelle esigenze di tutela della collettività esprimibile con l'esercizio di un potere di controllo da parte degli organi preposti su soggetti condannati, senza che sia prospettabile il pericolo di nocumento alle strategie difensive del condannato, a cui é fatto carico unicamente di una concisa e sintetica indicazione delle ragioni sottese alla richiesta di colloquio, neanche oggetto di comunicazione all'autorità giudiziaria, e non anche dei dettagli delle scelte difensive da fare o valutare unicamente al difensore...

 

Roberta Aprati
Misure cautelari e diritto intertemporale: riflessioni a prima lettura sul c.d. “provvedimento svuotacarceri”

www.penalecontemporaneo.it/ 25 Settembre 2013

La nostra Costituzione esclude infatti che le misure cautelari possano avere “finalità” afflittiva: ma il concetto di “finalità”, “scopo” non coincide con quello di “carattere”, “natura”. Allora finché la Corte EDU non allargherà anche alla “natura” afflittiva le garanzie previste dall’art. 7 Cedu, appare difficile arrivare a sostenere che la retroattività della norma più favorevole e la irretroattività di quella sfavorevole siano canoni imposti dal diritto sovranazionale anche in tema di provvedimenti custodiali.

 

Pietro Indinnimeo
# L’appello cautelare personale in Vito Di Nicola - Pietro Indinnimeo, L'appello cautelare nel processo penale
www.giappichelli.it/ 2013
Mentre il giudizio di riesame, come è noto, è diretto al controllo dei presupposti formali e sostanziali della applicata misura cautelare, l’appello è diretto al controllo anche dei vizi incidenti sul mantenimento di efficacia e validità della misura cautelare: tutte le ordinanze che incidono sul dinamismo cautelare successivo alla ordinanza genetica della limitazione della libertà personale di un individuo, quindi, sono impugnabili con l’appello cautelare e, tra queste, certamente quelle emesse dal giudice che procede ai sensi dell’art. 299 del codice di rito, ma anche quelle che aggravano il regime cautelare ai sensi degli artt. 299, 4° co., 276, 307 c.p.p., nonché quelle emesse in punto di estinzione del titolo o di sua rinnovazione o di sospensione o di proroga dei termini perché, come è evidente, attengono anche esse alla vita del titolo cautelare successiva alla sua nascita.

 

Arianna Zanirato
# La funzione rieducativa della pena e le alternative al carcere
Università degi Studi di Pavia, 2012/2013

 

Amnesty International - Sezione italiana
Ricordati che devi rispondere. L'Italia e i diritti umani | Agenda in 10 punti per i diritti umani in Italia di Amnesty International
www.ricordatichedevirispondere.it/ 25 settembre 2013
Alla luce dei fatti, l’Italia è un paese in cui ampie fasce di popolazione corrono un alto rischio di violazioni dei diritti umani. Nonostante i richiami dei comitati internazionali di monitoraggio e le richieste della società civile, le falle del sistema, assieme a scelte politiche fuori luogo, hanno prodotto in questi anni abusi, ingiustizia, sofferenza e disgregazione sociale. Essere donne, partecipare a una manifestazione, essere migranti, rom, gay, detenuti, significa in Italia correre un serio rischio per i propri diritti umani. In tempi di crisi economica, con l’aumento delle tensioni sociali da una parte e, dall’altra, l’accento della politica sulle sole questioni finanziarie, questa situazione tende ad aggravarsi.

Amnesty International - Sezione italiana
Ricordati che devi rispondere. L'Italia e i diritti umani | Agenda in 10 punti per i diritti umani in Italia: quali risposte in sei mesi di Legislatura?
www.ricordatichedevirispondere.it/ 25 settembre 2013

Più volte, nell’ultimo decennio, i comitati internazionali di controllo sui diritti umani hanno segnalato l’esistenza di un diffuso problema di sovraffollamento delle carceri italiane, incompatibile con l’obbligo internazionale di garantire condizioni di detenzione adeguate e rispettose della dignità e dei diritti umani e con il diritto di non essere sottoposti a trattamenti disumani e degradanti. Come rimarcato in una recente sentenza della Corte europea dei diritti umani (Torreggiani c. Italia), la sovrappopolazione carceraria in Italia ha carattere strutturale e sistemico, risultante dal malfunzionamento cronico del sistema penitenziario italiano, che ha colpito moltissime persone ed è incompatibile con la Convenzione europea dei diritti umani. Il tasso nazionale di sovrappopolazione si aggira intorno al 150 per cento e oltre il 40 per cento dei detenuti è costituito da persone sottoposte a carcerazione cautelare in attesa di giudizio.

 

Centro di documentazione europea | Biblioteca Giuridica Zanotto del Dipartimento di Scienze Giuridiche dell’Università degli Studi di Verona
# Il sistema della Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali e rapporti UE-CEDU Dossier bibliografico 2011-2013
http://fermi.univr.it/ Verona, Settembre 2013

 

Scuola della magistratura | Struttura didattica territoriale dei distretti di Corti d’Appello di Palermo e Caltanissetta | Roberto Conti
# Fine pena: mai? Diritti della persona e criticità del sistema penitenziario. Prospettive di riforma. Incontro di studi in memoria di Rosario Livatino
www.magistraturademocratica.it | Agrigento, 20 – 21/9/2013
Il divieto di tortura e di trattamenti disumani come valore irrinunciabile e non bilanciabile.
L'art.3 CEDU e la protezione offerta al detenuto. La prima condanna italiana in materia di sovraffollamento . Il caso Sulejmanovic c.Italia. Corte dir. uomo, 16 settembre 2009. Le c.d. sentenze pilota. Le sentenze pilota dopo l'art.61 (riformato) del Regolamento della Corte dei diritti umani: finalità e caratteri. L'introduzione del Protocollo n.14 annesso alla CEDU e la procedura di infrazione a carico dello Stato inadempiente. Il caso Torreggiani e altri c.Italia- Corte dir. uomo, sezione II, 8 gennaio 2013-. I rimedi in atto esistenti nell'ambito della magistratura di sorveglianza. Alla ricerca del reale significato della sentenza Torreggiani. Le ricadute della sentenza Torreggiani sulla giurisdizione. L'ordinanza del Tribunale di Venezia. A mò di conclusione

 

Marco Pannella, Giuseppe Rossodivita
# Atto di significazione e diffida
www.radicali.it 18 settembre 2013
675 diffide indirizzate ai Presidenti dei Tribunali Italiani, ai Procuratori Capo di tutte le Procure Italiane, ai Presidenti degli Uffici GIP di tutti i Tribunali Italiani, ai Direttori delle Carceri italiane, e a tutti gli Uffici di Sorveglianza della Repubblica. La diffida, prende le mosse dal contenuto della nota sentenza pilota, sul caso Torreggiani ed altri, della Corte Europea dei diritti dell'Uomo e spiega perchè attualmente decine di migliaia di detenuti, sia in esecuzione pena, sia in custodia cautelare, sono sottoposti ad una pena o ad una misura, tecnicamente, illegali.

 

Prisons and Probation Ombudsman for England and Eales
# Annual Report 2012–2013
www.official-documents.gov.uk/ September 2013
We were notified of 201 deaths in 2012–13 (9 of which were not investigated as they were outside our remit) and we started 192 investigations, 37 (16%) fewer than last year. • There were 118 deaths from natural causes  and 55 which were apparently selfinflicted. • We were notified of 2 murders, compared to 1 last year.  • 9 cases were classified as ‘other nonnatural’ and a further 8 await classification (last year there were six such cases, all of which were subsequently classified as either natural causes or other nonnatural). • Output increased significantly, with 247 draft reports and 242 final reports issued in 2012–13, compared to 212 and 196 last year. • Timeliness improved dramatically, with 60% of natural cause reports and 47% of self-inflicted reports issued on time, compared to only 22% and 19% last year Among the most serious complaints we receive are allegations of assaults by staff, and we have investigated a number of these this year, including some worrying cases involving juveniles and young offenders.

 

Walter Citti (ed)
La tutela civile contro le discriminazioni etnico-razziali e religiose. Guida alla normativa e alla giurisprudenza
www.asgi.it/ Associazione Studi Giuridici sull'Immigrazione, 31 Agosto 2013
Per quanto riguarda gli stranieri, il principio costituzionale di eguaglianza trova piena applicazione quando siano in questione i diritti inviolabili della persona umana garantiti dall’art. 2 Cost.. Tuttavia l’articolo 3 Cost. pone anche un limite di carattere generale che consente di censurare la previsione di trattamenti differenziati rispetto ai cittadini, quando tali trattamenti siano in astratto consentiti dalla diversità oggettiva delle situazioni regolate, allorchè la discriminazione legale risulti “manifestamente irragionevole” e comunque non giustificata da esigenze di protezione di valori di pari rango costituzionale.

 

Corte dei Conti
Comunicato stampa del 9 agosto 2013 - Sezione centrale del controllo sulla gestione delle Amministrazioni dello Stato


L'assistenza e la rieducazione dei detenuti (cap. 1761 del Ministero della Giustizia)
www.corteconti.it/ Depositata in Segreteria il 5 agosto 2013

Lo scopo dell’indagine è stato quello di verificare se e in che modo la finalità di assistenza e di rieducazione dei detenuti sia stata effettivamente assicurata, anche riguardo alla necessità di garantire al meglio la sicurezza sociale e di mitigare, se non eliminare del tutto, il problema del sovraffollamento degli istituti di pena. A riguardo si è rilevato come i cosiddetti programmi trattamentali, in concreto, abbiano avuto una difficile e faticosa attuazione, nonostante siano apparsi in grado di produrre sia benefici diretti sui destinatari degli interventi, che vantaggi indiretti sulla società nel suo insieme (che fruirebbe di un progressivo decremento dei pertinenti costi economici)... L’ampia istruttoria ha evidenziato carenze anche sul piano dei monitoraggi e degli indicatori, con conseguente difficoltà di verificare compiutamente gli effetti conseguiti a seguito delle condotte attività di rieducazione carceraria.

 

Michela Marzano
# I diritti dei colpevoli
la Repubblica Mercoledì 07 Agosto 2013

Come si spiegano gli incidenti che si sono verificati in questi ultimi anni durante l'arresto o l'incarcerazione di alcuni detenuti? È possibile che, in nome del diritto alla sicurezza dei cittadini, alcune persone perdano automaticamente i propri diritti?...  Come si può difendere uno Stato di diritto quando i princìpi stessi del diritto vengono cancellati? Come si può anche solo immaginare di essere garanti della civiltà quando si calpestano i diritti di chi, non rispettando le regole deve certo assumersi la responsabilità dei propri gesti, ma non per questo può poi essere trattato senza precauzione?     

 

Servizio studi del Senato XVII legislatura
Dossier del Servizio Studi  sull'A.S. n. 110 "Delega al Governo per la riforma del sistema sanzionatorio"
Dossier n. 48 agosto 2013
Il progressivo allontanamento della pena dalla sua natura di extrema ratio ha provocato esternalità negative, tra cui la perdita di capacità general-preventiva e di effettività della sanzione, connesse al fatto che il sistema giudiziario nel suo complesso non è in grado di accertare e reprimere tutti i reati. La sanzione penale deve operare solo se non esistono altri adeguati strumenti di tutela; essa non è giustificata se risulta sostituibile con una sanzione amministrativa...

 

Ettore Randazzo, Claudia Mazzucato, Massimo Pavarini
# Sovraffollamento carcerario e differimento dell'esecuzione penale
Criminalia, 2013

 

Alessandro Margara
# Relazione annuale 2013 del Garante regionale delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale
Hanno collaborato alla stesura della Relazione Corrado Marcetti, Saverio Migliori, Alessio Scandurra e Nicola Solimano Fondazione Giovanni Michelucci. Intervengono: Roberto Bocchieri, Carmelo Cantone, Franco Corleone, Antonietta Fiorillo, Michele Passione

C’è da dire che la tutela dei diritti delle persone detenute è molto difficile in istituti nei quali i diritti non vengono molto tutelati. Come, in genere, negli istituti italiani, spesso censurati dalle autorità di controllo europee. Ad esempio, la richiesta di un lavoro è assai difficile da soddisfare, come quella di un trasferimento, sia sempre per avere un lavoro o per frequentare una scuola o per soddisfare l’avvicinamento ai familiari. Anche in merito a proteste per il ritardo o il contenuto delle decisioni dell’AG, le possibilità del Garante sono limitate. Altro argomento ricorrente è il servizio sanitario. Premesso che l’igiene dei locali resta pregiudicata dal sovraffollamento e dalla mancata o incompleta attuazione del passaggio dal Servizio sanitario penitenziario al Servizio Sanitario Nazionale, risalente all’aprile 2008, ma destinato ad operare in tempi lunghi. E’ questo un tema, per il quale si deve dare atto che l’impegno di questo Garante è stato poco concludente e dovrà formare oggetto di nuovi solleciti per l’anno che viene. Buona parte della corrispondenza delle persone detenute fa riferimento a questi temi.

 

Consiglio Superiore della Magistratura
# Parere, ai sensi dell'art. 10 della legge 24 marzo 1958, n. 195, sul testo del decreto legge 1° luglio 2013, n. 78, approvato dal Consiglio dei Ministri nella riunione del 26 giugno 2013, concernente: "Disposizioni urgenti in materia di esecuzione della pena.".
www.csm.it/ (Delibera del 30 luglio 2013)
Il decreto-legge n. 78/2013 trova origine, come si legge già nel preambolo, dall’esigenza di intervenire con urgenza sullo stato delle carceri e delle persone ivi ristrette. Il fenomeno, ormai endemico, del sovraffollamento ed il progressivo degrado delle strutture e delle  condizioni di vita dei reclusi hanno indotto una situazione connotata dalla violazione dei diritti  fondamentali dei detenuti, riconosciuta, oltre che dalla giurisdizione interna, dalla Corte europea dei diritti dell’uomo che, con la nota sentenza dell’8 gennaio 2013 (Torreggiani e altri c. Italia), ha assegnato allo Stato italiano il termine di un anno entro cui procedere all’adozione delle misure  necessarie a porre rimedio alla constatata violazione dell’articolo 3 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo, che sancisce il divieto di pene o trattamenti inumani o degradanti

 

Paola Maggio
# Il "minor sacrificio necessario": parametro diacronico per tutte le vicende “de libertate”
www.magistraturademocratica.it/ Questione Giustizia, 12 luglio 2013
Anche in sede cautelare appare opportuno dare attuazione alla sentenza Torreggiani, ricorrendo alla misura inframuraria solo quale extrema ratio, a prescindere dalle esigenze di politica criminale e dalle ideologie dominanti.

 

Cour Européenne des Droits de l'Homme - European Court of Human Rights

# Grand Chambre - Case of Vinter and Others v. The United Kingdom (Applications nos. 66069/09, 130/10 and 3896/10) Strasbourg 9 July 2013   # (trad.it.)

http://hudoc.echr.coe.int/
# Whole life orders should include the possibility of review but this should not be understood as giving the prospect of imminent release In today’s Grand Chamber judgment in the case of Vinter and Others v. the United Kingdom - ECHR 208 (2013)

www.statewatch.org/ 09.07.2013
The Court found in particular that, for a life sentence to remain compatible with Article 3, there had to be both a possibility of release and a possibility of review. It noted that  there was clear support in European and international law and practice for those  principles, with the large majority of Convention Contracting States not actually  imposing life sentences at all or, if they did, providing for a review of life sentences after  a set period (usually 25 years’ imprisonment)...

 

Vittorio Manes, Valerio Napoleoni
# Incostituzionali le restrizioni ai colloqui difensivi dei detenuti in regime di “carcere duro”: nuovi tracciati della Corte in tema di bilanciamento dei diritti fondamentali. | Nota a Corte cost. 17 giugno 2013 (dep. 20 giugno 2013), n. 143, Pres. Gallo, Rel. Frigo
Diritto Penale Contemporaneo | www.penalecontemporaneo.it 3 Luglio 2013

La Consulta ha dichiarato l'illegittimità costituzionale dell'art. 41-bis, comma 2-quater, lettera b), ultimo periodo, della legge di ordinamento penitenziario (n. 354 del 19765), limitatamente alle parole «con i quali potrà effettuarsi, fino ad un massimo di tre volte alla settimana, una telefonata o un colloquio della stessa durata di quelli previsti con i familiari». La norma censurata, com'è noto, limitava per numero e per durata i colloqui tra i detenuti sottoposti a sospensione delle regole trattamentali ed i loro difensori.

 

# Corte Costituzionale - Sentenza n. 143 del 2013

 

Senato della Repubblica | Disegno di Legge presentato dal Presidente del Consiglio dei ministri (LETTA) e dal Ministro della giustizia (CANCELLIERI)

# Conversione in legge del decreto-legge 1º luglio 2013, n. 78, recante disposizioni urgenti in materia di esecuzione della pena

Comunicato alla Presidenza il 2 luglio 2013

La riforma dell'art. 656 c.p.p., stabilisce la «sospensione» dell'ordine di carcerazione in vista della eventuale applicazione di provvedimenti di liberazione anticipata, e porta a quattro anni il valore massimo della pena la cui esecuzione può essere sospesa, a norma del comma 5, per una previa verifica dell'applicabilità di misure alternative alla detenzione. L'elevazione della soglia riguarda per altro solo i casi previsti al comma 1 dell'art. 47-ter ord. pen., quelli cioè delle pene da eseguire nei confronti di ultrasettantenni, sempre che non ricorrano condizioni oggettive o soggettive di esclusione. Altra norma profondamente incisa è l'art. 47-ter ord. pen., che disciplina la detenzione domiciliare: sono state eliminate le disposizioni restrittive concernenti i recidivi, ed anche la norma che prevedeva la sospensione (ormai non più automatica) del beneficio a seguito della denuncia per il delitto di evasione (comma 9 del citato art. 47-ter). Abrogati anche gli artt. 30-quater (in materia di permessi premio) e 50-bis (in tema di semilibertà) dell'ord. pen., che a loro volta contengono discipline restrittive concernenti i recidivi. Sul piano del diritto sostanziale, più spazio viene dato alle sanzioni non carcerarie, ed in particolare al lavoro di pubblica utilità, che il giudice potrà infliggere nei confronti dei tossicodipendenti per un numero molto più elevato di reati, con esclusione delle sole fattispecie elencate all'art.407, comma 2, lett. a), del codice di procedura penale.

 

Anna Costagliola

# D.L. 1 luglio 2013, n. 78 | Decreto-carceri: in vigore da oggi le misure urgenti contro il sovraffollamento
www.diritto.it, 3 luglio 2013

 

Servizio studi del Senato | XVII legislatura

# Disegno di legge A.S. n. 896 "Conversione in legge del decreto-legge 1° luglio 2013, n. 78, recante disposizioni urgenti in materia di esecuzione della pena"
Dossier n. 35, luglio 2013

Consiglio dei Ministri | Decreto Legge contenente
# Disposizioni urgenti in materia di esecuzione della pena
proposto dal ministro della Giustizia Annamaria Cancellieri | mercoledì 26 giugno 2013

 

Renzo Orlandi
# I diritti processuali e il loro abuso nella recente esperienza italiana
www.penalecontemporaneo | Diritto Penale Contemporaneo 18 luglio 2013
... chi propone impugnazione, intende veder accolte le richieste contenute nel ricorso16; non vanta alcun diritto (alla luce dei principi di fairness processuale, nel senso dell’art. 111 Cost. e dell’art. 6 CEDU) a ottenere la prescrizione del reato. O meglio, vanta un diritto in tal senso, solo finché la legge non gli pone il limite che qui si auspica: e una legge che ponesse quel limite, sarebbe in regola con i canoni del giusto processo, a partire dal criterio di ragionevole durata. Lo stesso trattamento (sospensione del tempo di prescrizione del reato) dovrebbe essere riservato, a mio avviso, anche all’imputato e al difensore che intendessero avvalersi del (sacrosanto) diritto ad ottenere dei termini a difesa a seguito di revoca o rinuncia al mandato.

 

Giuliano Balbi

# Società paranoiche e diritto penale
http://dignitas.sestaopera.it/ luglio 2013

Nelle sue forme più estreme, l’irrazionale pregiudizio nei confronti di tipologie di soggetti stigmatizzati per il solo fatto di essere quel che sono – curdi, rom, ebrei, neri, armeni, nativi americani, tutsi, tamil, e così via -, investiti in modo delirante di inesistenti colpe collettive, contingenti o ancestrali, ha infatti condotto all’eliminazione sistematica di razze, etnie, stirpi, popoli. Qui la distorsione della premessa è talmente accentuata da inferire una plurima distorsione del senso della realtà, dei valori, delle funzioni, perfino del senso delle parole.

 

Senato della Repubblica | XVII legislatura
# Raccolta di documentazione per l'esame parlamentare dell'Atto Senato n. 925, recante delega al Governo in materia di pene detentive non carcerarie e disposizioni in materia di sospensione del procedimento con messa alla prova e nei confronti degli irreperibili
luglio 2013 n. 37

Senato della Repubblica | XVII legislatura
# Disegno di legge A.S. n. 925. Delega al Governo in materia di pene detentive non carcerarie e disposizioni in materia di sospensione del procedimento con messa alla prova e nei confronti degli irreperibili
luglio 2013 n. 42

 

Regione Emilia-Romagna
# Relazione del Garante regionale delle persone sottoposte a misure restrittive o limitative della libertà personale
Bollettino ufficiale della Regione Emilia-Romagna, 2 luglio 2013
La vigilanza sulle condizioni di vita delle carceri è stato l’intervento più avvertito sia dalla popolazione reclusa, sia dall’Amministrazione penitenziaria, ma la valutazione dell’impatto è positiva, e l’intervento del Garante è considerato sì come forma di controllo, ma anche come risorsa, e si sono create importanti sinergie a cominciare dalle Direzione delle carceri. Il Garante può svolgere in modo proprio la funzione di controllo, vigilanza, informazione, promozione dei diritti, mediazione e denuncia solo se viene assicurato il massimo grado di indipendenza dell’Ufficio.

 

OECD | Giuliana Palumbo, Giulia Giupponi, Luca Nunziata, Juan Mora-Sanguinetti
# Judicial performance and its determinants: a cross-country perspective. A Going for Growth Report
June 2013

Well functioning judiciaries are key to economic development. Combining existing information with a newly colIected dataset, the paper provides cross-country comparisons of measures of judicial performance, and investigates how cross- country differences in triallength are related to the underlying characteristics of judicial systems. There is a large cross-country variation in trial length across alI instances, which appears to be related to the share of the justice budget devoted to computerisation, the systematic production of statistics the active management of the progress of cases, the presence of specialised commerciaI courts and the managerial responsibilities assigned to the chief judge. Good quality regulation, is associated with lower litigation, which in turn can shorten trial length. Free negotiation of lawyers' fees also appears to be associated with lower litigation.

 

Donatella Stasio
# Quei tempi biblici dei processi italiani
www.ilsole24ore.com/ 22 giugno 2013

 

OECD EconomicPolicy Papers
# Giustizia civile: come promuoverne l’efficienza
OECD Economics Department Policy Notes, No. 18 June 2013
La prevedibilità delle decisioni giudiziarie, ovvero la possibilità di anticipare l’interpretazione della regola che verrà stabilita dal giudice, garantisce la certezza del diritto e permette agli agenti economici di valutare le possibili conseguenze legali delle loro azioni, consentendone una corretta programmabilità. Misurare il grado di prevedibilità delle decisioni risulta estremamente complesso; tuttavia alcune indicazioni possono essere ricavate dall’analisi dei tassi d’appello dinanzi alle corti superiori.

 

Pietro Buffa
# Tortura e detenzione: alcune considerazioni in tema di abusi maltrattamenti e violenze in ambito detentivo
Rassegna penitenziaria e criminologica, n. 3, 2013
Una questione di cui vale la pena parlare. – 2. il metodo. – 3. il fatto. – 4. il Sistema. – 5. La Situazione. – 5.1. L’ossessione penitenziaria tra obbedienza e paura. – 5.2. Deumanizzazione. – 5.3. La pratica del denudamento. – 5.4. Deindividuazione. – 5.5. L’assenza del controllo e la normalizzazione dell’abuso. – 5.6. Noia e frustrazione. – 5.7. La responsabilità tra forze centripete e difese formali. – 5.8. Una comunità chiusa e autoreferenziale. – 5.9. L’impotenza appresa. – 5.10. Deresponsabilizzazione, disimpegno morale e professionale: il cerchio si chiude. – 6. Le Persone. – 6.1. Il direttore. – 6.2. Il comandante del reparto. – 6.3. L’educatore. – 6.4. Il personale sanitario. – 6.5. L’ispettore P.M.  – 6.6. L’ispettore L.D. – 6.7. Violenti, indifferenti ed eroi. – 7. Conclusioni e prospettive per una prevenzione. – 7.1. La prevenzione generale. – 7.2. La prevenzione operativa. – 7.3. La prevenzione speciale.

 

Silvia Buzzelli
# Tortura: una quaestio irrisolta di indecente attualità
www.penalecontemporaneo.it | 26 giugno 2013
Nel corso di questi lunghi decenni, lo Stato italiano non ha  rispettato gli impegni assunti al di fuori dei confini nazionali, dimostrando, ancora di
recente, di non voler sfruttare neppure le due opportunità offerte dalla legge 9 novembre 2012, n. 195 (Ratifica ed esecuzione del Protocollo opzionale alla Convenzione delle Nazioni Unite contro la tortura e altri trattamenti o pene crudeli, inumani o degradanti, fatto a New York il 18 dicembre 2002) e dalla legge 20 dicembre 2012, n. 237; in particolare, la seconda ha prodotto unicamente un adeguamento sul fronte procedurale alle disposizioni dello Statuto istitutivo della Corte penale internazionale, trascurando gli aspetti sostanziali...

 

Silvia Talini
# Famiglia e carcere
www.gruppodipisa.it/ 7-8 giugno 2013
Convegno annuale dell’Associazione “Gruppo di Pisa” | Catania 7-8 giugno 2013 | “La famiglia davanti ai suoi giudici” | 1. La tutela delle relazioni familiari nella normativa penitenziaria e il ruolo “guida” assunto dalla giurisprudenza - 2. Un diritto sommerso: la questione dell’affettività-sessualità intramuraria - 3. Il mantenimento dei rapporti con i figli e la tutela dell’infanzia - 4. Le modifiche alla disciplina delle misure cautelari e le nuove “strutture alternative al carcere”- 5. Le modifiche all’ordinamento penitenziario: misure alternative e visite al minore infermo - 6. Prevenzione sociale e diritto all’infanzia nella giurisprudenza costituzionale e in una recente sentenza del Giudice di legittimità - 7. Brevi riflessioni conclusive. Un diritto di natura giurisprudenziale: l’acceso alle tecniche di procreazione medicalmente assistita.

 

Giovanna Di Rosa (Unicost)

# Intervista sul plenum straordinario con il ministro Cancellieri e sull'amnistia
www.radioradicale.it |  20 giugno 2013

 

Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria DAP

# Relazione della Commissione Mista per lo studio dei problemi della magistratura di sorveglianza.

Circolare n. 3646/6096 PU-GDAP-1aOO-13/06/2013-0211679-2013

La Commissione ha ritenuto di affiancare agli interventi in campo normativo una serie di proposte di natura organizzativa, praticabili ad assetto legislativo invariato e di immediata applicazione, per una migliore gestione delle molteplici problematiche correlate alla situazione di sovraffollamento degli istituti di pena.

 

Angela Della Bella
# La Corte costituzionale stabilisce che l’Amministrazione penitenziaria è obbligata ad eseguire i provvedimenti assunti dal Magistrato di sorveglianza a tutela dei diritti dei detenuti
Corte cost., 7 giugno 2013, n. 135, Pres. Gallo, Est. Silvestri
Diritto Penale Contemporaneo | www.penalecontemporaneo.it
13 Giugno 2013
La Corte costituzionale si è pronunciata sul conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato, ed in particolare tra il Ministro della giustizia ed il Magistrato di sorveglianza di Roma [1],dichiarando che non spetta al Ministro della giustizia disporre che non venga data esecuzione ad un provvedimento emesso da un magistrato di sorveglianza all'esito di un procedimento giurisdizionale, nel quale si dichiari che un determinato comportamento dell'Amministrazione penitenziaria è lesivo di un diritto del detenuto

# Commento di Mitja Gialuz (20 marzo 2012) a Corte cost Ordinanza n. 46 del 2012

 

Augusto Barbera
# Un moderno “Habeas Corpus”?
www.forumcostituzionale.it/ 27 giugno 2013
Attorno ai valori della persona si sono costruite le Costituzioni di questo secondo dopoguerra, prime fra tutte la Costituzione italiana del 1948 e quella tedesca del 1949. Se il fondamento delle costituzioni liberali era da rinvenirsi nel binomio “proprietà-libertà” del “cittadino”, nello “stato costituzionale” del secondo dopoguerra esso viene sempre più rinvenuto nel binomio “dignità-libertà” della “persona”. In questo binomio trovano fondamento, accanto ai diritti civili e politici, anche i diritti sociali.

 

Maria Abagnale
# Il caso Torreggiani e altri c. Italia
www.forumcostituzionale.it/ 13 giugno 2013
... Afferma la Corte, “la persona incarcerata può avere bisogno di una maggior tutela proprio per la vulnerabilità della sua situazione e per il fatto di trovarsi totalmente sotto la responsabilità dello Stato”18. Proprio su questo assunto dichiara che il divieto di tortura e di trattamenti inumani e degradanti previsti all’art. 3 della Convenzione “pone a carico delle autorità un obbligo positivo” che da un lato “consiste nell’assicurare che ogni prigioniero sia detenuto in condizioni compatibili con il rispetto della dignità umana”; dall’altro “che le modalità di esecuzione della misura non sottopongano l’interessato ad uno stato di sconforto né ad una prova di intensità che ecceda l’inevitabile livello di sofferenza inerente alla detenzione”. Da questo duplice obbligo positivo, la Corte ne fa derivare, di conseguenza, il dovere dello Stato di garantire, tenendo conto delle esigenze pratiche della reclusione, il diritto alla salute e al benessere del detenuto...

 

Carlo Federico Grosso

# Rinnovare il sistema delle sanzioni

La Stampa 12 giugno 2013

... ma quando il delinquente non desta allarme sociale ed il reato non è particolarmente grave, bene potrà il carcere essere sostituito da detenzione domiciliare , da interdizioni da uffici o attività, da lavori di pubblica utilità, da pesanti pene pecuniarie...

 

Domenico Pulitanò | Diritto penale Contemporaneo
# Quale agenda per la giustizia penale?
www.penalecontemporaneo.it - 31 maggio 2013
1. La relazione dei saggi: un possibile punto di partenza? – 2. L’obiettivo prioritario: deflazione penalistica. – 3. Questioni relative all’azione penale. – 4. Questioni relative alla garanzia di sfere di riservatezza. – 5. I tempi della giustizia. – 6. Questioni relative alla prescrizione. – 7. I nodi critici. Giustizia penale, etica, politica.
Moralità, moralismo, autoritarismo ben intenzionato, rischi di rotture negli equilibri del sistema: sono questi gli slittamenti (o i possibili slittamenti) della giustizia penale, di cui ritengo importante discutere, non contro, bensì in difesa della funzionalità e moralità del law enforcement penalistico. Anche se questa discussione non fa parte delle agende politiche, dovrebbe essere sempre nella nostra agenda, ed ha una valenza (anche) etica e politica

 

Giandomenico Caiazza
# Sul 41bis [audio]
Il rovescio del diritto - Pillola | Radio Radicale 25 maggio 2013

 

Parlamento Europeo

# Proposta di Risoluzione comune su Guantanamo: sciopero della fame dei prigionieri

22.5.2013 (2013/2601(RSP))

... concorda con l'Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani quando afferma che, benché il diritto internazionale esiga che non vi sia impunità per gli atti di terrorismo, i crimini o le atrocità, i diritti umani sono universali e si applicano a ogni individuo, anche a chi è sospettato di avere commesso i reati più gravi, e che le persone private della libertà vanno trattate con umanità nel rispetto della loro dignità intrinseca...

 

Council of Europe CoE
# Compendium of conventions, recommendations and resolutions relating to penitentiary questions
www.coe.int/ Council of Europe Publishing, May 2013

“The mood and temper of the public with regard to the treatment of crime and criminals is one of the unfailing tests of the civilisation of a country.” (Winston Churchill) ... Over the years the Council of Europe has developed specific standards in the penitentiary field, which appear in binding texts like conventions and protocols, but also in the case-law of the European Court of Human Rights related to cases concerning detention and imprisonment. In addition very detailed standards are established in the so-called “non binding” texts like Committee of Ministers’ recommendationsand the annual general reports of the European Committee for the Prevention of Torture and Inhuman or Degrading Treatment or Punishment (CPT). The standards adopted in the Committee of Ministers’ recommendations reflect the political  consensus of our member states regarding the general principles concerning the treatment of detainees, management of penitentiary institutions, staff and execution of sanctions and measures which do not involve deprivation of liberty.

 

Fabio Fiorentin

# Misure di sicurezza personali: la declaratoria “preventiva” di abitualità nel reato contrasta con i principi costituzionali in tema di rieducazione del reo
Diritto Penale Contemporaneo | 9 Maggio 2013
"Società del rischio" e crisi del sistema del "doppio binario". - 2. La prevenzione del rischio di recidiva dell'autore imputabile: la declaratoria "preventiva" di delinquenza abituale. - 3. La tesi della natura (meramente) dichiarativa dello status di delinquente abituale e sua confutazione. - 4. L'estensione della disciplina delle misure di prevenzione personali: una criticabile analogia in malam partem. - 5. Una lettura sistematica dell'art. 103 c.p., ricompone in chiave costituzionalmente orientata il quadro delle misure nei confronti degli autori pericolosi. - 6. Un procedimento veramente "ad armi pari". - 7. La divaricazione dei fini e il difficile equilibrio tra esigenze contrapposte. - 8. Le risposte di alcuni giudici: la finalità rieducativa come valore non negoziabile. - 9. Al "neo-positivismo" efficientista va opposta l'idea "umanistica" del recupero della persona condannata.

 

Daniela Ranalli

# Nuovi interventi della Corte Europea dei diritti dell’uomo in materia di trattamento carcerario

Rassegna penitenziaria e criminologica, 2/2013, pp. 158-172.

 

Paolo Canevelli – Carmelo Musumeci
# Ergastolo. Giorno e notte
Giustizia Insieme. Movimento per la Giustizia — articolo 3 | 1/2012 - Maggio 2013
Le argomentazioni più lucide a favore di un sistema costituzionale che indica nella funzione rieducativa della pena un valore insopprimibile dell’intero trattamento penitenziario si possono leggere nella motivazione della sentenza n. 68 del 1995. Secondo la Corte, in tanto è possibile subordinare ad una determinata condotta l’applicazione di istituti che sono parte integrante del trattamento, «in quanto la condotta che si individua come presupposto normativo risulti oggettivamente esigibile, giacché, altrimenti, residuerebbe nel sistema null’altro che una preclusione assoluta, del tutto priva di bilanciamento proprio sul piano dei valori costituzionalmente coinvolti».

 

Silvia Melodia

# Sistema del doppio binario e garanzie individuali: il controllo dell'autore imputabile pericoloso nel diritto penale francese
Università degli Studi di Milano | Tesi di Laurea | 8 Maggio 2013

Il sistema del doppio binario sanzionatorio è caratterizzato dalla compresenza di due categorie di sanzioni distinte per funzioni e disciplina: le pene, ancorate alla colpevolezza del soggetto per il fatto di reato e commisurate in base della gravità di quest'ultimo, e le misure di sicurezza, imperniate sul concetto di pericolosità sociale dell'autore del reato e di durata indeterminata. Il doppio binario si risolve, con riferimento ai soggetti imputabili e al contempo socialmente pericolosi, nell'applicazione congiunta di pena e misura di sicurezza: è questo il profilo più problematico dell'istituto, che può tradursi in una duplice privazione della libertà personale dell'individuo, ben oltre il limite segnato dalla colpevolezza per il fatto...

 

Nicolas Hervieu
# Droits del détenus (Art. 3 CEDH): Une condamnation européenne des conditions carcérales en France à conjguer à tous les temps
Lettre «Actualités Droits-Libertés» du CREDOF, 29 avril 2013
En témoigne la condamnation prononcée le 25 avril 2013 contre la France et qui répond à un mal endémique : les mauvaises conditions de détention. Certes, la sanction strasbourgeoise est rétrospective et à retardement, puisque le lieu de détention concerné a été fermé pour vétusté trois ans après les faits. Certes également, le raisonnement européen n’a évoqué qu’à demi-mot le problème clef de la surpopulation carcérale.

 

European Court of Human Rights | Cour Européenne des Droits de l'Homme

# Affaire Canali c. France (Requête no 40119/09)

Strasbourg 25 avril 2013

« (...) Il n’y avait pas de porte pour les toilettes. On mettait une couverture pour avoir de l’intimité mais les surveillants nous la faisaient ôter parce que c’était interdit. Il y avait un muret qui séparait le WC du reste de la cellule, et comme la fenêtre était du côté des WC, nous avions très peu de lumière dans la cellule. La lumière était obstruée par le muret, les barreaux, les grilles et l’étroitesse de la fenêtre. Près du lavabo, il y avait une prise électrique qui pendait, cela présentait des risques car elle se trouvait à 50-60 cm du lavabo. Les armoires qui devaient être fixées au mur en hauteur, étaient posées au sol et n’avaient plus de portes, si bien que nos affaires traînaient par terre. J’estime la taille de la cellule à 9 m² ou 9.5 m². La fenêtre devait faire 1 m² environ. Les lits superposés qui étaient normalement scellés au mur, ne l’étaient plus et il y  avait des risques de chute. Lorsqu’il fait chaud, il n’y avait pas d’air, car nous étions tout en haut de la maison  d’arrêt. Je restais environ 23 heures dans ma cellule... La Cour à l'unanimité Dit qu’il y a eu violation de l’article 3 de la Convention ; 3. Dit, a) que l’Etat défendeur doit verser au requérant 10 000 EUR (dix mille euros), plus tout montant pouvant être dû à titre d’impôt, pour dommage moral et 4 784 EUR (quatre mille sept cent quatre-vingt-quatre euros), plus tout montant pouvant être dû à titre d’impôt par le requérant, pour frais et dépens...

 

Università di Milano-Bicocca | Scuola di Dottorato in Scienze Giuridiche

# Dichiarazione di Milano-Bicocca per la Prevenzione della Tortura
Adottata il giorno 22 aprile 2013

1. La tortura non è solamente causa di dolore fisico e psicologico, ma è espressione di disprezzo per la dignità umana; 2. La tortura, in ogni sua modalità, è una delle peggiori forme di violazione dei diritti umani e, per questo, è stata annoverata tra i crimini contro l’umanità; 3. Essendo la tortura un crimine internazionale, vietato da trattati e dal diritto internazionale consuetudinario, la sua proibizione è considerata una norma di ius cogens (norma imperativa)...

 

United States Department of State • Bureau of Democracy, Human Rights and Labor
Country Reports on Human Rights Practices for 2012 - Italy

www.state.gov/  April 19, 2013

Secretary Kerry (Apr. 19): "These reports send a very clear message that all governments have a responsibility to protect universal human rights, and they help to blaze a path forward for places where those rights are either threatened or denied. ...

Principal human rights problems included the continued incarceration of pretrial detainees with convicted criminals, substandard living conditions in overcrowded prisons and detention centers for undocumented migrants, and societal prejudice and some municipal mistreatment of Roma, which exacerbated their social exclusion and restricted their access to education, health care, employment, and other social services....
NGOs and international organizations highlighted the loophole in the judicial system regarding the lack of a law criminalizing torture. While perpetrators can be found guilty of violence against a person under an article of the criminal code, prosecution under this article can only happen if the victim comes forward to denounce the perpetrator. On January 30, a judge acquitted four guards accused of violence against two detainees in the prison of Asti. One guard was not involved in the case. While the judge recognized the other three as having beaten and tortured the detainees in question, he could not sentence them because no victim had come forward to denounce their acts... The law requires the separation of pretrial detainees from convicted prisoners, but in practice they were sometimes held in the same sections of prison facilities. In November approximately 58 percent of inmates were convicted criminals serving sentences, while 42 percent were primarily pretrial detainees.

 

Cour Européenne des Droits de l'Homme - European Court of Human Rights

# Samsam Mohammed Hussein and Others against the Netherlands and Italy
http://hudoc.echr.coe.int/ 2 April 2013

 

Human Rights Watch

# World Report 2013
350 Fifth Avenue New York,www.hrw.org - 2013

In March, the UN Committee on the Elimination of Racial Discrimination (CERD) expressed serious concerns about racist violence in Italy, and urged measures to improve prevention, investigation, and prosecution. In June, the UN special rapporteur on violence against women recommended that Italy adopt a specific law on violence against women and ensure access to justice for victims, including Roma, Sinti, and undocumented migrant women. In July, Italy’s highest criminal court upheld the convictions of senior police officers for falsifying evidence in relation to police violence during the 2001 G8 summit in Genoa; it also upheld controversial long prison sentences of up to 15 years for some protesters over property destruction, ordering others to be reviewed.

 

Howard Sapers - Canada

# Respecting rights in Canadian prisons: an Ombudsman’s perspective on key challenges facing Canadian federal corrections. Address by Mr Howard Sapers, Correctional Investigator of Canada at the House of Lords, 17th April 2013
In Canada, our jails and prisons are increasingly crowded. 21% of the inmate population is “double-bunked,” that is, two inmates housed in a cell designed for only one. As prisons become more crowded, they also become more violent and volatile places. Inmate assaults and injuries are up. The use of segregation is increasing, as are use of force interventions. Half of all use of force interventions last year involved the use of pepper spray. Exceptional searches, lockdowns and staff refusals to work on health or safety grounds remain high. A recent survey reported that staff found their prisons to be a “toxic” work environment. Preventable and premature deaths in custody continue to remain a concern in Canadian penitentiaries. Prison suicide rates are anywhere between 5 and 7 times higher than general Canadian society. The number and prevalence of prison self-injury incidents has tripled in the last five years.

 

MONUSCO United Nations Organisation Stabilisation Mission in the Democratic Republic of the Congo -- United Nations Human Rights - Office of the High Commissioner
# Report of the United Nations Joint Human Rights Office (MONUSCO-OHCHR) on Deaths in Detention Centres in the Democratic Republic of Congo
monusco.unmissions.org | March 2013

The phenomenon of deaths in detention centres in the Democratic Republic of the Congo (DRC) is considered to be a priority theme by the United Nations Joint Human Rights Office (UNJHRO) due to its seriousness and scale. Between 2004 and 2005, the Human Rights Division (HRD) of the United Nations Organisation Mission in the Democratic  Republic of Congo (MONUC) published three reports on conditions of detention in the prisons and holding cells of the DRC. Each report presented a worrying picture of conditions of detention in the country and set out recommendations for the government. Despite this, deaths in detention continue to be of concern, and the data which the UNJHRO has gathered, working closely with other elements of the UN mission in the DRC (MONUSCO), are alarming. They show that 211 deaths in detention were documented as human rights violations between January 2010 and December 2012. The causes of these deaths are many, but are mainly linked to the conditions of detention, the lack or indeed absence of provision for the basic needs of detainees, and also the weakness of prison institutions which are rarely required to be accountable to detainees or to the authorities. Detention centres in the DRC are generally overcrowded, and conditions of hygiene in them are deplorable. Furthermore, supplies of food and medicines are largely inadequate...

 

Caroline Skinner, Rachel Goldhill

Changes in Probation Training in England and Wales: The Probation Qualification Framework (PQF) Three Years On

European Journal of Probation Vol. 5, No.3, 2013, pp 41 – 55
This article draws on the personal experience of two lecturers delivering the academic programme of the Probation Qualification Framework to students employed by a number of different Probation Trusts. It considers the current qualifying arrangements and identifies a number of issues that have come to the fore over the first three years of implementation. Specifically, it establishes the importance of all stakeholders, students, the employing Trust and NOMS understanding what is of fundamental importance for work-based distance learning study. The changing composition and characteristics of the student body and the ways in which new developments in professional knowledge are included in the curriculum are explored with particular focus on the new group of graduate entrants at Part 3. The authors remain committed to the belief that those who work in the criminal justice system of England and Wales, supporting change and rehabilitation with a complex and vulnerable client group must have a nationally recognised qualification which includes both employer responsibility for quality practice based learning and a Higher Education award

 

Mariangela Montagna
Art. 3 CEDU e sovraffollamento carcerario. La giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell’uomo ed il caso dell’Italia
www.federalismi.it/ 17 maggio 2013
Vedremo come la Corte costituzionale risponderà e, sulla scia di quanto già verificatosi in altri settori del procedimento penale, si può immaginare il proseguimento di un dialogo tra Corti che ha sempre visto i giudici costituzionali particolarmente attenti e sensibili nel recepire le “sollecitazioni” mosse dalla Corte di Strasburgo, in un quadro di tutela multilivello dei diritti fondamentali sempre più proteso verso l’effettività degli stessi.

 

Giandomenico Dodaro
Il sovraffollamento delle carceri: rimedio extra ordinem contro le violazioni dell’art. 3 Cedu
www.forumcostituzionale.it/ 30 aprile 2013
«La pena è legale solo se non consiste in un trattamento contrario al senso di umanità», osserva il giudice conformemente a un risalente rilievo della Corte costituzionale: con l’art. 27, co. 3, Cost. il legislatore ha inteso segnare dei limiti alla pena «mirando essenzialmente ad impedire che l’afflittività superi il punto oltre il quale si pone in contrasto col senso di umanità» (Corte cost. 12/1966; cfr. altresì Corte cost. 349/1993).

 

Antonia Menghini (audio)
Quale carcere per l'attuale emergenza?
Intervento al convegno organizzato dalla Camera Penale di Trento
Trento, 20 aprile 2013 - www.radioradicale.it

 

Manuela Rinaldi
# Lavoro dei detenuti: D.L. 78/2013
Diritto del lavoro - 15/07/2013

 

Tortura, carceri, droghe
# Tre proposte di legge di iniziativa popolare per la giustizia e i diritti - 2013
Proposta di Legge numero 1: Introduzione del reato di tortura nel codice penale
Proposta di Legge numero 2: Per la legalità e il rispetto della Costituzione nelle carceri
Proposta di Legge numero 3: Modifiche alla legge sulle droghe: depenalizzazione del consumo e riduzione dell’impatto penale

La recente sentenza (8 gennaio 2013) della Corte Europea dei Diritti Umani nel caso Torreggiani impone alle autorità italiane l’assunzione di un piano per le riforme in ambito penale e penitenziario nel nome della protezione della dignità umana. L’Italia ha un anno di tempo per ripristinare la legalità internazionale e costituzionale nell’ambito del sistema penitenziario...

 

Camera dei Deputati | Proposta di Legge d'iniziativa dei deputati Ferranti et al.
Delega al Governo in materia di pene detentive non carcerarie e disposizioni in materia di sospensione del procedimento con messa alla prova e nei confronti degli irreperibili
Presentata il 18 marzo 2013

 

Gruppo di Lavoro sulle riforme istituzionali Istituito il 30 marzo 2013 dal Presidente della Repubblica composto da Mario Mauro, Valerio Onida, Gaetano Quagliariello, Luciano Violante

Relazione finale - Capitolo V - Amministrazione della Giustizia
12 aprile 2013
25. Sovraffollamento carcerario. Per contribuire al contenimento di un sovraffollamento carcerario ormai insostenibile, si propone: a) di trasformare in pene principali comminabili dal giudice di cognizione alcune delle attuali misure alternative dell’esecuzione, come l’affidamento in prova e la detenzione domiciliare; b) un ampio processo di depenalizzazione di condotte che possono essere meglio sanzionate in altra sede; c) l’introduzione su larga scala di pene alternative alla detenzione; d) una particolare attenzione va dedicata al tema del lavoro dei detenuti, che riduce drasticamente la recidiva, rende il carcere più vivibile, rispetta la dignità della persona detenuta; per questa ragione occorre una congrua assegnazione di risorse finanziarie.

 

Presidenza del Consiglio: impugnata la sentenza "pilota" con la quale la Corte di Strasburgo aveva condannato l'Italia per il sovraffollamento carcerario.

Agenzie di stampa del 10 aprile 2013 impugnazione sentenza CEDU

Lo Stato ha impugnato alla Grande Chambre la sentenza della Corte europea dei diritti umani di Strasburgo che a gennaio ha condannato l'Italia per trattamento inumano e degradante di 7 detenuti, dando all'Italia un anno di tempo per adeguare il sistema carcerario

 

Francesco Maisto (audio)
L'Italia impugna la condanna "pilota" della Corte di Strasburgo sul degrado delle carceri

www.radiocarcere.com | 11 aprile 2013
“La decisione del Governo italiano, che ha impugnato la sentenza Torreggiani di Strasburgo sulle carceri, mi sembra frutto di un escamotage ed espressione di una visione di realpolitik finalizzata solo a rimandare il problema carcerario senza affrontarlo”.
È quanto afferma Francesco Maisto, presidente del Tribunale di sorveglianza di Bologna, durante la rubrica Radiocarcere che andrà in onda questa sera su Radio Radicale. “Una logica del rimando - aggiunge Maisto - già applicata per gli Opg, un’impostazione che non condivido”.
“Infatti - prosegue il giudice - rimandando i problemi, come ha fatto il Governo italiano con questa impugnazione, questi non si risolvono ma si aggravano. Un aggravamento di cui non ha bisogno la realtà carceraria che versa già in condizioni di emergenza e che avrebbe bisogno invece di interventi urgenti e sistematici”.

 

Valerio Spigarelli

# Carceri, il ricorso italiano a Strasburgo: «Un'incoerente tattica dilatoria»
Intervista di Sandro Podda | Liberazione, 11 aprile 2013

 

Giuseppe Rossodivita (audio)

# Intervista. Lo Stato italiano impugna la sentenza della Corte europea di Strasburgo
Radio Radicale, 10 aprile 2013

 

Flavia Urciuoli (audio)

# Intervista. Lo Stato italiano impugna la sentenza della Corte europea di Strasburgo

Radio Radicale, 10 aprile 2013

 

Council of Europe COE | Committee of Ministers

# Supervision of the Execution of Judgments and Decisions of the European Court of Human Rights. 6th Annual Report of the Committee of Ministers 2012 

COE April 2013

L'Italia è stata complessivamente condannata al pagamento di circa 120 milioni di euro (119.558.467) di risarcimenti nel corso del 2012: cfr tab. p. 58

 

Silvia Buzzelli
# Il carcere tra eccessi e vuoti: troppe risposte, nessuna risposta
Diritto Penale Contemporaneo ! www.penalecontemporaneo.it - 4 aprile 2013
Sommario: 1. Una definizione minimalista, tanto per incominciare. - 2. La misurazione degli squilibri tra principi e pratiche quotidiane. - 3. La verifica del tasso di effettività: la complessiva tenuta del cordone di garanzie predisposte dal Consiglio d'Europa a tutela della persona detenuta. - 4. L'ineffettività dei meccanismi e degli strumenti nazionali. - 5. L'insostenibilità del modello vigente: possibili vie d'uscita (immediate e di lungo periodo).

 

Giandomenico Caiazza

# Così la custodia cautelare in carcere è diventata un’anticipazione della pena
Notizie Radicali, 4 aprile 2013

Tale giudizio - che i giudici italiani facciano un diffuso e sistematico uso illegittimo della custodia cautelare, divenuto ormai apertamente un mezzo di anticipazione della pena rispetto al giudizio conclusivo di un processo - non viene espresso da un manipolo di penalisti esagitati o di garantisti zelanti, ma addirittura dal Primo Presidente della Corte di Cassazione...

 

Agata Ciavola
# Il rafforzamento delle garanzie dell’indagato sottoposto a custodia cautelare
Diritto Penale Contemporaneo 1/2013 www.penalecontemporaneo.it

La custodia cautelare, pur essendo qualificata da tutti gli ordinamenti nazionali strumento eccezionale, ha ancora una diffusa e squilibrata applicazione. L’entità della popolazione carceraria è considerevole e le condizioni della detenzione sono state sovente considerato dalla Corte europea dei diritti dell’uomo in contrasto con l’art. 3 della C.e.d.u., il quale sancisce il principio secondo cui nessuno può essere sottoposto a pena o trattamento inumani o degradanti166. In questo panorama, l’Italia si distingue negativamente, in primo luogo, per essere al di sopra della media europea, sia quanto al numero dei detenuti in attesa di giudizio, sia quanto alla densità penitenziaria, sia infine quanto alla presenza dei  detenuti stranieri; in diverse occasioni, poi, pure a causa del sovraffollamento, è stata riscontrata l’esistenza di condizioni inumane di detenzione, con conseguente condanna dell’Italia da parte della Corte di Strasburgo

 

Marco Ruotolo
# Sul principio di effettività della tutela giurisdizionale dei diritti dei detenuti
Giurisprudenza costituzionale, n. 3/2013

 

Tribunale di Sorveglianza di Torino
# Ordinanza 27 marzo 2013, n. 1151
Art. 54 O.P.: cumulo di periodi detentivi non continuativi - Il semestre da valutare agli effetti della detrazione di pena ex art. 54 O.P. può risultare dal cumulo di periodi detentivi non continuativi, purché essi non siano separati da un intervallo temporale così lungo da impedire di verificare concretamente la partecipazione del detenuto al trattamento rieducativo (fattispecie in cui tale possibilità è stata esclusa in relazione a periodi detentivi separati da un intervallo di circa 26 mesi).

 

Carmine Luca Volino
# La protezione diretta e indiretta dei diritti del detenuto. Considerazioni sistematiche alla luce della sentenza della Corte europea dei diritti dell'uomo, sezione II, 8 gennaio 2013, Torreggiani e altri c. Italia.

Diritto Penale Contemporaneo | 26 Marzo 2013 | www.penalecontemporaneo.it
Sommario: 1. Considerazioni preliminari sulle particolarità del cosiddetto arresto-pilota in materia di diritti della persona in vinculis. - 2. Arresto-pilota e art. 46 CEDU. - 3. Riduzione del sovraffollamento e portata effettuale dei rimedi di natura preventiva. - 4. Natura preventiva e compensativa dei rimedi a tutela del detenuto. - 5. I rimedi di natura compensativa nell'ordinamento italiano. - 6. I rimedi di natura preventiva nell'ordinamento italiano. - 7. Per una corretta collocazione sistematica del reclamo al magistrato di sorveglianza. - 8. L'azione risarcitoria come rimedio compensativo, il reclamo al magistrato di sorveglianza come rimedio preventivo. - 9. Rimedio preventivo e sospensione dell'esecuzione penale. - 10. Mezzi alternativi di tutela preventiva: pubblico ministero, giudice dell'esecuzione, applicazione degli artt. 146 e 147 c.p. - 11. Considerazioni conclusive.

 

Silvia Talini
Il tentativo del funambolo. Le presunzioni assolute di adeguatezza della custodia cautelare in carcere tra Corte costituzionale e giudici
www.dirittopenitenziarioecostituzione.it/ marzo 2013
1. La vicenda processuale e l’incostituzionalità della presunzione assoluta della sola adeguatezza della custodia cautelare in carcere per i reati di cui agli artt. 473 e 474 c.p. — 2. Restrizioni alla libertà personale e limiti all’interpretazione conforme a Costituzione. — 3. La valenza anche ‘‘monitoria’’ della pronuncia della Corte costituzionale. [Corte costituzionale, 3 maggio 2012, n. 110 — Quaranta Presidente — Lattanzi Redattore]

 

Giulia Boldi

La tutela giurisdizionale dei diritti dei detenuti: un problema di effettività. Con postilla di Marco Ruotolo

federalismi.it

Rivista di diritto pubblico italiano, comunitario e comparato - 20 marzo 2013

L’amministrazione penitenziaria può non ottemperare ad una decisione del magistrato di sorveglianza che abbia rilevato, in via definitiva, la lesione di un diritto del detenuto? La Corte costituzionale dovrà rispondere a questa domanda, ricercando la soluzione alla luce di sue precedenti decisioni (in particolare n. 26 del 1999 e n. 266 del 2009). Agli argomenti desumibili dalla pregressa giurisprudenza costituzionale, riguardanti la indubbia giurisdizionalità della procedura di reclamo attualmente regolata dagli artt. 69 e 14-ter della legge n. 354 del 1975 e il carattere vincolante per l’amministrazione penitenziaria delle “disposizioni” impartite dalla magistratura di sorveglianza all’esito dei giudizi di cui sopra, si aggiunge, ora, il “monito” della Corte europea dei diritti dell’uomo per l’adozione di rimedi giurisdizionali che assicurino una tutela effettiva dei diritti dei detenuti

 

Tribunale di Sorveglianza Torino

# Esecuzione della pena presso il domicilio (L. 199/2010) - Scissione del cumulo di pene comprendenti un delitto ostativo

ud. 19.03.13 (dep. 20.03.13), Pres. Velludo, Est. Fiorentin, ric. Nevzadi

All'istituto della esecuzione della pena presso il domicilio, introdotto dalla L. 199/2010 (c.d. "legge svuota-carceri"), è applicabile il meccanismo dello "scioglimento del cumulo giuridico delle pene", e, conseguentemente, è possibile applicare la detta misura al condannato che - pur avendo commesso taluno dei delitti di cui all'art. 4-bis, L. n. 354/75 - abbia già scontato, al momento della presentazione dell'istanza, la pena riferibile alla condanna per il reato "ostativo" e si trovi in espiazione di una pena, o di una quota-parte di pena, riferibile a ipotesi delittuose "non ostative" alla concessione del beneficio richiesto.

 

Tribunale di Sorveglianza di Milano

# Ordinanza di remissione alla Corte Costituzionale
emessa il 12.03.2013 in ordine all'istanza di differimento della pena ex art. 147 co. 1 n. 2 c.p. presentata da [...] detenuto presso la c.c. di Monza. Dep. in Cancelleria 18.03.2013 [Pr. Maria Laura Fadda; a latere Roberta Cossia].

Il detenuto non può beneficiare allo stato, in considerazione dei reati commessi … della loro gravità e del fine pena lontano, di qualsivoglia misura prevista dall’ ordinamento per esigenze meramente (o prevalentemente) deflattive (come ad esempio la misura temporanea dell’esecuzione della pena al domicilio) o per scopi di umanizzazione o rieducativi, che possano rivestire come conseguenza seppur indiretta o temporanea (come ad esempio nel caso del permesso premio) quella di sottrarre il condannato a carcerazioni degradanti...

Mentre la pena non "può" consistere in un trattamento contrario al senso di umanità, essa nel contempo "deve" tendere alla rieducazione del condannato con ciò significando che mentre la finalità rieducativa rimane nell'ambito del "dover essere" e quindi su un piano esclusivamente finalistico ("deontico") - la pena è legale anche se la rieducazione verso la quale deve obbligatoriamente tendere non viene raggiunta - viceversa la non disumanità attiene al suo essere medesimo (piano "ontico") - la pena è legale solo se non consiste in un trattamento contrario al senso di umanità - di talché la pena inumana è "non pena" e dunque andrebbe sospesa o differita in tutti i casi in cui si svolge in condizioni talmente degradanti da non garantire il rispetto della dignità del condannato

 

Alessandro Maneffa

# Intervista sul ricorso alla Consulta del Tribunale di sorveglianza di Milano, sul rinvio dell'esecuzione della pena [audio]
www.radioradicale.it - 22 marzo 2013

 

# Guida al Diritto | il Sole 24 Ore 25 marzo 2013

 

Luigi Ferrarella

# Celle sovraffollate e inumane. Chiesto il rinvio della detenzione.

Il Tribunale di Sorveglianza di Milano si rivolge alla Corte Costituzionale
Corriere della Sera, 22 marzo 2013

Se è vero che la pena resta legale anche se non viene raggiunta la rieducazione verso la quale deve obbligatoriamente tendere in base alla Costituzione, è vero anche che la pena è legale soltanto se non consiste in trattamento contrario al senso di umanità.
La pena inumana è non-pena, e andrebbe dunque sospesa e differita a quando le sue condizioni tornino praticabili. Ecco perciò la questione che il Tribunale milanese (presidente Fadda, a latere Cossia, esperti Pastorino e Mate) sottopone alla Corte costituzionale lasciando balenare una sorta di "numero chiuso"...

 

Giovanni Flora

I vincoli costituzionali nella interpretazione delle norme penali

www.penalecontemporaneo.it | 12 Marzo 2013

La generazione di penalisti alla quale mi onoro di appartenere si è formata, e' cresciuta, si è alimentata ed è tutt'ora affezionata alla concezione del c.d. "diritto penale costituzionale" o, secondo altra equivalente terminologia, alla concezione della teoria e della prassi del "diritto penale costituzionalmente orientato ". A quella concezione che vede nella Carta costituzionale non solo un "limite" che segna l'ambito entro il quale le norme penali possono legittimamente operare ("le norme penali non devono e non possono porsi in contrasto con la Costituzione"), ma lo stesso fondamento della struttura e del contenuto delle norme penali, della struttura e del contenuto delle responsabilità penale e della sanzione penale; dove la Costituzione costituisce, insomma, la nervatura del sistema penale.

 

Moscow Center for Prison Reform

MCPR report - 2012
www.prison.org/ 11.03.2013

In response to the critics, the regional prison services do not admit any allegations in mistreatment not to speak about alleged torture and make enormous efforts to oppose all the negative information about them that was made public. In turn they take legal actions against prisoners and human rights activists. The current relationship between the Prison Service and civil society is seen as an informational and legal war rather than a dialogue or interaction.

 

Antonino Pulvirenti
Ermeneutica e processo penale
Cattedra di Diritto Processuale Penale - LUMSA Palermo - Anno Accademico 2012/2013

Le misure cautelari personali | Le intercettazioni di comunicazioni | Le impugnazioni | Il processo penale italiano e la giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell’uomo

 

Howard League for Penal Reform | Commission on Sex in Prison
Consensual sex among men in prison
www.howardleague.org/ Briefing paper 1 2013
The Howard League for Penal Reform has established an independent Commission on Sex in Prison. The Commission comprises eminent academics, former prison governors and health experts and is focusing on three broad themes: • consensual sex in prisons • coercive sex in prisons • healthy sexual development among young people in prison. This is the first ever review of sex inside prisons in England and Wales. There is currently little reliable evidence available on both consensual and coercive sexual activity in prisons. It is not known to what extent men and women who identify as heterosexual may have sex with other prisoners while in prison. The Commission will also consider the nature and extent of coercive sexual activity, including rape, harassment, intimidation, assault and bribery in return for sex.

 

Andrea Pugiotto
Una quaestio sulla pena dell'ergastolo. Sull'incostituzionalità del carcere a vita

Diritto Penale Contemporaneo - www.penalecontemporaneo.it - 5 marzo 2013

Ritornare a discutere del carcere a vita è, invece, necessario. E lo si deve fare ponendo il problema nel modo più radicale: «i giudici italiani, condannando taluno all’ergastolo, irrogano una pena costituzionalmente legittima?»2. L’interrogativo rimanda al disegno costituzionale della pena. Questo impone di guardare alla reclusione dietro le sbarre «non come “punto di arrivo” ma come punto da cui “ripartire”»3, verso una possibile risocializzazione che la Costituzione non preclude a nessuno, per quanto grave e orrenda sia la sua accertata responsabilità penale. Ed esige, altresì, che tale orizzonte non sia mai oscurato durante l’intera successione delle fasi in cui si articola la vicenda ordinamentale della pena, «da quando nasce, nell’astratta previsione normativa, fino a quando in concreto si estingue»4. Come possa conciliarsi con tale panorama costituzionale una pena edittalmente perpetua, che obbliga il giudice a pronunciare una condanna a vita (cioè ad mortem), per sua natura eliminativa, è con tutta evidenza un’incognita.

 

Andrea Pugiotto - Senato della Repubblica, Palazzo Bologna

# Ergastolo e democrazia

Roma, 2 ottobre 2012
Basterà allora, ai giudici costituzionali, sfogliare una grammatica italiana. Scoprendo così che la nostra lingua conosce ancora il futuro anteriore: “Un giorno, quando avrò finito di…”. E, come ha osservato Adriano Sofri, «una lingua che conserva il futuro anteriore non merita l’infamia dell’ergastolo».

 

IHEJ - Institut des Hautes Études sur la Justice
# La prudence et l'autorité. L'office du juge au XXIe siècle
http://www.ihej.org/ mai 2013
Nous proposons de distinguer l’office processuel qui est en charge de mettre en forme les conflits et de les trancher – et nous suggérons d’en ajouter cinq : l’office de vérité tout d’abord, qui distingue l’action du juge aussi bien de la démarche scientifique que de la démarche politique; l’office sanctionnateur, qui dépasse la seule fonction punitive ; l’office libéral de garantie des libertés fondamentales qui s’est affirmé ces dernières années ; l’office tutélaire qui vise à protéger les personnes ; l’office jurisprudentiel enfin, qui consiste à interpréter le sens de la norme juridique, ne peut être mis sur le même plan que les cinq offices car il est commun à tous. Ces offices ne se confondent pas avec les fonctions mais les traversent. Aucune fonction ne monopolise un type d’office et son exercice en sollicite toujours plusieurs (par exemple, un juge des enfants peut mobiliser tout à la fois les offices sanctionnateur, tutélaire et libéral)...

 

Camera Penale di Lucca

# Fine pena mai: ergastolo ostativo

Lucca 22 marzo 2013 (da www.radioradicale.it)

Interventi di: Carlo Carloni, Lodovica Giorgi, Enrico Marzaduri, Lodovica Giorgi, Umberto Veronesi, Andrea Pugiotto, Emilio Santoro, Stefano Anastasia, Luca Russo, Nadia Bizzotto, Michele Passione

 

Paola Balbo
# Carcere e diritti umani
diritto.it 08.03.2013
La Corte ricorda la propria osservazione in merito al fatto che il disfunzionamento dei rimedi preventivi in casi di sovraffollamento carcerario è largamente dipendente dalla natura strutturale del fenomeno e ricostruisce la propria giurisprudenza sulle condizioni carcerarie per concludere nel senso della evidente violazione del divieto di trattamento disumano, quale verificatosi e denunciato dai ricorrenti in penitenziari italiani. Da qui la decisione di indicare in anni uno il limite entro cui l'Italia è chiamata ad adeguare e modificare il sistema al fine di ridurre il sovraffollamento.

 

Massimo Pavarini

# Vivere in meno di 3 metri quadrati. Quando la pena carceraria è disumana e degradante

27 febbraio 2013

... La pretesa punitiva dello Stato può soddisfarsi solo attraverso un’esecuzione rispettosa della legalità. Se la esecuzione della pena non può essere tale, l’esecuzione diventa illegittima e quindi allo Stato non resta che rinunciare a punire... L’ordinanza non può che indicare
l’unica uscita possibile, peraltro suggerita, tra le righe, dalla stessa Sentenza Torreggiani e da quelle in precedenza citate del 2011, sia della Corte Costituzionale Federale tedesca, che ha sancito il principio della superiorità della dignità della persona rispetto alla pretesa punitiva statuale, affermando “l’obbligo per lo Stato di rinunciare immediatamente all’esecuzione della pena nel caso di detenzioni non rispettose della dignità umana”, che, nel caso Plata c. Brown, dalla Corte Suprema degli Stati Uniti, che ha imposto al governo della California di rilasciare circa 46.000 detenuti, al fine di ridurre il tasso di sovraffollamento delle carceri, ritenuto non conforme alle norme della costituzione americana in materia di detenzione.

 

Marco Stramaglia

# Revirement della Cassazione sulla legittimità dei prelievi ematici per l’accertamento del tasso alcolemico: non serve il consenso, basta che manchi il dissenso

Diritto Penale Contemporaneo, 26 febbraio 2013

 

Fabio Fiorentin

# Sullo stato della tutela dei diritti fondamentali all'interno delle carceri italiane.

Note in attesa di un intervento riformatore in linea con la prospettiva delineata dalla Corte EDU con la sentenza Torreggiani e al. C./Italia

Diritto Penale Contemporaneo, 25 febbraio 2013

[www.penalecontemporaneo.it]

La sentenza Torreggiani riconosce che l’ordinamento interno dello Stato italiano non assicura ai detenuti che assumano di avere subito una lesione dei propri diritti per effetto di un atto o di un comportamento dell’amministrazione penitenziaria, uno strumento di tutela effettivo sul piano giuridico.
La Corte EDU non ha ritenuto, infatti, che il rimedio del “reclamo giurisdizionalizzato”, esperibile avanti al magistrato di sorveglianza ai sensi degli artt. 14-ter, 35 e 69 della legge di ordinamento penitenziario (L. 26 luglio 1975, n. 354), possa costituire un mezzo di tutela adeguato.

L’arresto europeo ha affermato, in definitiva, che il reclamo disciplinato dagli artt. 14-ter, 35 e 69 della L. n. 354/75 non integra i requisiti minimi per costituire un rimedio interno “effettivo”, “idoneo” a porre rimedio alla violazione e “facilmente accessibile”.

 

Federico Romoli

# Il sovraffollamento carcerario in Italia quale violazione del divieto di trattamenti inumani o degradanti. A prima lettura della sentenza-pilota Torreggiani.

Archivio Penale 2013 n. 1  - www.archiviopenale.it

Una prima questione affrontata dalla Corte è stata quella della qualifica dei ricorrenti come “vittime” ai sensi dell'art. 34 della Convenzione: infatti, sei di loro erano stati scarcerati dopo la presentazione del ricorso, ed il Governo italiano si era perciò opposto alla ricevibilità delle rispettive domande. La Corte, tuttavia, ha ammesso tutti i ricorsi ribadendo che «una decisione o una misura favorevole al ricorrente è sufficiente, in linea di principio, a privarlo della qualità di «vittima» solo quando le autorità nazionali abbiano riconosciuto, esplicitamente o sostanzialmente, la violazione della Convenzione e vi abbiano posto rimedio» (cfr. Corte eur. dir. uomo., 15 luglio 1982, Eckle c. Germania; Id., 25 giugno 1996, Amuur c. Francia; Id., Grande Camera, 28 settembre 1999, Dalban c. Romania; Id., Sez. II, 20 settembre 2001, Jensen c. Danimarca, dec.), mentre nel caso specifico, sebbene gli interessati siano stati scarcerati o trasferiti in altri istituti penitenziari, «non si può ritenere che, con ciò, le autorità interne abbiano riconosciuto le violazioni denunciate dai ricorrenti e poi riparato il danno che essi avrebbero potuto subire a causa delle situazioni descritte nei loro ricorsi». Secondo la Corte, dunque, tutti i ricorrenti potevano ancora sostenere di essere “vittime” di una violazione dei loro diritti sanciti dall’articolo 3 della Convenzione.

 

Tribunale di Sorveglianza di Venezia

Ordinanza n. 2013/179 SIUS - Differimento della pena ex art. 147 c.p.

Padova, 13 febbraio 2013 [Pr. Giovanni Maria Pavarin; est. Marcello Bortolato]

Visti gli artt. 134 della Costituzione, 23 e ss. legge 11 marzo 1953, n. 87; dichiara rilevante e non manifestamente infondata la questione di costituzionalità dell’art. 147 c.p nella parte in cui non prevede, oltre ai casi ivi espressamente contemplati, l’ipotesi di rinvio facoltativo dell’esecuzione della pena quando essa debba svolgersi in condizioni contrarie al senso di umanità, per violazione degli artt. 27, co.3, 117, co. 1 (nella parte in cui recepisce l’art. 3 della Convenzione europea sui diritti dell’uomo del 4 novembre 1950, ratificata con legge 4 agosto 1955 n. 848, e nell’interpretazione a sua volta fornita dalla Corte Europea dei diritti dell’uomo di ‘trattamento inumano o degradante’ ), 2 e 3 Cost. Dispone l’immediata trasmissione degli atti alla Corte costituzionale.

 

Marco Ruotolo - Luca Marafioti [audio]

# Commento all'Ordinanza del Tribunale di Venezia n. 2013/179

Da "Il rovescio del diritto" - www.radioradicale.it - 22 febbraio 2013

 

Francesco Viganò
# Alla ricerca di un rimedio giurisdizionale preventivo contro il sovraffollamento delle carceri: una questione di legittimità costituzionale della vigente disciplina in materia di rinvio dell'esecuzione della pena detentiva
20 Febbraio 2013 -
www.penalecontemporaneo.it

Rinviando qui alla motivazione del provvedimento per ogni dettaglio, merita qui soltanto evidenziare come il Tribunale ritenga di non poter superare, in via di interpretazione conforme alla CEDU, il carattere tassativo delle ipotesi di differimento della pena previste dall'art. 147 c.p. (e a fortiori dallo stesso art. 146, relativo alle ipotesi di differimento obbligatorio), con conseguente necessario coinvolgimento del giudice delle leggi affinché provveda, attraverso una pronuncia additiva, a estendere l'ambito di applicazione della norma codicistica all'ipotesi in cui le condizioni concrete di esecuzione della pena risultino incompatibili con il diritto del detenuto di cui all'art. 3 CEDU, secondo la lettura ribadita dalla Corte europea con riferimento proprio al nostro paese nel caso Torreggiani.

 

Nicolò Zanon (CSM)

I giudici di sorveglianza di Padova e l’incostituzionalità del sovraffollamento nelle carceri.
Intervista a Nicolò Zanon sulla questione sollevata alla Consulta: «I giudici hanno intercettato un problema enorme. Doveva essere la politica ad affrontare il problema, ma ha latitato»
Tempi, 20 febbraio 2013 (www.tempi.it)

Per la prima volta, un tribunale di sorveglianza, quello di Venezia, ha sollevato alla Corte costituzionale il problema del sovraffollamento carceri e delle pene in condizioni disumane. In attesa della decisione della Consulta, Nicolò Zanon, professore ordinario di diritto costituzionale alla Statale di Milano e membro del Consiglio superiore della magistratura, spiega: "I giudici di Venezia hanno intercettato un problema enorme e indicato una soluzione, forse provocatoria. Credo che debba essere la politica ad affrontare il problema del sovraffollamento e della pena oggi in Italia, ma si deve ammettere che essa è stata "latitante".

 

Matteo Di Stefano, Christian Di Meo, Rosa Calabrese, Francesco D'Imperio, Cesare Fossati, Selvaggia Fausta Giovannangeli, Corrado Gallo, Liberato Isone, Valeria Giura, Valeria Beraldo
# L’emergenza del sistema carcerario italiano
Archivio Penale, n. 3 2013
Il sovraffollamento delle carceri rappresenta uno dei problemi più gravi della Repubblica Italiana: esso ha origini antiche e viene spesso affrontato come una condizione ormai fisiologica degli istituti detentivi, rappresentando invece una distorsione del funzionamento degli stessi; si parla, in proposito, di “fisiologica patologia”.

 

Biancamaria Spricigo
# La "Riflessione critica sul reato" e l'automatismo ostativo dell'art. 4 bis O.P.
Criminalia, 3, 2013
Preambolo: la ‘riflessione critica sul reato’. – 2. La richiesta di affidamento del condannato per reati ostativi: sull’ordinanza del Tribunale di Sorveglianza di Roma del 20 dicembre 2013. – 3. La premialità come contropartita della collaborazione di giustizia: fuori dalle logiche della ‘riflessione critica sul reato’. – 4. La discrepanza tra ‘riflessione critica sul reato’ e collaborazione di giustizia: rischi di una ‘pretesa’ autoaccusatoria. – 5. Le possibili vie di responsabilizzazione e prevenzione sociale: la recente proposta legislativa della Commissione Palazzo.

 

Francesco Mazzacuva
# La Corte europea sul principio di legalità della pena
# C. eur. dir. uomo, quarta sezione, sent. 22 gennaio 2013, Camilleri c. Malta

Diritto Penale Contemporaneo, 19 febbraio 2013

[www.penalecontemporaneo.it]

Il ricorrente ripropone sostanzialmente le medesime doglianze di fronte alla Corte europea, ribadendo che la legge maltese consente al Pubblico Ministero di determinare - con scelta non censurabile in alcun modo dall'imputato - il quadro edittale applicabile in caso di condanna, secondo criteri non stabiliti dalla legge e non prevedibili ex ante. Inoltre, sottolinea come la sanzione inflitta in concreto abbia oltrepassato effettivamente i massimi edittali previsti in caso di processo davanti alla Court of Magistrates e come, pertanto, la scelta dell'accusa si sia rivelata decisiva rispetto al quantum di pena determinato nella sentenza di condanna.

 

Associazione Nazionale Magistrati ANM

La giustizia del futuro. Non c'è futuro senza giustizia: le proposte dell'ANM per il Paese
12 febbraio 2013
Da tempo ormai il sistema giudiziario italiano versa in una grave crisi di efficienza e di funzionalità, che si traduce in crisi di credibilità della Giustizia, con una ricaduta sul principio di uguaglianza davanti alla legge...
Procedere a una generale revisione delle fattispecie di reato, adeguando, ove necessario, la condotta e la sanzione e procedendo a una robusta depenalizzazione...
Le condizioni carcerarie e il sovraffollamento sono da anni un’emergenza nazionale e democratica, un vero e proprio problema strutturale del sistema, causa principale delle insostenibili condizioni dei detenuti...
Il problema deve essere affrontato alla radice, con un significativo mutamento culturale che veda nella pena detentiva e nella custodia cautelare in carcere soltanto l’extrema ratio ove ogni altra sanzione o misura nel caso concreto sia impossibile, con definitivo abbandono, nel caso delle misure cautelari, di ogni ancora residuale ipotesi di obbligatorietà. Quindi, una sostanziale decarcerizzazione, in parallelo rispetto all’ampliamento della capienza e al miglioramento della qualità del sistema penitenziario italiano, allo scopo di rendere effettivo il principio costituzionale della funzione rieducativa della pena.

 

Patrizio Gonnella [audio]

La tortura in Italia. Parole, luoghi e pratiche della violenza pubblica

Da "Il rovescio del diritto" - www.radioradicale.it - 15 febbraio 2013

La tortura è un crimine contro la dignità umana. Eppure non ovunque e non sempre è proibita. Con la progressiva riduzione della sovranità economica e politica degli Stati, assistiamo a un paradossale rafforzamento del loro potere punitivo che man mano si fa arbitrario e indifferente al sistema costituzionale e internazionale dei diritti umani. Come se la "sanzione punitiva" fosse l'unica prerogativa statuale rimasta. Da cu ila diffusa impunità dei toturatori.

 

La pena, i princìpi, la realtà. Crudele e basta.

Avvenire 7 febbraio 2013

Dunque è il carcere in sé, è questo carcere in sé, è la filosofia della cella che va ripensata.

Una pena fatta così è l’epilogo nel quale la giustizia s’illude di celebrare la vittoria sul male mediante un male che offende la dignità dell’uomo, la ferisce al pari del delitto con i suoi riti di umiliazione... Giustizia è parola tagliente, sei mesi di carcere senza condizionale a una giovane donna romena con tre bambini, per un fatto di mendicità del 2006, sono l’ultimo esempio della sferza sui poveri. Rieducativa? No, crudele e basta.

 

Mauro Palma

Il grido del Colle e la muta politica

il manifesto 7 febbraio 2013

Proprio l'estrema autorevolezza della denuncia rischia di retroagire come senso d'impotenza: chi altro potrà mai alzare la voce una volta che anche questa voce massima non troverà risposta? È questa domanda a racchiudere il senso di abbandono che si avverte nelle celle di tutta Italia e che sfocia spesso in gesti disperati, anche estremi. Non solo, ma rischia di essere catalogata come espressione di una situazione dove non ci sono responsabili, come un'imprevedibile catastrofe naturale.

 

Giorgio Napolitano

# Intervento del Presidente della Repubblica in occasione della visita del 6.2.2013 al carcere milanese di San Vittore

www.quirinale.it

 

Ombretta Di Giovine
# Come la legalità europea sta riscrivendo quella nazionale. Dal primato delle leggi a quello dell’interpretazione
Diritto Penale Contemporaneo, n. 1, 2013
1. Intenti dimostrativi. – 2. Le sentenze gemelle della Corte costituzionale ed il passaggio da un sistema legalistico di tipo verticale al web (and fuzzy) system costituzionale. – 3. Le seconde sentenze gemelle della Corte costituzionale del 2009 e la breve illusione del maximum standard di garanzia. – 4. Una verifica sul campo penalistico: quali conseguenze per la legalità? Il declino della riserva di legge. – 5. Segue. L’efficacia della legge penale nel tempo: il divieto di retroattività della nuova incriminazione. – 6. Segue. Il caso della lex mitior. 7. – Segue. Il caso dell’abolitio criminis. – 8. Segue. Tassatività della norma penale. 9. – La (difficile) stabilizzazione giurisprudenziale a livello europeo. – 10. Conclusioni. 

 

Natalino Ronzitti
# Tortura: l’Italia ratifica il Protocollo, ma nel Cp manca la fattispecie criminosa.
Ratifica ed esecuzione del Protocollo opzionale alla Convenzione delle Nazioni unite contro la tortura ed altri trattamenti o pene crudeli, inumani o degradanti fatto a New York il 18 dicembre 2002 | Analisi della Legge 195/2012
www.diritto24.ilsole24ore.com/ (Guida al Diritto) 04 febbraio 2013

 

# Cass. pen., sez. II, sent. 5 febbraio 2013 (dep. 21 febbraio 2013), n. 8445, Pres. Fiandanese, Est. Macchia, ric. Niang Medou

 

Natalia Jurisch

# Sul momento consumativo del furto e della rapina impropria in supermercato munito di sistema antitaccheggio. Commento a Cass. pen., sez. II, sent. 5 febbraio 2013
www.penalecontemporaneo.it 9 Maggio 2013

 

Daniela Falcinelli
# La complessità del reato: tra unità del fatto, unicità dell’offesa e pluralità del “danno”
Archivio Penale, Fascicolo n. 2, Maggio-Agosto 2013

La rapina impropria ha carattere plurioffensivo, tutelando contestualmente i beni dell’inviolabilità del possesso e della sicurezza e libertà della persona; il delitto si riconduce al concetto di fattispecie criminosa complessa, per cui le fattispecie componenti la figura (sottrazione e violenza) possono presentarsi entrambe allo stadio di tentativo, sicché l’unitarietà della rapina resta tale anche quando dette condotte si arrestino ad ipotesi tentate...

 

Giovanni Caruso
# Su recidiva reiterata e giudizio di bilanciamento: parola ‘fine’ della Corte costituzionale?
www.archiviopenale.it/ Archivio Penale 2013, n. 1
La Corte Costituzionale, con la sentenza 5 novembre 2012, n. 251, ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art. 69, co. 4, c.p., siccome sostitui-to dall’art. 3 della legge 5 dicembre 2005, n. 251, “nella parte in cui prevede il divieto di prevalenza della circostanza attenuante di cui all’art. 73, comma 5, del decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309 (Testo unico delle leggi in materia di disciplina degli stupefacenti e sostanze psico-trope, prevenzione, cura e riabilitazione dei relativi stati di tossicodipendenza) sulla recidiva di cui all’art. 99, comma 4, del codice penale”

 

Luigi Ferrajoli

# Nove massime di deontologia giudiziaria
XIX Congresso di Magistratura Democratica Roma, 31.1 - 3.2.2013

... regola deontologica è il rispetto per le parti in causa, incluso l'imputato, chiunque esso sia, soggetto debole o forte, incluso il mafioso o il terrorista o il politico corrotto. Il diritto penale nel suo modello garantista equivale alla legge del più debole. E non dimentichiamo che se nel momento del reato il soggetto debole è la parte offesa, nel momento del processo il soggetto debole è sempre l'imputato e i suoi diritti e le sue garanzie sono altrettante leggi del più debole. Questa regola del rispetto delle parti in causa, e in particolare dell'ilnputato, è un corollario del principio di uguaglianza, dato che equivale al postulato della "pari dignità sociale" di tutte le persone, inclusi quindi i rei, enunciato dalla nostra Costituzione. Ma essa è anche un corollario del principio di legalità, in forza del quale si è puniti per quel che si è fatto e non per quel che si è, si giudica il fatto e non la persona, il reato e non il suo autore, la cui identità e interiorità sono sottratte al giudizio penale.

 

Luigi Manconi, Mario Tronti, Salvatore Torrisi

# Misure alternative alla detenzione in carcere nel caso di inadeguata capienza dell’istituto di pena

Disegno di Legge presentato alla Presidenza del Senato il 25 marzo 2013

 

Luigi Manconi, Paolo Corsini, Mario Tronti

# Introduzione del reato di tortura nel codice penale

Disegno di Legge presentato alla Presidenza del Senato il 15 marzo 2013

 

Magistratura Democratica

# Quale giustizia al tempo della crisi

Meno carcere. Quale carcere? - Documento per il Congresso del gruppo di lavoro "Diritto penale, pena, carcere" - XIX Congresso Nazionale - Roma 31 gennaio - 3 febbraio 2013

La società libera, in gran parte, continua ad operare nei confronti del carcere una vera e propria rimozione: giacché fare i conti con il carcere significa misurarsi con questioni complesse che chiamano in causa e possono mettere in crisi le idee (certezze?) che ciascuno di noi ha sulla giustizia penale, sulla sicurezza, sugli obiettivi che l’intero sistema penale dovrebbe realizzare non in un mondo di là da venire, ma qui ed ora...

... Il doveroso rispetto della dignità umana, costituendo una delle coordinate costituzionali della riforma del nostro sistema penitenziario, volta a tenere ferma solo la pena che sia utile (dunque: non più carcere comunque; ma meno carcere), induce a considerare con favore ed a ritenere realizzabile da subito la proposta del cosiddetto numero chiuso degli ingressi... di rinvio obbligatorio della esecuzione della pena  nei casi in cui essa si svolgerebbe in condizioni tali da non garantire il rispetto della dignità dei condannati. Si tratterebbe, in sostanza, di dilazionare gli ingressi in carcere dei condannati che siano liberi al momento del passaggio in giudicato della sentenza, tutte le volte che l’esecuzione debba avvenire in istituti nei quali la capienza regolamentare sia già esaurita.... di dare immediato inizio all’esecuzione nella forma della detenzione domiciliare.

 

Giovanni Tamburino

Commento alla Sentenza Corte Europea dei Diritti Umani “Torreggiani e altri Vs Italia”

Febbraio 2013

L' ordinamento deve provvedersi di una clausola di salvaguardia, diretta ad impedire che, in circostanze eccezionali, la esecuzione della sentenza - astrattamente conforme al canone della legalità - divenga, in concreto, difforme da tale canone, negando la giustizia che non può mai confliggere, in questa materia, con il “senso di umanità” della pena.... occorre che il nostro sistema si doti di una valvola o clausola di salvaguardia, finalizzata a impedire in ogni caso che la esecuzione della pena detentiva possa assumere connotati di illegalità e di ingiustizia: ciò che accade quante volte il risultato della detenzione sia lesivo della dignità umana. Lo strumento per deflazionare il carcere sovraffollato può essere facilmente individuato grazie all’utilizzo della misura premiale, oggi già presente nell’ordinamento, che nei confronti dei detenuti ha funzione non già indulgenziale, bensì ricostruttiva, risocializzante e responsabilizzante. La liberazione anticipata, unico tra i benefici ad essere applicabile a tutti indistintamente i condannati reclusi, quale che sia il reato commesso e quale che sia il regime penitenziario al quale si trovano sottoposti, purché diano prova di comportamenti orientati al recupero attraverso il rispetto delle regole della vita comune. Rendere più flessibile tale misura,  aumentandone nel caso di necessità la portata in termini di riduzione della durata della pena, può funzionare quale strumento anche temporaneo di riduzione del sovraffollamento.

 

Natalino Ronzitti

# Tortura: l’Italia ratifica il Protocollo, ma nel Cp manca la fattispecie criminosa
Ratifica ed esecuzione del Protocollo opzionale alla Convenzione delle Nazioni unite contro la tortura ed altri trattamenti o pene crudeli, inumani o degradanti fatto a New York il 18 dicembre 2002
Guida al Diritto 04 febbraio 2013
L’autorizzazione alla ratifica del Protocollo del 2002, è un fatto positivo. Si attende ora il deposito del relativo strumento (alla data del 10 dicembre 2012, l’Italia non lo aveva ancora fatto). La prossima legislatura dovrebbe essere l’occasione per dare finalmente esecuzione agli artt. 1 e. 4 della Convenzione delle Nazioni Unite contro la tortura, con l’introduzione nel nostro Cp della relativa fattispecie incriminatrice, non essendo più ammissibile che l’Italia si trinceri dietro l’argomentazione secondo cui il reato di tortura, benché non espressamente previsto, è comunque punito ad altro titolo nel nostro ordinamento. Quanto al Protocollo opzionale, c’è un anno di tempo dopo la sua entrata in vigore per il nostro paese per provvedere a creare/designare il Meccanismo nazionale di prevenzione.

 

European Court of Human Rights

Cour Européenne des Droits de l'Homme

# Affaire Cirillo c. Italie (Requête no 36276/10) (# tr. it.)

STRASBOURG  29 janvier 2013

Le requérant, Bruno Cirillo, est un ressortissant italien né en 1980 et actuellement détenu à la prison de Foggia  (Italie). M. Cirillo se plaignait de l’insuffisance des soins prodigués en milieu carcéral en vue de traiter sa paralysie partielle et alléguait à ce titre une violation de l’article 3 (interdiction des traitements inhumains ou dégradants). Violation de l’article 3 - Satisfaction équitable : 10 000 EUR pour préjudice moral, ainsi que 3 000 EUR pour frais et dépens.

 

# Sentenza della Corte Europea dei Diritti dell'Uomo del 29 gennaio 2013 - Ricorso n. 36276/10 - Cirillo c.Italia

# Causa Cirillo c. Italia – Seconda Sezione – sentenza 29 gennaio 2013 (ricorso n. 36276/10)

 

Maria Laura Fadda
La tutela del diritto alla salute dei detenuti

Dignitas - Aggiornamenti Sociali Gennaio 2013

Il diritto alla salute costituisce dunque un diritto soggettivo assoluto, previsto anche per i detenuti dalle fonti nazionali e internazionali. E’ il diritto principe di cui il cittadino detenuto rimane titolare, il cui esercizio non è rimesso alla semplice discrezionalità dell’autorità amministrativa preposta all’esecuzione della pena detentiva, e la cui tutela è demandata alla magistratura di sorveglianza e in ultima istanza al giudice dei diritti.
Occorre dunque fare propria una visione del trattamento penitenziario-rieducativo non più e non solo come strumento per il reinserimento del recluso nella società, come apertura del carcere verso la società, bensì come dilatazione della società in relazione al carcere, in modo da comportare imprescindibilmente il minor possibile sacrificio dei diritti essenziali, tra cui in primo luogo il diritto alla salute.

 

Ernesto Lupo - Corte Suprema di Cassazione

Relazione sull'amministrazione della giustizia nell'anno 2012

Roma, 25 gennaio 2013

Un’attenzione particolare abbiamo il dovere di dedicare alla drammatica situazione carceraria, come peraltro abbiamo già fatto nelle due precedenti relazioni, evidenziando il sovraffollamento degli istituti detentivi; le condizioni di vita degradanti che ne derivano; i tanti suicidi in carcere, sintomo estremo di una inaccettabile sofferenza esistenziale; la sostanziale inattuazione delle Raccomandazioni del Comitato dei Ministri agli Stati membri sulle regole penitenziarie europee; le condanne per situazioni simili ad opera della Corte Edu, che aveva già stigmatizzato come esse fossero contrarie ad umanità, lesive dei diritti fondamentali, indegne di uno Stato democratico.

 

Giovanni Canzio - Presidente della Corte di Appello di Milano
# Relazione sull’amministrazione della giustizia nel distretto della Corte di Appello di Milano

Assemblea Generale – Milano, 26 gennaio 2013

II.4 Gli Uffici di sorveglianza e il carcere ... dimensione oramai insostenibile del fenomeno del sovraffollamento carcerario. La capienza regolamentare totale delle strutture del Distretto è di 4.737 detenuti, mentre al 31 dicembre 2012 è stata registrata la presenza di 7.279... A miglior commento del preoccupante dato numerico riportato, che sta assurgendo a vera e propria emergenza nazionale e che sempre più rappresenta la premessa dei frequenti atti di autolesionismo, si riporta la nota di sconforto del Magistrato di sorveglianza di Varese: "le condizioni di sovraffollamento superano ogni livello di tollerabilità e ledono in modo grave e non più giustificabile la dignità delle persone che vi sono ristrette, tanto da porre in serio dubbio la stessa legittimità, nelle condizioni date, dell'esercizio del diritto punitivo dello Stato. In proposito stanno giungendo, con sempre maggiore frequenza, le prime istanze volte ad ottenere la condanna dell'Amministrazione Penitenziaria per il mancato rispetto delle condizioni minime di vivibilità in Istituto fissate dalla Corte Europea dei diritti umani".

 

Grazia Campanato - Presidente della Corte di Appello di Brescia

# Relazione sull’amministrazione della giustizia nel distretto della Corte di Appello di Brescia

Assemblea Generale – Brescia, 26 gennaio 2013

Presso la Casa Circondariale di Brescia-Canton Mombello, a fronte di una capienza ottimale di 250 detenuti, risultano presenti al 30/6/2012 n. 525 detenuti (n. 532 al 30/06/2011) e la Direzione segnala che, stante anche la vetustà dell’edificio e degli impianti, sussistono situazioni di potenziale pregiudizio per l’ordine e la sicurezza dell’Istituto ed altresì problematiche di natura sanitaria.
All’interno dell’area sanitaria ruolo pregnante svolge l’intervento dello psichiatra e dello staff di consulenza psicologica. E’ seguito dagli psichiatri circa il 60% dei detenuti della Casa Circondariale. Di questi dal 15 al 30 % dei casi ha un’ideazione suicidaria. I dati non si discostano molto da quelli pubblicati dalla Clinica Psichiatrica dell’Università di Pisa negli anni scorsi e dal Ministero della sanità Britannico nel 2012...

 

Giovanna Di Rosa (magistrato, membro del C.S.M.) [audio]

Intervista Carceri e amnistia MP3

21 gennaio 2013 - www.radioradicale.it/

 

Corte Suprema di Cassazione - Prima sezione penale

Camera di consiglio del 15 gennaio (n. 172/2013)

# Questione "se rientri tra i poteri del magistrato di sorveglianza, investito da reclamo ai sensi degli articoli 35 e 69 legge 26/6/1975 n. 354, pronunciarsi sulla domanda di condanna dell'amministrazione penitenziaria al risarcimento dei danni derivanti da lesione dei diritti del detenuto"

Soluzione adottata: negativa, trattandosi di materia riservata agli organi della giurisdizione civile.

 

Corte Suprema di Cassazione - Prima sezione penale

#  Sentenza n. 4772/2013 - Camera di consiglio del 15 gennaio

Tutela risarcitoria in caso di violazione del diritto di cui all'art. 3 CEDU conseguente alle condizioni di sovraffollamento carcerario: declaratoria di inammissibilità del ricorso.

Punto necessario e prioritario da cui muovere l'argomentazione è che in materia risarcitoria e indennitaria il sistema normativo prevede in via generale la sua attribuzione alla giurisdizione civile.

 

Fabio Fiorentin
#
 
Il danno da detenzione inumana

www.personaedanno.it/ 19 gennaio 2013

SOMMARIO : 1. La fattispecie generatrice dell’illecito: la detenzione “inumana”. 1.1. I parametri che identificano una violazione dell’art. 3 CEDU. 2. Le forme di tutela giurisdizionale. Il “sistema multilivello". 3. La risarcibilità del danno da detenzione “inumana” nel diritto interno. 4. La quantificazione del danno e la sua indennizzabilità in sede europea.

 

Federica Recanello
# La custodia di sicurezza nell'ordinamento tedesco
Università degli Studi di Milano | Tesi di Laurea | 10 gennaio 2013
La custodia di sicurezza (Sicherungsverwahrung) è, nell'ordinamento tedesco, una misura di sicurezza detentiva di durata indeterminata da eseguirsi una volta scontata la pena, e finalizzata a consentire una tutela della collettività contro i delinquenti pericolosi oltre i limiti imposti dal principio di colpevolezza per il fatto commesso. Nata come misura destinata ad autori di gravi reati, recidivi e pienamente imputabili, il suo amito applicativo è stato progressivamente esteso dal legislatore tedesco, in particolare negli ultimi 15 anni, nell'ottica di una politica criminale di mera neutralizzazione dell'autore pericoloso, in linea con il trend che sta interessando numerosi paesi europei di riscoperta del doppio binario tra pene e misure di sicurezza...

 

Michele Passione
# Dall’affaire Sulejmanovic all’affaire Torreggiani e altri: dal diritto violato al diritto negato
www.europeanrights.eu/ 2013
Il sovraffollamento non è una calamità naturale, nè la causa dei problemi delle carceri italiane, piuttosto il frutto di scelte scellerate di politica criminale e di leggi carcerogene; il problema e le soluzioni sono note a tutti coloro si occupano da anni della questione. C’è il tempo per procedere ad affrontare seriamente il problema, anche se l’esperienza tratta dal (sino ad oggi) infruttuoso decorso del termine di cui all’art.3 ter del D.L n.221/11, convertito con modificazioni nella L.n.9/12, per ciò che riguarda le “disposizioni per il definitivo” (e, occorre ribadire, effettivo,  pena una evidente truffa delle etichette) “superamento degli ospedali psichiatrici giudiziari” non autorizza grandi speranze.

 

Gabriele Della Morte
# La giustizia non ha prezzo, ma costa molto cara
www.huffingtonpost.it/ 10.01.2013

 

Tribunale di Sorveglianza di Torino
# Ordinanza 27 novembre 2012/4287
www.ilcaso.it/ 16 gennaio 2013

La natura di misura alternativa alla detenzione del beneficio introdotto dall’art. 1 l. 199/2010, infine, è confermata dal fatto che il Legislatore ne ha rimesso l’applicazione esclusivamente alla magistratura di sorveglianza. Se fosse stata concepita come una semplice sanzione sostitutiva o alternativa alla detenzione  in carcere, invece, pure l’esecuzione presso il domicilio avrebbe dovuto essere attribuita dal Legislatore esclusivamente alla competenza del giudice della cognizione (come succede, per esempio, per la semidetenzione e la libertà controllata ex artt. 53 ss. l. 24 novembre 1981 n. 689) o comunque pure alla competenza del giudice della cognizione...

 

European Court of Human Rights

Cour Européenne des Droits de l'Homme

# Affaire Torreggiani et Autres c. Italie

(Requêtes nos 43517/09, 46882/09, 55400/09, 57875/09, 61535/09, 35315/10 et 37818/10)

Strasbourg 8 janvier 2013

 

#  Cedu Sentenza Torreggiani (in italiano) 8 gennaio 2013

 

Communiqué de presse - 08.01.2013
#  La Cour appelle l’Italie à résoudre le problème structurel de surpeuplement carcéral incompatible avec le respect de la Convention

 

Francesco Viganò

#  Sentenza pilota della Corte EDU sul sovraffolamento delle carceri italiane: il nostro Paese chiamato all'adozione di rimedi strutturali entro il termine di un anno

Diritto Penale Contemporaneo 9 gennaio 2013 (www.penalecontemporaneo.it)

 

Alice Pisapia

#  Sentenza pilota della Corte di Strasburgo: la condanna dell'Italia per il regime detentivo dei carcerati

8 gennaio 2013

 

Maria Concetta Marzo

# I presupposti sostanziali della fungibilità tra cautela e pena: disorientamenti a proposito dell’obbligo di dimora
ARCHIVIO PENALE 2013, n. 1
Il periodo di durata della misura cautelare coercitiva dell’obbligo di dimora è detraibile dalla pena detentiva da eseguire se, a dispetto della qualificazione ope-rata dal giudice della cautela, la misura ha, di fatto, un contenuto custodiale, rap-presentando così una coercizione corrispondente agli arresti domiciliari.

 

Corte Suprema di Cassazione | Ufficio del Massimario | Rassegna della Giurisprudenza Penale di Legittimità
# La Giurisprudenza delle Sezioni Unite e le Principali Linee di Tendenza della Corte di Cassazione - Anno 2012
www.cortedicassazione.it/ Roma gennaio 2013
Gastone Andreazza, Sergio Beltrani, Raffaele Cantone, Assunta, Cocomello, Antonio Corbo, Luigi Cuomo, Gaetano De Amicis, Maria Meloni, Valeria Piccone, Luca Pistorelli, Giuseppe Santalucia, Fulvio Baldi (coordinatore), Giorgio Fidelbo (vice direttore)

 

Corte Suprema di Cassazione - Ufficio di Statistica
# Rapporto Statistico del Settore Penale periodo 1/1/2012 - 31/12/2012
www.cortedicassazione.it/

 

Ministero della Giustizia

# Carta dei diritti e dei doveri dei detenuti e degli internati
5 dicembre 2012

La Carta dei diritti e dei doveri dei detenuti e degli internati è prevista dal Regolamento recante norme sull’ordinamento penitenziario e sulle misure privative e limitative della libertà. La Carta è consegnata a ciascun [sic] detenuto o internato - nel corso del primo colloquio con il direttore o con un operatore penitenziario all’atto del suo ingresso in istituto - per consentire il migliore esercizio dei suoi diritti ed assicurare la maggiore consapevolezza delle regole che conformano la vita nel contesto carcerario. Al fine di consentire ai familiari di prenderne conoscenza, la Carta è pubblicata sul sito internet http://www.giustizia.it e una copia è a disposizione per la consultazione nella sala colloqui di ogni singolo istituto.

 

# Decreto 5 dicembre 2012 - Approvazione della Carta dei diritti e dei doveri dei detenuti e degli internati

 

CSM Consiglio Superiore della Magistratura - Sesta Commissione - Commissione mista per lo studio dei problemi della Magistratura di Sorveglianza

# Relazione Presentata il 21.11.2012 al Salone della Giustizia di Roma

 

Diritto Penale Contemporaneo [http://www.penalecontemporaneo.it/]

# Un passo concreto per affrontare l’“emergenza carceri”: la proposta della Commissione mista del CSM
7 Dicembre 2012

 

Giuseppe Vignera
# Sulla natura dell’esecuzione presso il domicilio delle pene detentive brevi
www.altalex.com/ 11.12.2012

Nella prassi di alcuni uffici giudiziari tende ad affermarsi una particolare concezione del beneficio introdotto dalla Legge 26 novembre 2010, n. 1 99(esecuzione presso il domicilio delle pene detentive non superiori a diciotto mesi) ([1]), la quale, in funzione di una più ampia (e pressoché automatica) sua applicazione, disconosce a quel beneficio la natura di misura alternativa alla detenzione stricto sensu, costituendo esso (si dice) soltanto una “modalità speciale di esecuzione della pena” anche perché sottoposta a specifici presupposti e ad uno specifico procedimento applicativo. A nostro avviso, invece, pure il beneficio speciale ex art. 1, L. 199/2010 (c.d. esecuzione o detenzione presso il domicilio) deve considerarsi una “vera” misura alternativa alla detenzione...

 

Silvio Civello Conigliaro
# La nuova normativa europea a tutela delle vittime di reato. Una prima lettura della direttiva 2012/29/UE del Parlamento europeo e del Consiglio
www.penalecontemporaneo.it/ 22 novembre 2012

# Direttiva 2012/29/UE del Parlamento europeo e del Consiglio del 25 ottobre 2012, che istituisce norme minime in materia di diritti, assistenza e protezione delle vittime di reato e che sostituisce la decisione quadro 2001/220/GAI, Gazzetta ufficiale dell’Unione europea, 14.11.2012

 

Luciana Goisis
# L'effettività (rectius ineffettività) della pena pecuniaria in Italia, oggi
Diritto Penale Contemporaneo 13 novembre 2012
Il legislatore italiano è stato “a lungo criticato per aver attribuito a questa pena uno spazio assai ridotto, a confronto con altri ordinamenti a noi vicini”17. Nel 1930, infatti, le condanne a pena pecuniaria costituivano solo il 20% del totale delle condanne in Italia contro la percentuale del 70% che si riscontrava in Germania. Fino alla fine degli anni ’60, tale percentuale si è attestata non oltre il 30% in Italia,  raggiungendo il picco del 50% solo negli anni ’80, una percentuale comunque molto limitata se comparata alla quota dell’80% rilevata in Germania e in Inghilterra negli stessi anni... la pena pecuniaria ha mosso “timidi passi nella direzione della criminalità media, salvo cedere contemporaneamente terreno, verso il basso, alla sanzione pecuniaria amministrativa”...

 

European Committee for the Prevention of Torture and Inhuman or Degrading Treatment or Punishment CPT

#  22nd General Report of the CPT (1 August 2011 - 31 July 2012)

CPT/Inf (2012) 25 | Strasbourg, 6 November 2012

The ten periodic visits were carried out to Andorra, Azerbaijan, Estonia, Italy, Latvia, the Netherlands, Portugal, the Russian Federation, Slovenia and Switzerland. The situation in a range of places of deprivation of liberty was examined in each of these countries. The treatment of persons in police custody was a focus of many of the visits. Further, particular attention was given during certain visits to persons held in high-security prison units (Estonia, Italy, Portugal), life-sentenced prisoners (Azerbaijan, Latvia) and involuntary psychiatric patients, both forensic (Italy, the Netherlands, Switzerland) and civil (Azerbaijan, Estonia, Portugal, Slovenia).

 

Nils Muižnieks Commissario per i Diritti Umani del Consiglio d’Europa
#  Rapporto a seguito della visita in Italia dal 3 al 6 luglio 2012

Strasburgo, 18 settembre 2012 CommDH(2012)26 Originale: inglese

Il Commissario è seriamente preoccupato per le condizioni in cui versano le persone in stato di detenzione amministrativa presso i Centri di espulsione e identificazione (CIE), che non sono stati adeguati in seguito alla proroga della durata massima della detenzione da due a diciotto mesi,. Ritiene che la mancanza di attività ricreative sia una delle maggiori preoccupazioni e segnala alle autorità italiane il rischio di un’ulteriore degradazione delle condizioni a causa dei tagli di bilancio. In maniera più generale, un motivo di preoccupazione riguarda la capacità dei CIE di rispondere alle esigenze di una popolazione veramente eterogenea di detenuti amministrativi. Essendo la maggior parte degli uomini trattenuti in tali centri ex detenuti, il Commissario esorta le autorità italiane a portare a termine le procedure d’identificazione di queste persone prima che abbiano finito di scontarvi la pena. In conformità alle relative norme del Consiglio d'Europa, esorta le autorità italiane a eliminare gradualmente la pratica della detenzione amministrativa dei migranti irregolari in strutture simil-carcerarie, favorendo piuttosto misure alternative più idonee, e a promuovere il ricorso ai programmi di rimpatrio volontario.

 

Silvia Talini
# Un diritto “sommerso”: la questione dell’affettività in carcere approda alla Corte costituzionale
www.forumcostituzionale.it/ 18 ottobre 2012
L’ordinanza di rimessione n. 132 del 2012 del Tribunale di Sorveglianza di Firenze si inserisce in un rinnovato quadro di sensibilità e attenzione ai diritti individuali delle persone ristrette, fra i quali è senz’altro da ricomprendere il diritto all’affettività e ai legami familiari, di cui la sfera sessuale costituisce una rilevante modalità di espressione. 

 

Francesco Callari
# Patteggiamento e canone decisorio dell'"oltre ogni ragionevole dubbio": i termini di un binomio "impossibile"
www.penalecontemporaneo.it/ 31 Ottobre 2012
1. Accordo quoad poenam e giurisdizione. - 2. La fisionomia della regola di giudizio nel patteggiamento. - 3. La "speciale" dinamica procedimentale dell'applicazione della pena su richiesta delle parti ed il criterio generale dell'"oltre ogni ragionevole dubbio".

 

Marilena Colamussi
# Adulti messi alla prova seguendo il paradigma della giustizia riparativa
Processo penale e Giustizia Anno II, n. 6-2012
Al sistema retributivo classico negli apparati normativi più moderni europei ed extraeuropei si affianca il modello riparativo, che - va subito precisato - non ha la pretesa di sostituire la risposta tradizionalmente punitiva ma di rappresentare una valida alternativa, utile a migliorare l’efficacia e l’efficienza del sistema giustizia. La prospettiva in cui si pone il paradigma della giustizia riparativa ha, dunque, una rilevanza di carattere integrativo e, pertanto, merita di essere armonizzata e collocata negli spazi processuali idonei senza perdere di vista la tutela delle garanzie fondamentali.

 

Gian Luigi Gatta
Immigrati, carcere e diritto penale
www.penalecontemporaneo.it/ Maggio 2012
Testo della lezione svolta il 10 maggio 2012 presso il carcere di Bollate (seconda casa di reclusione di Milano), alla presenza congiunta di un gruppo di detenuti e di studenti della Facoltà di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Milano

 

Council of Europe
Linee guida del Comitato dei ministri del Consiglio d’Europa per una giustizia a misura di minore adottate dal Comitato dei ministri del Consiglio d’Europa il 17 novembre 2010 e relazione esplicativa
www.coe.int/children Council of Europe / European Union, 2012
I minori, in quanto titolari di diritti, dovrebbero avere accesso a mezzi di ricorso per esercitare in modo efficace i loro diritti o agire contro una violazione degli stessi. Il diritto interno dovrebbe agevolare, se del caso, la possibilità di accesso alla giustizia da  parte dei minori che hanno una sufficiente conoscenza dei loro diritti nonché l’uso di mezzi di ricorso per tutelare tali diritti sulla base di un’assistenza legale prestata in modo adeguato...

 

Alessandra Gualazzi, Chiara Mancuso, Annalisa Mangiaracina
# ‘Back door sentencing’ in Italy: common reasons and main consequences for the recall of prisoners
European Journal of Probation Vol. 4, No1, 2012, pp 73 – 84
The Italian penitentiary system is currently undergoing a serious crisis mainly caused by prison overcrowding. This article argues that reform of the system is thus urgently needed. Such reform should be aimed, among other objectives, at strengthening the role of the bodies  which are involved in the different phases of recall (e.g. social services, prison staff, etc.), in order to assist and support judges in their difficult task of decision making in an area – such that of recall – full of social implication.

 

Eugene Regan (Ed) | The Institute of International and European Affairs
European Criminal Justice Post-Lisbon: An Irish Perspective
www.iiea.com | 25 ottobre 2012

With a greater role for European institutions in the area of criminal law and policing, whether it is the Commission, Council of Ministers, Europol or Eurojust, it is essential that those institutions are subject to the rule of law and respect for fundamental rights. This is why the Lisbon Treaty defines a role for the Court of Justice of the European Union, incorporates the Charter of Fundamental Rights and includes a provision for the Union to accede to the European Convention on Human Rights.

 

# Tribunale di Sorveglianza di Venezia, Ordinanza 7 gennaio 2012, n. 5 - Pres. Pavarin
Concessione della misura alternativa della semilibertà. La reintegrazione sociale del condannato tra rieducazione, riparazione ed empatia | Grazia Mannozzi, Commento
Diritto penale e processo 7/2012

Ciò che emerge dall’ordinanza, in definitiva, è una «misura progettuale della pena, capace di dare rilievo alla realtà umana del soggetto che ad essa risulti sottoposto, ma anche alla possibile ricomposizione dei legami intersoggettivi sui quali abbia inciso la frattura costituita dal reato». In quest’ottica si collocano peraltro alcune pronunce della Corte di cassazione attraverso la cui filigrana testuale e linguistica si percepisce il superamento dell’idea rieducativa intesa come percorso individuale che muove da «pentimento» e «resipiscenza». Il cambio di prospettiva si coglie dunque già dalle scelte lessicali, specchio fedele di modelli teorici consolidati oppure «in embrione».

 

European Court of Human Rights - Cour Européenne des Droits de l'Homme

# Affaire Ketreb c. France (Requête n. 38447/09)

Strasbourg 19 juillet 2012 - Définitif 19/10/2012

A 21 h 15, le même surveillant le trouva pendu à une grille du sas de sa cellule à l’aide d’une ceinture en tissu tressé munie d’une boucle métallique d’attache... 115... la Cour considère que le placement en cellule disciplinaire de Kamel Ketreb pendant quinze jours n’était pas compatible avec le niveau de traitement exigé à l’égard d’une personne atteinte de tels troubles mentaux. Cette sanction a constitué un traitement et une peine inhumains et dégradants. 116. Partant, il y a eu violation de l’article 3 de la Convention...

 

Cour Européenne des Droits de L'Homme  | European Court of Human Rights

# Causa Scoppola c. Italia (No 4)
Strasburgo 17 luglio 2012

Il ricorrente è nato nel 1940, ha settantadue anni ed è affetto da patologie cardiache e metaboliche, da diabete, soffre di un indebolimento della sua massa muscolare aggravata da una frattura del femore subita nel 2006, di ipertrofia prostatica e di depressione. Dal 1987 si sposta con la sedia a rotelle... La Corte Dichiara che vi è stata violazione dell’articolo 3 della Convenzione.

 

Vittorio Manes
# Metodo e limiti dell’interpretazione conforme alle fonti sovranazionali in materia penale
www.penalecontemporaneo.it/ 9 Luglio 2012
1. Nel labirinto penale. - 1.1. Le mutazioni genetiche del tessuto normativo. - 1.2. La  Corte costituzionale e la ricerca di "regole di convivenza". - 2. L'erompere dell'interpretazione conforme. - 3. Fondamento del canone di interpretazione conforme: alcune premesse. - 3.1. La dimensione progressivamente grandangolare del vincolo interpretativo alle fonti "sovrastatali". - 3.2. Interpretazione conforme e ulteriori paradigmi di interazione tra fonti: la difficile apposizione di termini. - 4. I limiti dell'interpretazione conforme in materia penale. - 4.1. Il limite "logico" come primo argine a forme di "normazione mascherata". - 4.2. Limiti assiologici che fronteggiano le specificità della materia penale. - 4.2.1. Il divieto di interpretazioni conformi in malam partem nella posizione della Corte costituzionale e delle Sezioni Unite della Cassazione. - 4.2.2. Alcune criticità: il rischio di "criptoanalogie". - 4.2.3. (segue) ...e di "criptodisapplicazioni" in malam partem. - 4.2.4. Presunzioni "comunitariamente orientate" e (possibile) conflitto tra interpretazioni conformi. - 4.3. Primazia dell'interpretazione conforme e supremazia delle (ulteriori) garanzie fondamentali in materia penale. - 4.4. Interpretazioni conformi con effetti riduttivi o favorevoli (in bonam partem): in particolare, il "sorpasso costituzionale" e la funzione "prismatica" della giurisprudenza della Corte EDU. - 5. Il giudice penale nel network "multilivello" dei diritti fondamentali: ancora tra interpretazione conforme e disapplicazione. - 6. Il giudice nella "morsa" delle fonti sovranazionali.

 

Evgeny Arkhipov, Mikhail Shilin, Julia Guseinova | Association of Russian Lawyers for Human Rights
# The Report for the Committee of Ministers of the Council of Europe about the tortures and the observance of article 3 of  the European Convention by the Russian authorities The monitoring from February to July 2012
http://rusadvocat.com/ Moscow 2012
The report represents an independent objective research containing information about observance by the Russian Federation of article 3 of the European Convention together with article 13 of the European Convention. The present report is based on complaints and applications received by the Association of Russian Lawyers for Human Rights from all Russian regions by the “hot line” telephones: (495)968-30-44 and 923-34-98, by fax (495)916-75-85, by e-mail, mail, courier mail, in the course of personal meetings with the specialists.

 

Juan E. Mendez | UN Special Rapporteur on Torture and Other Cruel, Inhuman or Degrading Treatment or Punishment
# Urgent Petition to United Nations. Special Rapporteur on Torture and Other Cruel, Inhuman or Degrading Treatment or Punishment
http://centerforhumanrights.org/ March 20, 2012
California Prison Focus; Center for Human Rights and Constitutional Law; Families to Amend California’s Three Strikes; Fair Chance Project; California Families to Abolish Solitary Confinement; Justice for Families; The Real Cost of Prisons Project; American Friends Service Committee; Community Futures Collective; Center for Prisoner Health and Human Rights; California Prison Moratorium Project; Legal Services for Prisoners with Children; Disability Rights Legal Center; Disability Rights California, Vs. United States of America, State of California,  Jerry Brown, Governor ofthe State of California, and Matthew Cate, Secretary, California Department of Corrections and Rehabilitation... This Petition is brought on behalf of approximately 4,000 California prisoners who are being detained in isolated segregated units for indefinite periods or determinate periods of many years solely because they have been identified as members of gangs or found to have associated with a gang. The policy that has resulted in their  prolonged detention does not require that they have actually engaged in any misconduct or illegal activity, or that they even planned to engage in any misconduct or illegal activity...

 

Testimony of Professor Craig Haney
# Senate Judiciary Subcommittee on the Constitution, Civil Rights, and Human Rights Hearing on Solitary Confinement
June 19, 2012

To be sure, the extreme deprivation, the isolating architecture, the technology of control, and the rituals of degradation and subjugation that exist in solitary confinement units are inimical to the mental health of prisoners. However, it would be naïve to assume that the nature of these environments does not also affect the staff who work inside.14 In many such places, thinly veiled hostility, tension, and simmering conflict are often palpable. The interpersonal toxicity that is created in these environments can engender mistreatment and even brutality. What might be termed an “ecology of cruelty” is created in many such places where, at almost every turn, guards are implicitly encouraged to respond and react to prisoners in essentially negative ways—through punishment, opposition, force, and repression.

 

Connie de la Vega, Amanda Solter, Soo-Ryun Kwon, Dana Marie Isaac | University of San Francisco - School of Law
# Cruel and Unusual. U.S. Sentencing Practices in a Global Context
www.usfca.edu/ May 2012
The report compiles comparative research on sentencing laws around the globe and documents how sentencing laws distinguish the United States from other countries. Researchers found that the United States is in the minority of countries using several sentencing practices, such as life without parole, consecutive sentences, juvenile life without parole, juvenile transfer to adult courts, and successive prosecution of the same defendant by the state and federal government. Conversely, sentencing practices promulgated under international law and used around the world, such as setting 12 as the minimum age of criminal liability and retroactive application of sentencing laws that benefit offenders, are not systematically applied in the United States. Mandatory minimum sentences for crimes and “three strikes” laws are used in the U.S. more widely than elsewhere in the world.

 

Andreana Esposito
# Le pene vietate nella giurisprudenza della Corte Europea dei Diritti dell'Uomo
Rassegna penitenziaria e criminologica n. 3 2012
Molti articoli della Convenzione sono stati invocati da persone detenute. Le disposizioni maggiormente utilizzate sono state la previsione dell’articolo 3 sul divieto di tortura e di pene o trattamenti disumani e degradanti e gli articoli 8 e 10, quest’ultimi, in particolare, adoperati per tutelare un’area di grande importanza per i detenuti quale è la possibilità di stabilire e mantenere contatti con il mondo esterno al carcere. Vi sono poi stati ricorsi fondati sulle garanzie procedurali previste dall’articolo 5, concernente il diritto alla libertà ed alla sicurezza, e dall’articolo 6,  sul cd. equo processo, e sui diritti sostanziali previsti dall’articolo 9, sulla libertà di pensiero, di coscienza e di religione, e dall’articolo 11, sulla libertà di riunione pacifica e sulla libertà di associazione. In breve: tutti i diritti garantiti dalla Convenzione valgono anche per le persone legittimamente private della libertà. Come ha affermato la Corte la giustizia non può fermarsi davanti la porta delle prigioni

 

Anna Maria Maugeri
# La difficoltà di tipizzazione dello stalking nel diritto italiano e comparato
Rassegna Italiana di Criminologia - 3/2012

... Sorge il rischio di affidare l’applicazione della fattispecie all’eccessiva discrezionalità giurisprudenziale, nonché all’interpretazione soggettiva della vittima. L’interpretazione della fattispecie come reato di evento consente, infatti, alla Suprema Corte di svalutare l’elemento della  reiterazione (abitualità), su cui si dovrebbe imperniare il disvalore della condotta, accontentandosi della consumazione di due soli atti.
 

 

Francesco Tascione
# Le condizioni e i criteri di scelta per l'applicazione delle misure cautelari personali
Luiss Guido Carli, 2012

Col nuovo codice, dunque, il problema delle regole in materia de libertate sembrava risolto da una normativa organica rispettosa dei principi fondamentali: e però le novelle che hanno ritoccato la originaria impostazione codicistica – figlie della emergenza e di prassi giurisprudenziali strumentali al risultato confessorio – ne hanno, in qualche modo, snaturato l’essenza fondamentale.

 

Andreana Esposito
# Modelli sanzionatori alla luce della giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell’uomo
www.judicium.it/ 2012
La Convenzione europea dei diritti e delle libertà fondamentali individua taluni diritti fondamentali e istituisce un meccanismo giurisdizionale di controllo sulla convenzionalità delle legislazioni e delle pratiche degli Stati aderenti. Principale strumento di controllo è la Corte europea dei diritti dell’uomo la cui giurisprudenza ha, invero, creato un patrimonio giuridico comune che costituisce un preciso diritto della libertà. Il sistema di protezione della Convenzione è ispirato al principio di sussidiarietà assegnando a ciascuno Stato contraente il mandato di assicurare, in prima battuta, il rispetto dei diritti garantiti...

 

Carlo Enrico Paliero
# L'agorà e il palazzo. Quale legittimazione per il diritto penale?
Criminalia 2012
La mia tesi è che il fondamento autoritario rappresenti, per il diritto penale, un vero e proprio masso erratico – ineliminabile – rispetto al quale la legittimazione democratica innesca una dinamica di tipo centrifugo. Il fondamento autoritario è un elemento coessenziale e, appunto, genetico di ciò che l’espressione “diritto penale” denota in generale (e ha denotato nelle diverse epoche); un nucleo strutturale che non può essere sottratto allo strumento giuridico in questione, se non al prezzo di trasformarlo in una grandezza normativa differente.

 

Francesco Viganò
# Ergastolo senza speranza di liberazione condizionale e art. 3 CEDU: (poche) luci e (molte) ombre in due recenti sentenze della Corte di Strasburgo

AIC Rivista telematica giuridica dell'Associazione italiana costituzionalisti, n. 2, giugno 2012
1. Premessa: il leading case di riferimento (Kafkaris c. Cipro, 2008). – 2. Vinter e a. c. Regno Unito: gli esiti di un serrato dialogo con le corti britanniche sulla compatibilità dell’ergastolo senza possibilità di liberazione condizionale. – 3. Harkins e Edwards c. Regno Unito: l’applicazione di questi principi alle procedure di estradizione. – 4. Qualche rilievo critico: a) il riconoscimento del divieto di pene “gravemente e manifestamente sproporzionate” tra i contenuti del diritto di cui all’art. 3 CEDU. – 5. (Segue): b) la compatibilità in linea di principio dell’ergastolo senza possibilità di liberazione condizionale con l’art. 3 CEDU. – 6. (Segue): c) ergastolo senza possibilità di liberazione anticipata e procedure di estradizione. – 7. Una considerazione finale.

 

Stefano Marcolini
# Patteggiamento

www.treccani.it | Diritto on line 2012

Il rito speciale detto “patteggiamento”, di cui agli articoli da 444 a 448 del codice di procedura penale, consente a difesa ed accusa di accordarsi per presentare al giudice richiesta di applicazione di una sanzione sostitutiva di qualunque entità, di una pena pecuniaria di qualunque importo, oppure di una pena detentiva che, in concreto, non superi i cinque anni. Nell’impianto originario del codice, il rito era pensato per la definizione di reati bagatellari e, in quest’ottica, il limite massimo di pena detentiva patteggiabile era di due anni; con l’innalzamento a cinque, operato dalla legge 12 giugno 2003, n. 134, esso è ora suscettibile di essere applicato anche ad episodi di media ed alta gravità. Poiché comporta per l’imputato la rinuncia alla celebrazione del dibattimento ed al godimento delle garanzie che gli sono connesse, il rito si connota anche per una spiccata premialità, il cui aspetto principale, ma non esclusivo, consiste nella riduzione della pena sino ad un terzo. Tutto ciò, unitamente al fatto che il patteggiamento può essere chiesto a partire dalla fase delle indagini preliminari e sino alla chiusura dell’udienza preliminare o, ove questa manchi, sino all’apertura del dibattimento, ne fa uno dei giudizi speciali di più largo impiego nella prassi giudiziaria

 

Cecilia Pannacciulli
# Profili costituzionali delle intercettazioni dicomunicazioni tra inadeguatezza del legislatore e discrezionalità del giudice
Rivista dell'AIC Associazione Italiana Costituzionalisti, n. 3, 2012
La «dimensione poliedrica» dell’attuale sistema delle comunicazioni, producendo una marcata interferenza tra le varie situazioni costituzionali, implica una costante e non agevole opera di bilanciamento tra le stesse. La polifunzionalità degli attuali mezzi di comunicazione e l’utilizzo di tecniche di captazione sempre più avanzate determinano, al contempo, nuove opportunità di confronto interpersonale, ma anche più penetranti forme di restrizione della libertà e segretezza delle comunicazioni ponendo, sul piano dei limiti delle garanzie costituzionali, innumerevoli problematiche specie in ordine ai rapporti tra art.15 della Costituzione e potestà punitiva statale. # Sentenza n. 34 del 1973

 

Serena Giliberti

# Il sistema del “doppio binario"

in Paolo Pittaro (a cura di), "Scuola Positiva e sistema penale: quale eredità?", Trieste, EUT Edizioni Università di Trieste, 2012, pp. 11-16

L’elaborazione e l’applicazione della teoria delle misure di sicurezza si deve ai pensatori della Scuola positiva. Questi, per primi, constatata l’insufficienza, quale deterrente al diffondersi della delinquenza, della “pena”, così come intesa dalla Scuola classica che considerava l’imputabilità presupposto ineludibile della sanzione penale, compresero la necessità di introdurre nell’ordinamento trattamenti applicabili ai non imputabili ed ad alcune categorie di imputabili pericolosi. Per la Scuola positiva le sanzioni dovevano non solo punire il delinquente, ma principalmente difendere gli altri consociati dallo stesso...

 

Vittorio Fanchiotti

# La durata del processo tra l'inidoneità degli strumenti interni e la prospettiva europea

www.penalecontemporaneo.it/ Febbraio 2012
1. La irragionevole durata del processo accusatorio italiano e i suoi riflessi sullo scenario europeo. - 2. La specificità della situazione italiana: tra pseudosoluzioni e prescrizioni. - 3. La timida e contraddittoria ricerca di soluzioni "sostanzialistiche" e le discutibili riforme "facili" del processo.- 4. I primi positivi segni di un repentino, sia pur limitato, cambiamento di rotta "a tutta forza". - 5. L'esigenza di modifiche organizzative nel segno della razionalizzazione e della riduzione dei costi. - 6. I rimedi processuali alla lentezza della giustizia. - 7. La prospettiva europea. - 8. I parametri elaborati dalla Corte europea dei diritti dell'uomo. - 9. Persona offesa e ragionevole durata del processo: i rischi connessi all'enfatizzazione delle preoccupazioni per la "vittimizzazione terziaria".

 

# Cass., Sez. Un., 19 aprile 2012 (dep. 12 settembre 2012), n. 34952, Pres. Lupo, Est. Fiandanese, ric. Reina

 

Gian Luigi Gatta
# Sulla configurabilità del tentativo di rapina impropria in ipotesi di mancata sottrazione della res
Note a margine di Cass., Sez. Un., 19 aprile 2012 (dep. 12 settembre 2012), n. 34952
 www.penalecontemporaneo.it
16 Settembre 2012

 

Ufficio di Sorveglianza di Firenze

# Ordinanza n. 1476/2012

Reclamo avanzato da T. D. detenuto nella Casa Circondariale di Firenze

 23 aprile 2012

Sono ammessi, anche nel nostro regime penitenziario, rapporti affettivi stabili con altre persone, in particolare con i familiari...
La scelta negazionista del nostro sistema penitenziario è desumibile dal comma 2 dell’art.18: E’, infatti, il comma 2 dell’art. 18 della L. 26/7/1975, n.354, che esige “il controllo a vista … del personale di custodia” sui colloqui e che quindi impone l’astinenza sessuale.
L’ottica del colloquio è vincolata dalla legge: in sostanza l’unico contatto fra familiari e detenuti è il colloquio e questo è anche il massimo accettabile. L’astinenza sessuale, imposta dal nostro ordinamento penitenziario, all’art. 18, comma 2 dell’Ord. Penit., si muove in senso contrario alle “raccomandazioni” approvate dal Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa n. 1340/97 – art. 6, comma 6 – e 11/1/2006 – art. 24 comma 4... Ulteriore conferma a questa posizione si trova nella raccomandazione 9/3/2004 del Parlamento europeo al Consiglio d’Europa, che riconosce al detenuto “il diritto ad una vita affettiva e sessuale, prevedendo misure e luoghi appositi”. Non si deve poi dimenticare che l’astinenza ha quel prezzo che abbiamo indicato alla lettera A, sub 4: cioè il ricorso a pratiche masturbatorie o di omosessualità ricercata o coatta (sia che la coazione consegua alla violenza o alla minaccia o ad un consenso rassegnato alla situazione), pratiche tutte che avviliscono profondamente la persona del detenuto, nel momento in cui dovrebbe essere proposta la sua promozione umana. Sotto questo profilo, l’effetto che l’astinenza produce realizza, contro l’esplicito testo costituzionale, un trattamento contrario al senso di umanità e comprensibilmente degradante, che discende dalla applicazione di una specifica norma: il ripetuto comma 2 dell’art. 18 della L. 26/7/1975, n. 354. il Magistrato di sorveglianza solleva d’ufficio eccezione di incostituzionalità dell’art. 18, comma 2, della L. 26/7/1975, n. 354 e pertanto ORDINA trasmettersi gli atti alla Corte costituzionale.

 

Magistrato di Sorveglianza
# Ordinanza - Vercelli 18 aprile 2012 Est. Fiorentin
Ufficio di Sorveglianza Vercelli per le circoscrizioni dei Tribunali di Vercelli - Casale M.to - Ivrea - Biella
Deve escludersi la possibilità che, mediante il reclamo di cui agli artt. 14- ter , 35 e 69 comma 5 l. 26 luglio 1975, n. 354, possa essere azionata la pretesa risarcitoria in relazione al «danno esistenziale» cagionato dalle condizioni detentive, poiché essa implicherebbe una pronunzia di condanna dell’amministrazione penitenziaria conseguente ad un accertamento di natura squisitamente civilistica, possibilità che è esclusa dal quadro giuridico e normativo vigente e dalla giurisprudenza costituzionale che su di esso si è reiteratamente pronunciata.

 

Luciano Eusebi
# Ergastolano «non collaborante» ai sensi dell'art. 4-bis co. 1, Ord. Penit. e benefici penitenziari: l'unica ipotesi di detenzione inimterrotta, immodificabile e senza prospettabilità di una fine?
Cassazione penale, n. 4, 2012
La disciplina in apparenza desumibile dall’art. 4-bis, co. 1, ord. penit. e dell’art. 2, co. 1, d.l. n. 152/1991 manifesta risvolti particolari e drammatici nel caso di condanna all’ergastolo: verrebbe infatti a configurare l’unica ipotesi, nell’ordinamento penale vigente, in cui l’ergastolo – pur ove gli esiti del trattamento penitenziario fossero da valutarsi in modo positivo – risulterebbe insuscettibile di permettere non soltanto il fine pena, ma addirittura qualsiasi mutamento del regime di esecuzione (con totale irrilevanza della liberazione anticipata, sebbene esclusa dalle limitazioni di cui sopra), nonché qualsiasi uscita anche molto breve, per effetto di un permesso-premio, dalle mura del carcere (salvo il caso eccezionale del permesso di cui all’art. 30 ord. penit.).