Comunicato Dap sulla

Sentenza Corte Edu 22 aprile 2014 "G.C. contro l'Italia"

"Con riferimento alla recente sentenza con la quale la Corte Europea per i Diritti dell'uomo ha accolto il ricorso presentato da un detenuto ristretto nel 2009 presso il carcere di Bellizzi Irpino, va precisato che la Corte ha ritenuto che nel caso in esame non vi è stata violazione dell'art. 3 della Convenzione sotto il profilo del sovraffollamento, mentre ha sanzionato l'Italia sotto il profilo del ritardo con cui furono assicurate le cure mediche ed in particolare fisiatriche al detenuto.
Il ricorso riflette una situazione risalente a cinque anni fa e rispetto ad allora l'Amministrazione penitenziaria, oltre a stimolare l'attività del Tavolo di consultazione permanente in materia di tutela della salute dei detenuti (che dal 2008 non rientra più tra le competenze del Dap), istituito dalla Conferenza Unificata delle Regioni e delle Province autonome, ha messo in atto misure generali, come la dotazione di attrezzatura per la fisioterapia nei Centri Clinici esistenti e l'incremento della offerta assistenziale specialistica in tutti gli istituti ed in particolare in quelli dotati di centri clinici.
Con circolare del 2012 è stato altresì disposto che i Direttori degli istituti penitenziari e i medici delle Aziende Sanitarie Locali sottopongano all'attenzione delle Autorità Giudiziarie, per l'eventuale rinvio della esecuzione della pena detentiva, tutte le situazioni in cui il protrarsi dello stato di detenzione possa determinare una situazione contraria al senso di umanità".